Aragosta

Palinurus elephas

    

Vive su fondali rocciosi tra i 20 ed 1100 metri di profondità. Predilige le pareti verticali, ricche di spaccature, in cui si annida, spesso in gruppo. È una specie inconfondibile per la colorazione e le lunghe antenne. Il primo paio di zampe è più corto e robusto con l'aspetto di una pinza. Si ciba prevalentemente di animali morti.

Si riproduce tra l'autunno e la primavera. La schiusa delle uova avviene a primavera inoltrata e le larve si trovano nel plancton. Durante l'inverno l'aragosta scende in acque più profonde. Conosciuta ed apprezzata fin dall'antichità, è di gran lunga l'animale marino più ricercato. Purtroppo però questo ha portato ad un impoverimento degli stocks. Inoltre è sempre più difficile trovare Aragoste di taglie ragguardevoli come invece accadeva normalmente in passato. Attualmente è vietato pescare esemplari Inferiori ai 24 cm. (dall'occhio al centro della coda). Molto simile a questa specie è il P. mauritanicus, che vive però a profondità elevate (fino a 600 m.) e può raggiungere i 75 cm. di lunghezza.

Quest'ultima specie, del tutto simile all'aragosta comunemente presente nei mercati ittici, costituisce una risorsa intatta, ancora tutta da utilizzare per la pesca.

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Classificazione semplificata di Pàlinurus elephas:  

Classe :      Crostacei

Ordine :       Decapodi

Famiglia :     Palinuridi

Distribuzione : Mediterraneo, Oceano Atlantico

 

Nel passato a La Maddalena, le aragoste venivano pescate con nasse di notevoli dimensioni (1 m. x1,50 di altezza). Le nasse erano costruite con giunchi e canne poiché questi Crostacei dovevano necessariamente arrivare vivi al punto di vendita. Qui venivano conservati in grandi ceste falle con rami di mirto intrecciati, dette' 'marruffi". Le ceste restavano in mare, in bassi fondali, e venivano controllate periodicamente per evitare che il nemico più temibile, il Polpo, si introducesse alloro interno distruggendo così in poco tempo la faticosa pesca di settimane.

Il Polpo e l'Aragosta, infatti, sono due dei protagonisti di un emblematico terzetto completato dalla murena. Si dice a La Maddalena che i tre animali potrebbero convivere senza danni nello stesso punto perché uniti dallo stesso timore: l'aragosta deve guardarsi dal polpo, questo dalla murena e l'ultima dall'aragosta. Un modo di dire maddalenino per una persona scottata dai primi soli è " russu come un'arigusta".

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