Parco Nazionale dell'Asinara

    

Ente gestore: è stato istituito nel gennaio 1998 il comitato di gestione provvisoria, in attesa dell'Ente di gestione Definitivo, ai sensi della legge 394/91. Attualmente è formato dal Presidente  e da undici componenti designati dal Ministero dell'Ambiente, dal Ministero per le Politiche agricole, dal mondo della ricerca scientifica, dalle Associazioni ambientaliste, dalla regione Sardegna, dalla provincia di Sassari e dal comune di Porto Torres.
L'isola è priva di formazioni arboree di una certa rilevanza (salvo un bosco di lecci sopravvissuto in località Vallombrosa), sulle sue rupi granitiche si sono insediate diverse rarità botaniche: Erodium corsicum, Nananthea perpu silla, Evax rotundata, Centaurea horrida.
Il popolamento avifaunistico conta parecchie coppie di cormorano dal ciuffo, una colonia di gabbiano corso, il falco pellegrino, qualche pernice sarda.
Notevole anche il numero dei mufloni e dei cinghiali.
Nel "Libro del re Ruggero" (metà del XII secolo) è citata come "isola madre degli asini".
Una ridotta colonia di asinelli bianchi mantiene tuttora vivo il senso di tale denominazione.
La presenza dell’istituto penitenziario fino al 1997 fa di quest’isola un luogo dalle particolari caratteristiche.
Fu abitata fino al 1896 da agricoltori sardi e pescatori genovesi che poi fondarono Stintino; prima ancora, nel Medioevo, fu sede di un monastero camaldolese.

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Istituzione: Gennaio 1998.

Il destino di isola-carcere dell'Asinara l'ha salvata dall'assalto del turismo di massa.
L'isola si trova al largo della punta nord-occidentale della Sardegna. I suoi 51 chilometri quadrati sono ricoperti di macchia mediterranea.
Un boschetto di lecci verso la punta settentrionale dell'isola ricorda quella che ne doveva essere l'originaria copertura vegetale. La costa occidentale è quasi tutta alta e scoscesa, mentre quella orientale è bassa. La vetta più alta, dettaPunta della Scomunica, raggiunge i 408 metri.
L'atmosfera dell'Asinara è selvaggia e solitaria, e la fauna è abbondante, anche se molto particolare. Gli animali più tipici sono dei piccoli asini bianchi, la cui origine è avvolta nel mistero. Il piccolo branco di mufloni discende invece da una coppia liberata sull'isola qualche decina di anni fa. Alcuni gatti inselvatichiti fanno i predatori tra la macchia. I più importanti sono però gli uccelli, presenti all'Asinara con 51 specie tra le quali la pernice sarda, il falco pellegrino, il marangone dal ciuffo, il gabbiano reale e il raro gabbiano corso. Ancora intatti sono i fondali tutto intorno all'isola, dove, sempre per la presenza del carcere, pesca e immersione subacquea sono sempre stati proibiti.

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A: area riserva marina di Porto Conte (Alghero)  B: area Parco Nazionale dell'Asinara

Info : EPT  Sassari Viale Caprera, 36 07100 Sassari Tel 079/299544  fax 079/299415

Le regole attualmente in vigore

Trattandosi di un Parco Nazionale, il decreto riguardante le misure provvisorie di salvaguardia del Parco dell'Asinara regolamenta sia le zone terra che a mare. Queste le  regole inerenti le attività legate al mare:

Nelle zone marine del'isola sono vietate:

1) la pesca da parte di tutte le marinerie, con esclusione della piccola pesca della marineria di Stintino e Porto Torres, per la quale si applicano le condizioni definite dal decreto del Ministro della marina mercantile 28 maggio 1992, entro un miglio nautico lungo la costa occidentale dell'isola, da Punta dello Scorno a Punta Salippi, e all'interno della batimetrica dei cinquanta metri lungo la costa orientale e meridionale, da Punta dello Scorno a Punta Salippi;

2) la pesca con lo strascico, entro tre miglia nautiche lungo la costa occidentale dell'isola da Punta della Scorno a Punta Salippi, e all'interno della batimetrica dei cinquanta metri lungo la costa orientale e meridionale da Punta dello Scorno a Punta Salippi;

3) l'immersione con apparecchi autorespiratori, fatte salve le immersioni effettuate per motivi d ricerca, di studi e di visite guidate, previa autorizzazione dell'organismo di gestione, entro la fascia di m 1.000 dalla costa;

4) la navigazione, l'accesso, la sosta e l'approdo non regolamentati di navi e natanti di qualsiasi genere e tipo, fatta eccezione per le attività di sorveglianza e di soccorso, entro una fascia di m 1.000 dalla costa;

5) l'alterazione diretta o indiretta dell'ambiente bentonico e delle caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche delle acque, nonché il prelievo di organismi bentonici e l'immersione di rifiuti e di sostanze solide e liquide che possano modificare, anche transitoriamente, le caratteristiche dell'ambiente marino, entro una fascia di m 1.000 dalla costa;

6) le attività che possano arrecare danno, intralcio e turbativa alla realizzazione delle finalità di studio e di ricerca scientifica da attuarsi nell'area, entro una fascia di m 1.000 dalla costa;

7) l'asportazione, anche parziale, e il danneggiamento delle formazioni litologiche e minerali;

8) l'utilizzo di armi, di qualsiasi mezzo distruttivo, nonché di sostanze tossiche ed inquinanti, di esplosivi, tranne che per necessità inerenti lavori di interesse pubblico, previa autorizzazione del'organismo di gestione, entro una fascia di un miglio dalla costa;

9)La balneazione se non autorizzata.

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