G8 DEL 2009 A LA MADDALENA

 

 

 

E' ufficiale : in pompa magna la premiata ditta Prodi & Soru & Comiti & Bonanno annuncia, tra squilli di trombette ( di regime ) e bandiere (rosse) al vento che il prossimo G8 previsto nel 2009 si terrà a La Maddalena, così, dice Soru, " ho pagato il mio debito ( 600 posti di lavoro persi legati agli americani ed al turismo ) verso l'isola". Naturalmente si accodano al Presidentissimo il Sindaco Comiti ed il neo presidente del Pacco ( oopppsss...parco ) Bonanno tutti contenti per le "ricadute economiche" promesse dal Capo (Prodi) e dal suo proconsole (Soru) !

Non s'intravede mai fine al peggio per quest'isola ed i suoi sfortunati abitanti però la stampa di regime esalta l'evento e sparge tonnellate di anestetico con qualche eccezione....

Particolarmente divertenti le dichiarazioni di coloro che avrebbero il dovere ( visto che si beccano  lauti stipendi ! ) di tutelare gli interessi di questa comunità ovvero quelli di Bonanno e di Comiti, per una volta d'accordo, per illudere ancora una volta gli ingenui maddalenini per compiacere il regime.

Fuori dal coro Rifondazione Comunista e PDCI che preannunciano sfaceli politici e prossime crisi in giunta regionale  ma che poi non faranno nulla in nome dell'attaccamento alle ( altrettanto lautamente pagate ) poltrone dei suoi consiglieri regionali e degli indipendentisti che, alla fine, saranno ( vogliamo scommettere ?) gli unici che andranno sino in fondo con la contestazione al G8.

Vuoi dire la tua ? Scrivici !

 

 

 

 

SABATO, 16 GIUGNO 2007

Bonanno pensa alle ricadute reali sulla popolazione. «Serve un programma preciso d’interventi»

Primo giorno da re del parco con un regalo tutto speciale. Giuseppe Bonanno fa quasi scivolare in secondo piano la sua nomina formale a presidente. Gli occhi sono ancora elettrizzati dalla notizia che ha scosso l’isola. La scelta della Maddalena come sede del G8 fa da calamita mediatica, ruba la scena all’investitura ufficiale. Con l’abilità di un manager dal pollice verde mostra di avere un progetto preciso per cavalcare l’evento planetario.
 Arrivato nell’isola come golden boy, sponsorizzato dal ministro Pecoraro Scanio, Bonanno lascia da parte la modestia e mette sul tavolo un programma per trasformare il parco da ente ectoplasmatico a miniera dell’oro verde. Accoglie con un sorriso la pioggia di euro che il G8 promette di rovesciare sull’isola.
 «La scelta della Maddalena come sede del summit dei potenti della terra apre nuove prospettive - spiega Bonanno -, ma dobbiamo governare l’evento. I finanziamenti che arriveranno dovranno essere incanalati per scelte precise. Faccio un esempio. Non abbiamo un palazzo per i congressi. Né possiamo pensare di appoggiarci alle strutture militari. Si rischierebbe di non dare ricadute reali per la popolazione. Il G8 è una grande vetrina per La Maddalena e per il parco, ma va saputa sfruttare. Il 2009 è molto vicino, i tempi sono compressi. Serve un programma preciso per la gestione degli investimenti. Non possiamo pensare di creare solo alberghi. Costruire un clone di Porto Cervo non serve a nulla. La nostra via deve essere differente. Non dobbiamo essere la fotocopia della Costa Smeralda. L’unicità deve diventare la nostra marcia in più. Siamo l’unico parco nazionale in cui i confini dell’ente coincidono con quelli di un Comune. Per questo ho da subito cercato un’intesa con il Comune, con la Marina militare, e con la Regione».
 Il vertice darà una visibilità mondiale all’isola e i possibili contestatori vengono messi in un angolo. «Sarà un evento che si svolgerà in pochi giorni - continua il presidente -. Ma le ricadute non solo come immagine resteranno nel tempo». Bonanno nell’incontro mette sul tavolo i progetti per il rilancio dell’ente. Una mole impressionante di proposte. Il presidente vuole rivoluzione il concetto di parco, per ora vissuto dai cittadini come un ente fantasma. «Un primo passo concreto sarà il congresso mondiale di settembre sulla biodiversità nelle piccole isole - spiega -. Penso anche alla creazione di un centro di ricerca che si occupi in modo stabile delle biodiversità, ma sarà solo uno dei laboratori che vogliamo istituire. Portiamo avanti anche un progetto con l’università di Sassari e l’Enea per costituire nell’isola un master o un corso di laurea in scienze del Mediterraneo». Bonanno lancia anche l’idea di creare un logo del parco che serva da bollino di qualità per prodotti tipici.
 «Dovranno arrivare da una filiera biologica super controllata - afferma -. Punto a formaggi e vini prodotti in Gallura, ma che rispettino norme di qualità». Il neo presidente del Parco non pensa solo al lancio di un vino del parco, ma anche alla creazione di un laboratorio per lo studio delle essenze tipiche da cui creare prodotti cosmetici. Una crema di bellezza che arriva dall’isola incantata. LUCA ROJCH - La Nuova Sardegna

SABATO, 16 GIUGNO 2007

 Rifondazione: «Decisione da revocare»

CAGLIARI. Il Centrosinistra sardo si spacca sul G8 alla Maddalena. Il segretario di Rifondazione comunista, Michele Piras, ha invitato Renato Soru a chiedere al governo Prodi la revoca della decisione. Altrimenti, ha avvertito, «il partito si farà promotore di comitati No G8».
 La presa di posizione di Piras ha sicuramente turbato il clima di soddisfazione che aveva colto la maggioranza regionale giovedì pomeriggio. E l’annuncio che i vertici del partito della Rifondazione comunista si faranno promotori dei comitati No G8 per organizzare anche «manifestazioni di protesta contro i potenti del mondo» non è dei più concilianti e costituisce una nuova complicazione per Renato Soru, impegnato a ricucire i rapporti nella coalizione dopo la sconfitta elettorale e a evitare altre fratture, come quella del referendum sulla legge statutaria.
 Michele Piras contesta la «filosofia» del vertice («un esercizio di prepotenza di 8 potenti della terra»), ritiene che «la Sardegna, che da anni soffre di una vera e propria occupazione militare, non deve essere il teatro di questo ennesimo brutto spettacolo». Secondo il segretario del Prc, La Maddalena è «inadatta soprattutto per carenza di spazi ad ospitare un simile evento». Piras spiega così la sua contrarietà: «Due anni di lavori preparatori per una manifestazione come il G8 rischiano - è il monito del leader del Prc - di sconvolgere l’isola, l’arcipelago, la vita dei residenti, finanche un ecosistema già duramente provato dalla presenza della base nucleare americana e da innumerevoli servitù militari».
 Il giovane leader comunista ha quindi concluso: «Mi chiedo se il presidente Soru e il presidente Prodi abbiano seriamente riflettuto sull’impatto che l’approdo nell’isola di migliaia di persone, delegazioni internazionali, scorte annesse, via mare e via terra, rischiano di avere su un’area che è anche parco nazionale».

Filippo Peretti - La Nuova Sardegna

SABATO, 16 GIUGNO 2007

 L’arcipelago in tutto il mondo»

La notizia della decisione di scegliere l’isola della Maddalena, quale sede del G8 per l’anno 2009,, è arrivata come un fulmine a ciel sereno, che ha illuminato l’isola, lasciando però qualche punto oscuro che si spera possa presto essere chiarito. Moltissimi i maddalenini che hanno espresso parere favorevole, anche se resta per tutti qualche incertezza per la sicurezza. Un commerciante è stato categorico «per quei tre giorni in cui i potenti della terrz saranno qui a La Maddalena io me ne andrò in ferie».
 Marzio Rotta, responsabile del Centro Velico Caprera, giudica l’evento eccezionale gna tenerne conto. «Impegna tutta comunità - sottolinea - ma è un’opportunità imperdibile per La Maddalena. Ospitare un G8, significa portare l’isola nel mondo. L’unico dubbio riguarda le strutture ricettive. Ora non ci sono, ma nel giro di due anni con un piano ad hoc si possono creare».
 Anche i commercianti sono sulla stessa lunghezza d’onda. Mirella e Fabrizio del bar la Bomboniera, dicono: «Così avremo ancora più visibilità e senz’altro ci sarà più movimento con la speranza che non succeda nulla». Marco Giordo, direttore della Banca di Sassari vede molti lati positivi: «Sotto l’aspetto economico è importante. Penso alle iniziative a sostegno, e soprattutto alle strutture ricettive da migliorare e ampliare. Per l’ordine pubblico ci sarà da lavorare, però trattandosi di un isola, sarà più difficile arrivarci. Oltretutto poi si dovrà lavorare anche sulla sicurezza dei centri limitrofi».
 Paolo Conti, rivenditori di giornali, è ottimista. «La notizia è positiva su tutti i fronti, perché porterà anche benessere». Pinuccio Grondona, ingegnere, è d’accordo. «Si tratta di una grande occasione per tutti. La città sarà rinnovata quasi interamente. Penso anche che sia stata scelta La Maddalena per il problema della sicurezza, e Soru che ha lavorato su questo ha scelto bene».
 Giuseppe Deligia, ex sindaco, pensa ai lavori da svolgere. «Bisogna adeguare tutto, ma immagino che le cose verranno fatte al meglio».
 «Gli occhi del mondo intero saranno puntati sull’arcipelago - commenta soddisfatto Gianluca Lioni, dirigente nazionale della Margherita -. La decisione di svolgere il prossimo G8 alla Maddalena è una bellissima notizia L’arcipelago sta attraversando una difficile fase di transizione e fra gli abitanti dell’isola si stavano diffondendo rassegnazione e pessimismo. Molti temevano che il Governo si fosse dimenticato dell’isola, ora arriva questa bella notizia: essere sede di un così prestigioso evento internazionale rappresenta una straordinaria opportunità di rilancio».
ANDREA NIEDDU - La Nuova Sardegna

  SABATO, 16 GIUGNO 2007

GLI INDIPENDENTISTI: «Un’occasione per farci conoscere»

CAGLIARI. «Gli occhi degli otto grandi mondiali saranno puntati sulla Sardegna e scopriranno che c’è un popolo che lotta per la propria indipendenza». Questo il commento di Frantziscu Sedda, rappresentante dell’esecutivo nazionale di Irs-Repubrica de Sardigna, sul vertice del G8 in programma alla Maddalena nella primavera del 2009. «Non credo che le sorti della Sardegna possano essere segnate da questo evento - ha aggiunto Sedda - ma può essere un’occasione per far conoscere l’indipendentismo sardo».  (p.s.) - La Nuova Sardegna

VENERDÌ 15 giugno 2007

Soru spiega perché il massimo vertice politico del mondo si svolgerà in Sardegna

«Così paghiamo un debito storico»

in Sardegna, nell’arcipelago della Maddalena. Nel 2009 i potenti della terra proietteranno l’immagine dell’isola in tutto il globo, uno spot che vale diecimila campagne promozionali e non costa nulla. Sembrava uno scherzo, invece la notizia ieri è diventata una bomba. L’ha deciso il governo guidato da Romano Prodi, com’è ovvio, ma il pressing di Renato Soru è stato discreto, ma al tempo stesso asfissiante. Pare sia stato decisivo un pranzo di lavoro, che risale all’altro ieri, tra il premier e il governatore sardo, alle prese con quello che lui stesso interpreta come «il pagamento di un debito storico nei confronti della Maddalena».


Augusto Ditel - La Nuova Sardegna

VENERDÌ 15 giugno 2007

Il merito è di Romano Prodi

CAGLIARI. «Il merito va dato a Romano Prodi». Arturo Parisi non ha dubbi. Impossibilitato a rilasciare interviste a causa di un improvviso attacco influenzale unito a un abbassamento di voce che lo ha colpito a Bruxelles impedendogli di presenziare al vertice dei ministri della Difesa, Parisi non ha voluto rinunciare a esprimere soddisfazione per la scelta del governo che premia La Maddalena.
 «Quando a parlare sono i fatti - ha dichiarato Arturo Parisi - non penso che sia necessario sprecare aggettivi. Assieme al natuale sentimento di soddisfazione quello che di questa scelta voglio richiamare è l’azione convergente di sardi e di amici della Sardegna a cominciare dal presidente Prodi che di essa è stato il sostenitore determinante». Rientrato nel pomeriggio dalla capitale europea, il ministro della Difesa ha subito voluto chiarire come è nata l’idea della sede del G8 a La Maddalena. «E’ stato Prodi a parlarne - sono parole di Parisi - proprio con me, il ministro sardo della Difesa, prima di concordare la scelta anche con il ministro degli Esteri Massimo D’Alema».
 Ieri dal telefono della sua abitazione Parisi ha parlato anche con Renato Soru. E con il presidente della Regione ha convenuto di tenere al più presto un incontro operativo per vedere come organizzare l’evento. «Sarà tutto organizzato - ha detto Parisi - in modo che non ci possano essere incidenti. In questo senso, il fatto che l’appuntamento mondiale si svolga in un arcipelago favorisce la prevenzione». La sede principale del G8 «sarà probabilmente l’ammiragliato». Ma di questa si parlerà a breve scadenza.
 Per il momento anche ad Arturo Parisi piace mettere in evidenza l’aspetto promozionale della decisione del governo. «Tutto - ha spiegato - va visto come una valorizzazione della zona. Presto non ci sarà più la base americana, si è deciso di puntare sull’economia turistica e per una settimana La Maddalena sarà sotto i riflettori del mondo: migliaia di persone nell’arcipelago, centinaia di milioni di persone davanti al televisore. E’ un fatto di prestigio internazionale per la Sardegna e in particolare per La Maddalena».
 Nel colloquio telefonico con Renato Soru c’è stato innanzitutto un reciproco scambio di felicitazioni. E’ stata l’occasione per superare le tensioni di due settimane fa, quando il consiglio dei ministri - presente il presidente sardo - ha confermato per altri cinque anni la presenza dei militari italiani a La Maddalena. Il premio del G8 - se messo sulla bilancia - è indubbiamente superiore anche sotto il profilo turistico, per il ritorno mediatico che potrà assicurare. Da qui la soddisfazione del ministro della Difesa che, nei momenti delle polemiche politiche, certo non gradisce che qualcuno possa mettere in discussione il suo attaccamento agli interessi dell’isola. In questo contesto assume una particolare chiave di lettura la sua frase «quando a parlare sono i fatti...». Non è solo per smentire una presunta disattenzione rispetto a richieste pressanti che vengono dall’isola soprattutto per quanto riguarda le dismissioni, ma è forse soprattutto per dimostrare che (cosa che al ministro Parisi sta particolarmente a cuore) gli interessi nazionali e quelli sardi possono non essere contrastanti. Filippo Peretti - La Nuova Sardegn

VENERDÌ 55 giugno 2007

Un turbo nella rinascita dell’isola dei militari

LA MADDALENA. Da cenerentola a regina. Lo stato restituisce un pezzo di vita all’isola incatenata alle servitù da due secoli e mette il turbo nel motore della rinascita. La scelta della Maddalena come sede del G8 del 2009 dà nuova linfa al progetto di rilancio. Il governo annuncia fondi immediati. Pioggia di euro che si aggiungono a quelli promessi per dare un futuro da perla del turismo all’arcipelago nucleare. Per una sera black block, no global, terroristi ripieni di tritolo non trovano spazio nelle dichiarazioni della politica. Euforia che contagia. «Lo stato salda un debito con La Maddalena e le rende i tanti anni di sacrificio - dichiara il sottosegretario alla Funzione pubblica, Giampiero Scanu -. Un evento mondiale metterà al centro dell’attenzione tutta la Gallura. Voglio sottolineare come l’impegno di Enrico Letta, con cui sono sempre stato in stretto contatto, sia stato fondamentale per la scelta dell’isola come sede del G8. È stato lui a convincere il premier Romano Prodi e il ministro Massimo D’Alema a puntare sull’arcipelago. Il pacchetto di interventi verrà messo in campo da subito. Servirà a integrare i fondi per il rilancio della Maddalena dopo la partenza degli americani. I benefici si estenderanno a tutta la Sardegna e in particolare alla Gallura». La notizia della scelta viene accolta con entusiasmo dal sindaco Angelo Comiti. «È un’opportunità unica - dichiara il primo cittadino -. Una vetrina mondiale che porterà la nostra isola alla ribalta». Nessun timore di arrivare impreparati all’evento. «Sono certo che tutto sarà pronto per il 2009 - continua -. Le grandi infrastrutture per ospitare summit importanti non mancano, un esempio è la scuola allievi sotto ufficiali della marina italiana. Sarà necessario adeguarle con interventi mirati. Arriveranno nuovi finanziamenti e daranno una scossa alla nostra economia in affanno. Non temo gli effetti collaterali del G8. Sarebbe sciocco pensare a questi aspetti». Raggiante il coordinatore provinciale della Margherita, Tino Demuro. «La manifestazione sarà una ribalta non solo per La Maddalena - spiega -, ma per tutta la Gallura. Sarà strategico anche il ruolo della Costa Smeralda».
 Anche per il presidente del parco, Giuseppe Bonanno si apre un nuovo futuro. «Un altro tassello si aggiunge alla rinascita - dice -. L’isola scopre la sua dimensione internazionale, non più legata alle servitù o a un turismo mordi e fuggi, ma a stretto contatto con il mondo della ricerca, con i grandi eventi e con l’università». L’isola sospesa a metà tra un presente fatto di stellette e un futuro da primadonna del turismo mette da parte la cautela, anche se sindacati e commercianti non si lasciano travolgere dall’entusiasmo. «La notizia interessante, se lasciamo da parte le difficoltà di ordine pubblico - dichiara il rappresentate della Cgil, Lorenzo Porcheddu -. Servono interventi immediati per non arrivare in ritardo al G8 e per superare questa fase di incertezza economica e occupazionale nell’isola». Il rappresentante della confcommercio, Franco Lullia dà una lettura in chiaroscuro. «Spero non sia una riedizione in formato maxi del giro d’Italia che ha portato tanti disagi e uno scarso ritorno economico - spiega Lullia -. I riflettori del mondo saranno puntati sulla nostra isola, ma temo che per i commercianti resteranno solo il ricordo delle saracinesche abbassate e l’invasione dei black block».


Luca Rojch - La Nuova Sardegna

14 giugno 2007

Il G8 del 2009 si terrà a La Maddalena

ROMA - Il G8 del 2009 si terrà in Italia, e più precisamente all'isola della Maddalena, in Sardegna. Lo hanno annunciato il presidente del Consiglio Romano Prodi e il ministro degli Esteri Massimo D'Alema. Che hanno espresso "grande soddisfazione" per "l'importante decisione che conferma e rafforza il ruolo del nostro Paese tra i Grandi del mondo".

L'appuntamento del 2009 sarà il quinto vertice degli Otto grandi a svolgersi in Italia, dopo quelli di Venezia (22-23 giugno 1980 e 8-10 giugno 1987), Napoli (8 luglio 1994) e Genova (20-22 luglio 2001).

"Strabiliato" ed entusiasta Angelo Comiti, il sindaco di La Maddalena, il comune che comprende l'arcipelago di sette isole nel nord della Sardegna. Il primo cittadino assicura che si troverà una sede adatta per ospitare l'evento: "Non dimenticate che qui abbiamo ancora una cospicua presenza militare - spiega -. Tra le sedi indicate potrebbe esserci il compendio della scuola allievi sottufficiali con una sala che può ospitare 800 persone. Nel 2009 potrebbe essere terminato anche il nostro nuovo teatro nel centro della città".

L'arcipelago ospita infatti la base statunitense per sommergibili nucleari, che tuttavia verrà smantellata nei prossimi mesi: il programma di riconversione dell'economia dell'area è già iniziato.

Soru: "Abbiamo onorato un debito"

"Abbiamo onorato un debito con La Maddalena". Cosi' il presidente della Regione, Renato Soru, raggiunto a Roma al termine di un incontro a Villa Taverna, ha commentato la notizia della scelta dell'arcipelago come sede del G8 nel 2009. "La Sardegna ha avanzato questa candidatura avendo molte buone ragioni. L'ha spuntata anche grazie alla sensibilita' del governo che le ha riconosciute".

La Repubblica 

14 giugno 2007
G8 nell'Isola  

Alla Regione Sardegna sono entusiasti per la decisione di far svolgere il G8 del 2009 alla Maddalena. ''Sara' un'occasione unica per riconvertire La Maddalena'', dichiarano a caldo all'ADNKRONOS dall'ufficio di presidenza della Giunta. Il presidente Renato Soru non ha ancora commentato la notizia poiche' si trova all'interno di Villa Taverna a Roma, sede dell'ambasciata Usa, per un incontro con il diplomatico Ronald Spogli.

Al centro dell'incontro, al quale partecipano anche diversi imprenditori italiani e americani, c'e' proprio la novita' del G8 in Sardegna nel 2009 e la riconversione dell'arcipelago a seguito della partenza dei soldati Usa prevista per il maggio dell'anno prossimo. Erano diversi i pretendenti al G8, una delle alternative era Ischia. ''Il presidente Soru - spiegano dalla Regione -, in questi giorni, ha lavorato intensamente al progetto. Ha parlato a lungo con Romano Prodi, spiegando proprio che il G8 sarebbe stato l'occasione migliore per riconvertire il territorio della Maddalena''.

''Un evento simile - proseguono dalla Regione - necessita di infrastrutture importanti. Ad esempio sara' necessario potenziare l'aeroporto di Olbia, realizzare nuove piste adatte per quel tipo di traffico. Alla Maddalena, poi, sara' necessario costruire strutture ricettive adeguate o riconvertire strutture esistenti, come l'Arsenale. Tutte le sedi utilizzate per il G8 poi determineranno lo sviluppo dell'Isola''. Argomenti decisivi. ''Come decisivo - concludono dalla Regione - e' stato l'intervento del presidente del Consiglio Prodi, quello del ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, e della Difesa, Arturo Parisi''.

 

14 giugno 2007

Test impegnativo

Il G8 può rappresentare un test impegnativo (soprattutto dal punto di vista organizzativo), ma anche il miglior biglietto da visita per rilanciare il piccolo arcipelago della Maddalena, da sempre ritenuto un'autentica perla per le sue bellezze naturali e la limpidezza del suo mare, finora limitato dalla presenza dal 1972 della base Usa creata nella rada di Santo Stefano.

E la scelta della Maddalena come sede del G8 giunge a pochi mesi da un altro annuncio che ha fatto scalpore: quello della chiusura il 29 febbraio 2008 della base appoggio per sottomarini a propulsione nucleare della Marina militare degli Stati Uniti, che lasciano così dopo 35 anni le acque dell'arcipelago.

La conferma della partenza dell'Us Navy, con la fissazione della data (la nave appoggio Us Emory Land leverà gli ormeggi il primo ottobre prossimo), era stata ufficializzata il 19 gennaio quando il vicecomandante della base l'aveva comunicata ai dipendenti civili. Ma la prima notizia della decisione era stata anticipata il 9 agosto 2006 dal Dipartimento della Difesa degli Stati Unici al ministro Parisi e da questo «girato» al presidente della Regione Sardegna Renato Soru.

L'addio degli Usa a quella che per più di 30 anni è stata una postazione strategica nel Mediterraneo è dettata - aveva ricordato il Pentagono - dal mutamento dello scenario della sicurezza e dal conseguente riallineamento e trasformazione del Comando Europeo delle forze Usa.

Lo smantellamento della base Usa e il recente accordo tra Ministero della Difesa e Regione Sardegna per una serie di dismissioni di strutture e aree soggette finora a servitù militari vanno inquadrate in un ampio progetto di riconversione in chiave turistica di tutto l'arcipelago della Maddalena che prevede, tra l'altro, anche la trasformazione dell'Arsenale della Marina militare italiana in un grande cantiere nautico di manutenzione e riparazione per traghetti e mega yacht. Un progetto al quale sono interessati vari Gruppi imprenditoriali italiani e internazionali, e tra questi quello di Karim Aga Khan.

14 giugno 2007

I grandi della terra a La Maddalena 

I grandi della terra a La Maddalena per il G8 2009 L'isola-madre dell'arcipelago scelta oggi come location

 

Il G8 sbarca per la prima volta in Sardegna. Il premier Romano Prodi ha ufficializzato che nel 2009 il vertice sui grandi della terra si terrà a La Maddalena, isola madre dell'arcipelago che a febbraio 2008 rimarrà senza le stellette degli americani che a ottobre cominciano a smantellare la Us Navy.

L'Italia ospiterà l'edizione 2009 del G8 e la sede dei lavori sarà l'isola della Maddalena, in Sardegna. Finora i G8 in Italia si sono svolti a Venezia (1980 e 1987), Napoli (1994), Genova (2001). Lo si apprende da una nota di Palazzo Chigi. Grande soddisfazione - prosegue la nota - è stata espressa dal Presidente del Consiglio, Romano Prodi, che, insieme al Ministro degli Esteri Massimo D'Alema, ha definito l'organizzazione e la logistica dell'evento, per l'importante decisione che conferma e rafforza il ruolo del nostro Paese tra i Grandi del mondo.

LA NOTA DI PALAZZO CHIGI. Nella nota di Palazzo Chigi si ricorda che quello sull'isola della Maddalena sarà il quinto appuntamento del G8 ospitato in Italia, dopo i primi due a Venezia (22-23 giugno 1980 e 8-10 giugno 1987), il terzo a Napoli (8 luglio 1994) e il quarto a Genova (20-22 luglio 2001). Nella nota si ricorda inoltre come si è sviluppato il G8 da quando è stato creato nel 1975 (all'epoca G7 perché ne facevano parte solo sette paesi): "Il G8 è un'organizzazione internazionale costituita dai 7 Stati più industrializzati del mondo, ai quali, nel 1997, si è aggiunta la Federazione Russa. Riunitosi per la prima volta nel 1975 nel castello francese di Rambouillet, il Gruppo (originariamente formato da Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, e Gran Bretagna) si è poi esteso all'Italia e al Canada e, da ultima, alla Russia, dopo la fine della guerra fredda e lo smembramento dell'Unione Sovietica. In linea con lo spirito del primo incontro (improntato, secondo le intenzioni del suo promotore, il presidente della Repubblica francese, Valery Giscard d'Estaing, su uno stile informale e su un confronto aperto e a tutto campo tra i capi di Stato e di governo dei Paesi membri) il Gruppo continua a riunirsi annualmente, affrontando i temi più delicati all'ordine del giorno nell'agenda globale".

LA DECISIONE. La scelta della Maddalena come sede del'edizione 2009 del G8 giunge a pochi mesi da un altro annuncio che ha fatto scalpore non solo in Sardegna: quello della chiusura il 29 febbraio 2008 della base appoggio per sottomarini a propulsione nucleare della Marina militare degli Stati Uniti, che lasciano così dopo 35 anni le acque dell'arcipelago. La conferma della partenza dell'Us Navy, con la fissazione della data (la nave appoggio Us Emory Land leverà gli ormeggi il primo ottobre prossimo), era stata ufficializzata il 19 gennaio quando il vicecomandante della base l'aveva comunicata ai dipendenti civili. Ma la prima notizia della decisione era stata anticipata il 9 agosto 2006 dal Dipartimento della Difesa degli Stati Unici al ministro Parisi e da questo "girato" al presidente della Regione Sardegna Renato Soru. L'addio degli Usa a quella che per più di 30 anni è stata una postazione strategica nel Mediterraneo è dettata - aveva ricordato il Pentagono - dal mutamento dello scenario della sicurezza e dal conseguente riallineamento e trasformazione del Comando Europeo delle forze Usa.

L'ADDIO DEGLI AMERICANI. Lo smantellamento della base Usa e il recente accordo tra Ministero della Difesa e Regione Sardegna per una serie di dismissioni di strutture e aree soggette finora a servitù militari vanno inquadrate in un ampio progetto di riconversione in chiave turistica di tutto l'arcipelago della Maddalena che prevede, tra l'altro, anche la trasformazione dell'Arsenale della Marina militare italiana in un grande cantiere nautico di manutenzione e riparazione per traghetti e mega yacht. Un progetto al quale sono interessati vari Gruppi imprenditoriali italiani e internazionali, e tra questi quello di Karim Aga Khan. Il G8 può così rappresentare un test impegnativo (soprattutto dal punto di vista organizzativo), ma anche il miglior biglietto da visita per lanciare una nuova immagine di questo piccolo arcipelago da sempre ritenuto un'autentica "perla" per le sue bellezze naturali e la limpidezza del suo mare, finora in parte "limitato" proprio dalla presenza dal 1972 della base Usa creata nella rada di Santo Stefano.

PARERI CONTRASTANTI. Il senatore Pier Giorgio Massidda, coordinatore regionale di Forza Italia, teme un "effetto tsunami" per La Maddalena e per il Nord est della Sardegna in occasione del G8 che si terrà nel 2009. "Sarebbe una situazione drammatica - ha commentato Massidda - senza nessun ritorno economico per l'isola. Un sacrificio spaventoso per tutti i cittadini maddalenini e per tutta la costa. Certo, a caldo questa notizia potrebbe sembrare un'eccellente proposta per quanti non conoscono i danni creati durante questi 'eventì, non solo a Genova, mai ripagati. Non si rendono conto - ha concluso il senatore di Fi - che stanno per creare uno tsunami". Di segno nettamente opposto il parere di Gommaria Uggias, consiglieere regionale della Margherita: "Il G8 è un evento che dà centralità alla Sardegna. Basti pensare che in Germania, in occasione della riunione dei potenti del mondo, sono stati spesi 100 milioni di euro. Il vertice avrà ricadute considerevoli", ha concluso Uggias, "in termini di opere pubbliche e di immagine. Quanto agli eventuali disordini, gli ultimi eventi di questo genere dimostrano che sono arginabili".

 

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