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SABATO, 16 GIUGNO 2007
Bonanno pensa alle ricadute reali sulla popolazione. «Serve
un programma preciso d’interventi»
Primo giorno da re del parco con un regalo tutto speciale. Giuseppe
Bonanno fa quasi scivolare in secondo piano la sua nomina
formale a presidente. Gli occhi sono ancora elettrizzati dalla
notizia che ha scosso l’isola. La scelta della Maddalena come
sede del G8 fa da calamita mediatica, ruba la scena
all’investitura ufficiale. Con l’abilità di un manager dal
pollice verde mostra di avere un progetto preciso per cavalcare
l’evento planetario.
Arrivato nell’isola come golden boy, sponsorizzato dal
ministro Pecoraro Scanio, Bonanno lascia da parte la modestia e
mette sul tavolo un programma per trasformare il parco da ente
ectoplasmatico a miniera dell’oro verde. Accoglie con un
sorriso la pioggia di euro che il G8 promette di rovesciare
sull’isola.
«La scelta della Maddalena come sede del summit dei
potenti della terra apre nuove prospettive - spiega Bonanno -,
ma dobbiamo governare l’evento. I finanziamenti che
arriveranno dovranno essere incanalati per scelte precise.
Faccio un esempio. Non abbiamo un palazzo per i congressi. Né
possiamo pensare di appoggiarci alle strutture militari. Si
rischierebbe di non dare ricadute reali per la popolazione. Il
G8 è una grande vetrina per La Maddalena e per il parco, ma va
saputa sfruttare. Il 2009 è molto vicino, i tempi sono
compressi. Serve un programma preciso per la gestione degli
investimenti. Non possiamo pensare di creare solo alberghi.
Costruire un clone di Porto Cervo non serve a nulla. La nostra
via deve essere differente. Non dobbiamo essere la fotocopia
della Costa Smeralda. L’unicità deve diventare la nostra
marcia in più. Siamo l’unico parco nazionale in cui i confini
dell’ente coincidono con quelli di un Comune. Per questo ho da
subito cercato un’intesa con il Comune, con la Marina
militare, e con la Regione».
Il vertice darà una visibilità mondiale all’isola e i
possibili contestatori vengono messi in un angolo. «Sarà un
evento che si svolgerà in pochi giorni - continua il presidente
-. Ma le ricadute non solo come immagine resteranno nel tempo».
Bonanno nell’incontro mette sul tavolo i progetti per il
rilancio dell’ente. Una mole impressionante di proposte. Il
presidente vuole rivoluzione il concetto di parco, per ora
vissuto dai cittadini come un ente fantasma. «Un primo passo
concreto sarà il congresso mondiale di settembre sulla
biodiversità nelle piccole isole - spiega -. Penso anche alla
creazione di un centro di ricerca che si occupi in modo stabile
delle biodiversità, ma sarà solo uno dei laboratori che
vogliamo istituire. Portiamo avanti anche un progetto con
l’università di Sassari e l’Enea per costituire
nell’isola un master o un corso di laurea in scienze del
Mediterraneo». Bonanno lancia anche l’idea di creare un logo
del parco che serva da bollino di qualità per prodotti tipici.
«Dovranno arrivare da una filiera biologica super
controllata - afferma -. Punto a formaggi e vini prodotti in
Gallura, ma che rispettino norme di qualità». Il neo
presidente del Parco non pensa solo al lancio di un vino del
parco, ma anche alla creazione di un laboratorio per lo studio
delle essenze tipiche da cui creare prodotti cosmetici. Una
crema di bellezza che arriva dall’isola incantata. LUCA ROJCH
- La Nuova Sardegna
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SABATO, 16 GIUGNO 2007
Rifondazione:
«Decisione da revocare»
CAGLIARI. Il Centrosinistra sardo si spacca sul G8 alla Maddalena. Il
segretario di Rifondazione comunista, Michele Piras, ha invitato
Renato Soru a chiedere al governo Prodi la revoca della
decisione. Altrimenti, ha avvertito, «il partito si farà
promotore di comitati No G8».
La presa di posizione di Piras ha sicuramente turbato il
clima di soddisfazione che aveva colto la maggioranza regionale
giovedì pomeriggio. E l’annuncio che i vertici del partito
della Rifondazione comunista si faranno promotori dei comitati
No G8 per organizzare anche «manifestazioni di protesta contro
i potenti del mondo» non è dei più concilianti e costituisce
una nuova complicazione per Renato Soru, impegnato a ricucire i
rapporti nella coalizione dopo la sconfitta elettorale e a
evitare altre fratture, come quella del referendum sulla legge
statutaria.
Michele Piras contesta la «filosofia» del vertice («un
esercizio di prepotenza di 8 potenti della terra»), ritiene che
«la Sardegna, che da anni soffre di una vera e propria
occupazione militare, non deve essere il teatro di questo
ennesimo brutto spettacolo». Secondo il segretario del Prc, La
Maddalena è «inadatta soprattutto per carenza di spazi ad
ospitare un simile evento». Piras spiega così la sua
contrarietà: «Due anni di lavori preparatori per una
manifestazione come il G8 rischiano - è il monito del leader
del Prc - di sconvolgere l’isola, l’arcipelago, la vita dei
residenti, finanche un ecosistema già duramente provato dalla
presenza della base nucleare americana e da innumerevoli servitù
militari».
Il giovane leader comunista ha quindi concluso: «Mi
chiedo se il presidente Soru e il presidente Prodi abbiano
seriamente riflettuto sull’impatto che l’approdo
nell’isola di migliaia di persone, delegazioni internazionali,
scorte annesse, via mare e via terra, rischiano di avere su
un’area che è anche parco nazionale».
Filippo Peretti - La Nuova Sardegna
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SABATO, 16 GIUGNO 2007
L’arcipelago in tutto il mondo»
La notizia della decisione di scegliere l’isola della Maddalena,
quale sede del G8 per l’anno 2009,, è arrivata come un
fulmine a ciel sereno, che ha illuminato l’isola, lasciando
però qualche punto oscuro che si spera possa presto essere
chiarito. Moltissimi i maddalenini che hanno espresso parere
favorevole, anche se resta per tutti qualche incertezza per la
sicurezza. Un commerciante è stato categorico «per quei tre
giorni in cui i potenti della terrz saranno qui a La Maddalena
io me ne andrò in ferie».
Marzio Rotta, responsabile del Centro Velico Caprera,
giudica l’evento eccezionale gna tenerne conto. «Impegna
tutta comunità - sottolinea - ma è un’opportunità
imperdibile per La Maddalena. Ospitare un G8, significa portare
l’isola nel mondo. L’unico dubbio riguarda le strutture
ricettive. Ora non ci sono, ma nel giro di due anni con un piano
ad hoc si possono creare».
Anche i commercianti sono sulla stessa lunghezza d’onda.
Mirella e Fabrizio del bar la Bomboniera, dicono: «Così avremo
ancora più visibilità e senz’altro ci sarà più movimento
con la speranza che non succeda nulla». Marco Giordo, direttore
della Banca di Sassari vede molti lati positivi: «Sotto
l’aspetto economico è importante. Penso alle iniziative a
sostegno, e soprattutto alle strutture ricettive da migliorare e
ampliare. Per l’ordine pubblico ci sarà da lavorare, però
trattandosi di un isola, sarà più difficile arrivarci.
Oltretutto poi si dovrà lavorare anche sulla sicurezza dei
centri limitrofi».
Paolo Conti, rivenditori di giornali, è ottimista. «La
notizia è positiva su tutti i fronti, perché porterà anche
benessere». Pinuccio Grondona, ingegnere, è d’accordo. «Si
tratta di una grande occasione per tutti. La città sarà
rinnovata quasi interamente. Penso anche che sia stata scelta La
Maddalena per il problema della sicurezza, e Soru che ha
lavorato su questo ha scelto bene».
Giuseppe Deligia, ex sindaco, pensa ai lavori da svolgere.
«Bisogna adeguare tutto, ma immagino che le cose verranno fatte
al meglio».
«Gli occhi del mondo intero saranno puntati
sull’arcipelago - commenta soddisfatto Gianluca Lioni,
dirigente nazionale della Margherita -. La decisione di svolgere
il prossimo G8 alla Maddalena è una bellissima notizia
L’arcipelago sta attraversando una difficile fase di
transizione e fra gli abitanti dell’isola si stavano
diffondendo rassegnazione e pessimismo. Molti temevano che il
Governo si fosse dimenticato dell’isola, ora arriva questa
bella notizia: essere sede di un così prestigioso evento
internazionale rappresenta una straordinaria opportunità di
rilancio».
ANDREA NIEDDU - La Nuova Sardegna
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SABATO, 16 GIUGNO 2007
GLI
INDIPENDENTISTI: «Un’occasione per farci conoscere»
CAGLIARI. «Gli occhi degli otto grandi mondiali saranno puntati sulla
Sardegna e scopriranno che c’è un popolo che lotta per la
propria indipendenza». Questo il commento di Frantziscu Sedda,
rappresentante dell’esecutivo nazionale di Irs-Repubrica de
Sardigna, sul vertice del G8 in programma alla Maddalena nella
primavera del 2009. «Non credo che le sorti della Sardegna
possano essere segnate da questo evento - ha aggiunto Sedda - ma
può essere un’occasione per far conoscere l’indipendentismo
sardo».
(p.s.) - La Nuova Sardegna
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VENERDÌ 15 giugno 2007
Soru spiega perché il massimo vertice politico del mondo si
svolgerà in Sardegna
«Così paghiamo un debito storico»
in
Sardegna, nell’arcipelago della Maddalena. Nel 2009 i potenti
della terra proietteranno l’immagine dell’isola in tutto il
globo, uno spot che vale diecimila campagne promozionali e non
costa nulla. Sembrava uno scherzo, invece la notizia ieri è
diventata una bomba. L’ha deciso il governo guidato da Romano
Prodi, com’è ovvio, ma il pressing di Renato Soru è stato
discreto, ma al tempo stesso asfissiante. Pare sia stato
decisivo un pranzo di lavoro, che risale all’altro ieri, tra
il premier e il governatore sardo, alle prese con quello che lui
stesso interpreta come «il pagamento di un debito storico nei
confronti della Maddalena».
Augusto Ditel - La Nuova Sardegna
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VENERDÌ 15 giugno 2007
Il merito è di Romano Prodi
CAGLIARI. «Il merito va dato a Romano Prodi». Arturo Parisi non ha
dubbi. Impossibilitato a rilasciare interviste a causa di un
improvviso attacco influenzale unito a un abbassamento di voce
che lo ha colpito a Bruxelles impedendogli di presenziare al
vertice dei ministri della Difesa, Parisi non ha voluto
rinunciare a esprimere soddisfazione per la scelta del governo
che premia La Maddalena.
«Quando a parlare sono i fatti - ha dichiarato Arturo
Parisi - non penso che sia necessario sprecare aggettivi.
Assieme al natuale sentimento di soddisfazione quello che di
questa scelta voglio richiamare è l’azione convergente di
sardi e di amici della Sardegna a cominciare dal presidente
Prodi che di essa è stato il sostenitore determinante».
Rientrato nel pomeriggio dalla capitale europea, il ministro
della Difesa ha subito voluto chiarire come è nata l’idea
della sede del G8 a La Maddalena. «E’ stato Prodi a parlarne
- sono parole di Parisi - proprio con me, il ministro sardo
della Difesa, prima di concordare la scelta anche con il
ministro degli Esteri Massimo D’Alema».
Ieri dal telefono della sua abitazione Parisi ha parlato
anche con Renato Soru. E con il presidente della Regione ha
convenuto di tenere al più presto un incontro operativo per
vedere come organizzare l’evento. «Sarà tutto organizzato -
ha detto Parisi - in modo che non ci possano essere incidenti.
In questo senso, il fatto che l’appuntamento mondiale si
svolga in un arcipelago favorisce la prevenzione». La sede
principale del G8 «sarà probabilmente l’ammiragliato». Ma
di questa si parlerà a breve scadenza.
Per il momento anche ad Arturo Parisi piace mettere in
evidenza l’aspetto promozionale della decisione del governo.
«Tutto - ha spiegato - va visto come una valorizzazione della
zona. Presto non ci sarà più la base americana, si è deciso
di puntare sull’economia turistica e per una settimana La
Maddalena sarà sotto i riflettori del mondo: migliaia di
persone nell’arcipelago, centinaia di milioni di persone
davanti al televisore. E’ un fatto di prestigio internazionale
per la Sardegna e in particolare per La Maddalena».
Nel colloquio telefonico con Renato Soru c’è stato
innanzitutto un reciproco scambio di felicitazioni. E’ stata
l’occasione per superare le tensioni di due settimane fa,
quando il consiglio dei ministri - presente il presidente sardo
- ha confermato per altri cinque anni la presenza dei militari
italiani a La Maddalena. Il premio del G8 - se messo sulla
bilancia - è indubbiamente superiore anche sotto il profilo
turistico, per il ritorno mediatico che potrà assicurare. Da
qui la soddisfazione del ministro della Difesa che, nei momenti
delle polemiche politiche, certo non gradisce che qualcuno possa
mettere in discussione il suo attaccamento agli interessi
dell’isola. In questo contesto assume una particolare chiave
di lettura la sua frase «quando a parlare sono i fatti...».
Non è solo per smentire una presunta disattenzione rispetto a
richieste pressanti che vengono dall’isola soprattutto per
quanto riguarda le dismissioni, ma è forse soprattutto per
dimostrare che (cosa che al ministro Parisi sta particolarmente
a cuore) gli interessi nazionali e quelli sardi possono non
essere contrastanti. Filippo
Peretti - La Nuova Sardegn
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VENERDÌ 55
giugno 2007
Un turbo nella rinascita dell’isola dei militari
LA
MADDALENA. Da cenerentola a regina. Lo stato restituisce un
pezzo di vita all’isola incatenata alle servitù da due secoli
e mette il turbo nel motore della rinascita. La scelta della
Maddalena come sede del G8 del 2009 dà nuova linfa al progetto
di rilancio. Il governo annuncia fondi immediati. Pioggia di
euro che si aggiungono a quelli promessi per dare un futuro da
perla del turismo all’arcipelago nucleare. Per una sera black
block, no global, terroristi ripieni di tritolo non trovano
spazio nelle dichiarazioni della politica. Euforia che contagia.
«Lo stato salda un debito con La Maddalena e le rende i tanti
anni di sacrificio - dichiara il sottosegretario alla Funzione
pubblica, Giampiero Scanu -. Un evento mondiale metterà al
centro dell’attenzione tutta la Gallura. Voglio sottolineare
come l’impegno di Enrico Letta, con cui sono sempre stato in
stretto contatto, sia stato fondamentale per la scelta
dell’isola come sede del G8. È stato lui a convincere il
premier Romano Prodi e il ministro Massimo D’Alema a puntare
sull’arcipelago. Il pacchetto di interventi verrà messo in
campo da subito. Servirà a integrare i fondi per il rilancio
della Maddalena dopo la partenza degli americani. I benefici si
estenderanno a tutta la Sardegna e in particolare alla Gallura».
La notizia della scelta viene accolta con entusiasmo dal sindaco
Angelo Comiti. «È un’opportunità unica - dichiara il primo
cittadino -. Una vetrina mondiale che porterà la nostra isola
alla ribalta». Nessun timore di arrivare impreparati
all’evento. «Sono certo che tutto sarà pronto per il 2009 -
continua -. Le grandi infrastrutture per ospitare summit
importanti non mancano, un esempio è la scuola allievi sotto
ufficiali della marina italiana. Sarà necessario adeguarle con
interventi mirati. Arriveranno nuovi finanziamenti e daranno una
scossa alla nostra economia in affanno. Non temo gli effetti
collaterali del G8. Sarebbe sciocco pensare a questi aspetti».
Raggiante il coordinatore provinciale della Margherita, Tino
Demuro. «La manifestazione sarà una ribalta non solo per La
Maddalena - spiega -, ma per tutta la Gallura. Sarà strategico
anche il ruolo della Costa Smeralda».
Anche per il presidente del parco, Giuseppe Bonanno si
apre un nuovo futuro. «Un altro tassello si aggiunge alla
rinascita - dice -. L’isola scopre la sua dimensione
internazionale, non più legata alle servitù o a un turismo
mordi e fuggi, ma a stretto contatto con il mondo della ricerca,
con i grandi eventi e con l’università». L’isola sospesa a
metà tra un presente fatto di stellette e un futuro da
primadonna del turismo mette da parte la cautela, anche se
sindacati e commercianti non si lasciano travolgere
dall’entusiasmo. «La notizia interessante, se lasciamo da
parte le difficoltà di ordine pubblico - dichiara il
rappresentate della Cgil, Lorenzo Porcheddu -. Servono
interventi immediati per non arrivare in ritardo al G8 e per
superare questa fase di incertezza economica e occupazionale
nell’isola». Il rappresentante della confcommercio, Franco
Lullia dà una lettura in chiaroscuro. «Spero non sia una
riedizione in formato maxi del giro d’Italia che ha portato
tanti disagi e uno scarso ritorno economico - spiega Lullia -. I
riflettori del mondo saranno puntati sulla nostra isola, ma temo
che per i commercianti resteranno solo il ricordo delle
saracinesche abbassate e l’invasione dei black block».
Luca Rojch - La Nuova Sardegna
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14 giugno 2007
Il G8 del 2009 si terrà a La Maddalena
ROMA - Il G8 del 2009 si terrà in Italia, e più precisamente
all'isola della Maddalena, in Sardegna. Lo hanno annunciato il
presidente del Consiglio Romano Prodi e il ministro degli Esteri
Massimo D'Alema. Che hanno espresso "grande
soddisfazione" per "l'importante decisione che
conferma e rafforza il ruolo del nostro Paese tra i Grandi del
mondo".
L'appuntamento del 2009 sarà il quinto vertice degli Otto
grandi a svolgersi in Italia, dopo quelli di Venezia (22-23
giugno 1980 e 8-10 giugno 1987), Napoli (8 luglio 1994) e Genova
(20-22 luglio 2001).
"Strabiliato" ed entusiasta Angelo Comiti, il sindaco
di La Maddalena, il comune che comprende l'arcipelago di sette
isole nel nord della Sardegna. Il primo cittadino assicura che
si troverà una sede adatta per ospitare l'evento: "Non
dimenticate che qui abbiamo ancora una cospicua presenza
militare - spiega -. Tra le sedi indicate potrebbe esserci il
compendio della scuola allievi sottufficiali con una sala che può
ospitare 800 persone. Nel 2009 potrebbe essere terminato anche
il nostro nuovo teatro nel centro della città".
L'arcipelago ospita infatti la base statunitense per
sommergibili nucleari, che tuttavia verrà smantellata nei
prossimi mesi: il programma di riconversione dell'economia
dell'area è già iniziato.
Soru: "Abbiamo onorato un debito"
"Abbiamo onorato un debito con La Maddalena". Cosi' il
presidente della Regione, Renato Soru, raggiunto a Roma al
termine di un incontro a Villa Taverna, ha commentato la notizia
della scelta dell'arcipelago come sede del G8 nel 2009. "La
Sardegna ha avanzato questa candidatura avendo molte buone
ragioni. L'ha spuntata anche grazie alla sensibilita' del
governo che le ha riconosciute".
La Repubblica
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14 giugno 2007
G8 nell'Isola
Alla Regione Sardegna sono entusiasti per la decisione di far svolgere
il G8 del 2009 alla Maddalena. ''Sara' un'occasione unica per
riconvertire La Maddalena'', dichiarano a caldo all'ADNKRONOS
dall'ufficio di presidenza della Giunta. Il presidente Renato
Soru non ha ancora commentato la notizia poiche' si trova
all'interno di Villa Taverna a Roma, sede dell'ambasciata Usa,
per un incontro con il diplomatico Ronald Spogli.
Al centro dell'incontro, al quale partecipano anche diversi
imprenditori italiani e americani, c'e' proprio la novita' del
G8 in Sardegna nel 2009 e la riconversione dell'arcipelago a
seguito della partenza dei soldati Usa prevista per il maggio
dell'anno prossimo. Erano diversi i pretendenti al G8, una delle
alternative era Ischia. ''Il presidente Soru - spiegano dalla
Regione -, in questi giorni, ha lavorato intensamente al
progetto. Ha parlato a lungo con Romano Prodi, spiegando proprio
che il G8 sarebbe stato l'occasione migliore per riconvertire il
territorio della Maddalena''.
''Un evento simile - proseguono dalla Regione - necessita di
infrastrutture importanti. Ad esempio sara' necessario
potenziare l'aeroporto di Olbia, realizzare nuove piste adatte
per quel tipo di traffico. Alla Maddalena, poi, sara' necessario
costruire strutture ricettive adeguate o riconvertire strutture
esistenti, come l'Arsenale. Tutte le sedi utilizzate per il G8
poi determineranno lo sviluppo dell'Isola''. Argomenti decisivi.
''Come decisivo - concludono dalla Regione - e' stato
l'intervento del presidente del Consiglio Prodi, quello del
ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, e della Difesa, Arturo
Parisi''.
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14 giugno 2007
Test impegnativo
Il G8 può rappresentare un test impegnativo (soprattutto dal punto di
vista organizzativo), ma anche il miglior biglietto da visita
per rilanciare il piccolo arcipelago della Maddalena, da sempre
ritenuto un'autentica perla per le sue bellezze naturali e la
limpidezza del suo mare, finora limitato dalla presenza dal 1972
della base Usa creata nella rada di Santo Stefano.
E la scelta della Maddalena come sede del G8 giunge a pochi mesi
da un altro annuncio che ha fatto scalpore: quello della
chiusura il 29 febbraio 2008 della base appoggio per sottomarini
a propulsione nucleare della Marina militare degli Stati Uniti,
che lasciano così dopo 35 anni le acque dell'arcipelago.
La conferma della partenza dell'Us Navy, con la fissazione della
data (la nave appoggio Us Emory Land leverà gli ormeggi il
primo ottobre prossimo), era stata ufficializzata il 19 gennaio
quando il vicecomandante della base l'aveva comunicata ai
dipendenti civili. Ma la prima notizia della decisione era stata
anticipata il 9 agosto 2006 dal Dipartimento della Difesa degli
Stati Unici al ministro Parisi e da questo «girato» al
presidente della Regione Sardegna Renato Soru.
L'addio degli Usa a quella che per più di 30 anni è stata una
postazione strategica nel Mediterraneo è dettata - aveva
ricordato il Pentagono - dal mutamento dello scenario della
sicurezza e dal conseguente riallineamento e trasformazione del
Comando Europeo delle forze Usa.
Lo smantellamento della base Usa e il recente accordo tra
Ministero della Difesa e Regione Sardegna per una serie di
dismissioni di strutture e aree soggette finora a servitù
militari vanno inquadrate in un ampio progetto di riconversione
in chiave turistica di tutto l'arcipelago della Maddalena che
prevede, tra l'altro, anche la trasformazione dell'Arsenale
della Marina militare italiana in un grande cantiere nautico di
manutenzione e riparazione per traghetti e mega yacht. Un
progetto al quale sono interessati vari Gruppi imprenditoriali
italiani e internazionali, e tra questi quello di Karim Aga
Khan.
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14 giugno 2007
I grandi della terra a La Maddalena
I
grandi della terra a La Maddalena per il G8 2009 L'isola-madre
dell'arcipelago scelta oggi come location
Il G8 sbarca per la prima volta in Sardegna. Il premier
Romano Prodi ha ufficializzato che nel 2009 il vertice sui
grandi della terra si terrà a La Maddalena, isola madre
dell'arcipelago che a febbraio 2008 rimarrà senza le stellette
degli americani che a ottobre cominciano a smantellare la Us
Navy.
L'Italia ospiterà l'edizione 2009 del G8 e la sede dei
lavori sarà l'isola della Maddalena, in Sardegna. Finora i G8
in Italia si sono svolti a Venezia (1980 e 1987), Napoli (1994),
Genova (2001). Lo si apprende da una nota di Palazzo Chigi.
Grande soddisfazione - prosegue la nota - è stata espressa dal
Presidente del Consiglio, Romano Prodi, che, insieme al Ministro
degli Esteri Massimo D'Alema, ha definito l'organizzazione e la
logistica dell'evento, per l'importante decisione che conferma e
rafforza il ruolo del nostro Paese tra i Grandi del mondo.
LA NOTA DI PALAZZO CHIGI. Nella nota di Palazzo
Chigi si ricorda che quello sull'isola della Maddalena sarà il
quinto appuntamento del G8 ospitato in Italia, dopo i primi due
a Venezia (22-23 giugno 1980 e 8-10 giugno 1987), il terzo a
Napoli (8 luglio 1994) e il quarto a Genova (20-22 luglio 2001).
Nella nota si ricorda inoltre come si è sviluppato il G8 da
quando è stato creato nel 1975 (all'epoca G7 perché ne
facevano parte solo sette paesi): "Il G8 è
un'organizzazione internazionale costituita dai 7 Stati più
industrializzati del mondo, ai quali, nel 1997, si è aggiunta
la Federazione Russa. Riunitosi per la prima volta nel 1975 nel
castello francese di Rambouillet, il Gruppo (originariamente
formato da Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, e Gran
Bretagna) si è poi esteso all'Italia e al Canada e, da ultima,
alla Russia, dopo la fine della guerra fredda e lo smembramento
dell'Unione Sovietica. In linea con lo spirito del primo
incontro (improntato, secondo le intenzioni del suo promotore,
il presidente della Repubblica francese, Valery Giscard d'Estaing,
su uno stile informale e su un confronto aperto e a tutto campo
tra i capi di Stato e di governo dei Paesi membri) il Gruppo
continua a riunirsi annualmente, affrontando i temi più
delicati all'ordine del giorno nell'agenda globale".
LA DECISIONE. La scelta della Maddalena come
sede del'edizione 2009 del G8 giunge a pochi mesi da un altro
annuncio che ha fatto scalpore non solo in Sardegna: quello
della chiusura il 29 febbraio 2008 della base appoggio per
sottomarini a propulsione nucleare della Marina militare degli
Stati Uniti, che lasciano così dopo 35 anni le acque
dell'arcipelago. La conferma della partenza dell'Us Navy, con la
fissazione della data (la nave appoggio Us Emory Land leverà
gli ormeggi il primo ottobre prossimo), era stata ufficializzata
il 19 gennaio quando il vicecomandante della base l'aveva
comunicata ai dipendenti civili. Ma la prima notizia della
decisione era stata anticipata il 9 agosto 2006 dal Dipartimento
della Difesa degli Stati Unici al ministro Parisi e da questo
"girato" al presidente della Regione Sardegna Renato
Soru. L'addio degli Usa a quella che per più di 30 anni è
stata una postazione strategica nel Mediterraneo è dettata -
aveva ricordato il Pentagono - dal mutamento dello scenario
della sicurezza e dal conseguente riallineamento e
trasformazione del Comando Europeo delle forze Usa.
L'ADDIO DEGLI AMERICANI. Lo smantellamento
della base Usa e il recente accordo tra Ministero della Difesa e
Regione Sardegna per una serie di dismissioni di strutture e
aree soggette finora a servitù militari vanno inquadrate in un
ampio progetto di riconversione in chiave turistica di tutto
l'arcipelago della Maddalena che prevede, tra l'altro, anche la
trasformazione dell'Arsenale della Marina militare italiana in
un grande cantiere nautico di manutenzione e riparazione per
traghetti e mega yacht. Un progetto al quale sono interessati
vari Gruppi imprenditoriali italiani e internazionali, e tra
questi quello di Karim Aga Khan. Il G8 può così rappresentare
un test impegnativo (soprattutto dal punto di vista
organizzativo), ma anche il miglior biglietto da visita per
lanciare una nuova immagine di questo piccolo arcipelago da
sempre ritenuto un'autentica "perla" per le sue
bellezze naturali e la limpidezza del suo mare, finora in parte
"limitato" proprio dalla presenza dal 1972 della base
Usa creata nella rada di Santo Stefano.
PARERI CONTRASTANTI. Il senatore Pier Giorgio
Massidda, coordinatore regionale di Forza Italia, teme un
"effetto tsunami" per La Maddalena e per il Nord est
della Sardegna in occasione del G8 che si terrà nel 2009.
"Sarebbe una situazione drammatica - ha commentato Massidda
- senza nessun ritorno economico per l'isola. Un sacrificio
spaventoso per tutti i cittadini maddalenini e per tutta la
costa. Certo, a caldo questa notizia potrebbe sembrare
un'eccellente proposta per quanti non conoscono i danni creati
durante questi 'eventì, non solo a Genova, mai ripagati. Non si
rendono conto - ha concluso il senatore di Fi - che stanno per
creare uno tsunami". Di segno nettamente opposto il parere
di Gommaria Uggias, consiglieere regionale della Margherita:
"Il G8 è un evento che dà centralità alla Sardegna.
Basti pensare che in Germania, in occasione della riunione dei
potenti del mondo, sono stati spesi 100 milioni di euro. Il
vertice avrà ricadute considerevoli", ha concluso Uggias,
"in termini di opere pubbliche e di immagine. Quanto agli
eventuali disordini, gli ultimi eventi di questo genere
dimostrano che sono arginabili".
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