LE GRANDI INTERVISTE DI VELINA AZZURRA
Giancarlo Fastame Candidato della lista "Non vogliano nè poltrone nè prebende"
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DOPO GLI INTERVENTI DI BITTU E TERRAZZONI RICEVIAMO DA G.C. FASTAME LA SEGUENTE EMAIL DI RINGRAZIAMENTO |
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Le reazioni degli organizzatori (foto) all'intervista del Fastamebano (leggi) |

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Ciao Francesco avendo letto il commento del Sig. Fastame mi sembrava doveroso rispondere : Mi dispiace leggere, tra le righe che il signor Fastame ha inviato al sito www.lamaddalena.it., che la cultura conservatrice e mentalmente legata alla Marina è ancora prevalente nelle persone di una certa età. Queste persone, volenti o nolenti, continuano a ragionare secondo la vecchia solfa che lo Stato e la Difesa ci hanno sfamato e che ogni cambiamento va visto con diffidenza. Non si accorge, il signor Fastame e con lui quelli che ragionano a quel modo, che lo Stato e la Difesa non sono più in grado di garantire quasi nulla, che se è vero che hanno sfamato molti dei nostri padri, non possono promettere più nulla ai nostri figli, che gli imprenditori, gli artigiani e i disoccupati non sono cittadini di serie B rispetto ai dipendenti statali. Certo, quando si ha la pancia piena e la pensione garantita ogni mese è anche possibile remare contro la riconversione di un’economia morente, fare polemica su tutto, intervenire da esperti su qualsiasi argomento e infine mancare di rispetto verso chi la partita Iva innanzitutto ce l’ha, ne paga gli oneri ogni mese e tenta di costruire qualcosa di positivo senza dipendere dal volere del Ministero della Difesa, con tutto il sottobosco di privilegi grandi e piccoli che questa presenza ingombrante ha sempre garantito (dalle case ex militari, all’assenteismo a spese del contribuente, alla possibilità di fare il secondo, terzo e quarto lavoro in nero alle spalle delle piccole partite iva che cercano di decollare). Nel comunicato un po’ rancoroso che il signor Fastame si parla in modo qualunquistico e vago di favori ricevuti, di cambiali all’incasso e di mani da tagliare. In queste tre battute c’è condensata la fine di una storia cui il signor Fastame appartiene e di cui le nuove generazioni non sentiranno la mancanza. L’imprenditore, il piccolo e piccolissimo imprenditore che cerca di organizzarsi come meglio può e che decide, responsabilmente e civilmente di esporsi in pubblico con nome, cognome e faccia in bella mostra, a sostenere un progetto di rilancio che è già partito e che sarebbe stupido fermare, non è un cittadino da guardare con diffidenza, ma con rispetto, perché fa quello che altri, compreso il signor Fastame, non hanno bisogno di fare: rischia. Se il signor Fastame ha notizia di illeciti, reati, voti di scambio, non esiti a presentarsi ai Carabinieri e a denunciare tutto, perché quei reati, come la calunnia, sono puniti dal codice penale; se invece, come penso, parla tanto per parlare e demolisce tanto per demolire, allora faccia quello che vuole, ma sappia di appartenere ad una specie che culturalmente e politicamente è in via di estinzione. Un cittadino (imprenditore, artigiano, disoccupato, dipendente, studente) che sostiene un progetto politico e si espone in prima persona, secondo il signor Fastame sta facendo una cosa che va punita col taglio della mano. Secondo me, invece, sta solo facendo Democrazia. Un cosi detto imprenditore o titolare di partita iva. Mauro BITTU |
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MAURO
BITTU RISTORATORE |
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La risposta a Mauro BITTU del tuttologo Tòmas de Torquemada presidente della Gilda dei difensori dei talebani
| Gentile cosi detto imprenditore o titolare di P.IVA, rispondo alla sua email inviata alla redazione di lamaddalena.it su esplicito mandato del Dott. Giancarlo Fastame ultimamente fissato di moralizzare i costumi e certe usanze politico-clientelari locali in quanto lo stesso è al momento impegnato nella compilazione di liste di proscrizione di pompeiana memoria e, di conseguenza, troppo impegnato per poterlo fare personalmente. Per tale motivo ha pagato me allo scopo di riportale il suo pensiero. Vengo quindi immediatamente al nocciolo della questione per quanto strano mi paia che un ristoratore abbia improvvisamente deciso di rinunciare a servire pasti a dipendenti dello Stato quali militari, operatori della sicurezza, dipendenti comunali, postelegrafonici, ospedalieri e via discorrendo, ovvero tutte persone che percepiscono denaro dal suo odiato nemico, lo Stato Italiano, anche se, vorrei cogliere l'occasione per ricordarle che il grande imperatore Tito Flavio Vespasiano affermava che pecunia non olet quindi neppure quella dei suoi eventuali clienti dipendenti o ex dipendenti statali. In ogni caso visto che lei come è libero di scegliersi chi sostenere in politica è, naturalmente, anche libero di rinunciare agli euro dei dipendenti pubblici che pare disprezzare leggermente anche se, se non erro, mi par di ricordare che lei proviene da una famiglia dove almeno un dipendente statale ci sia stato e che, grazie a quello stipendio (oltre che naturalmente ai suoi sacrifici personali ed al suo lavoro beninteso) sia riuscito a diventare grande. Premesso quanto sopra ritengo che lei abbia sbagliato bersaglio nell'inquadrare, come pare dal suo scritto, il Dott. Ing. Giancarlo Fastame tra nostalgici "statali" o "statalisti" che dir si voglia. Sappia infatti che, prima della sua conversione ad alcuni precetti della sharjah (che lo ha fatto assurgere alle cronache come Mehemet Ali Fastame) egli, dopo una laurea con il massimo dei voti in chimica industriale dopo una breve parentesi durata un anno in qualità di Professore ed Assistente universitario fu cooptato per 40 anni di lavoro nell'industria privata, Gruppo Fiat ed esattamente nella Società SNIA in qualità di PRESIDENTE. Il fatto di essere assurto ai massimi vertici dell'importante società non lo ha spinto però a rinnegare nè il proprio passato, seppur breve, di dipendente dello stato, nè la propria famiglia di estrazione statale (padre ufficiale delle FF.AA. per 40 anni con campagna di Russia compresa ) e mi ha IMPOSTO (pena taglio della mano SINISTRA quella del diavolo) di riferirglielo. Per quanto riguarda la MANO DESTRA, che mi ha risparmiato in quanto evidentemente non mi annovera tra i LADRONI, nella sua distorta ed estremista mente mi ha spiegato che lo ha fatto perchè così i monchi di quella parte anatomica saranno immediatamente individuabili dal popolo delle P.IVA oneste che così ne potranno stare alla larga ! Credo quindi che dovrebbe accettare il consiglio del Fastamebano di non disprezzare oltre un certo limite gli statali (naturalmente quelli retti) non per paura di perdere una mano che ella certamente non avrà in quanto sicuramente si considererà imprenditore serio, ma per il semplice fatto che almeno cinque degli assisi al suo fianco al tavolo della presidenza o sono stati per un lungo periodo statali (uno,mi pare, lo sia ancora seppur part time) o sono figli di statali e, di conseguenza, disprezzando tale categoria lei disprezza anche qualcuno dei suoi compagni. Dulcis in fundo le vorrei esprimere anche la mia personalissima opinione che, sono certo indurrà quel dannato talebano di Fastame a revocarmi il mandato e bruciarmi l'onorario : ritengo infatti che il taglio della mano destra a tangentisti, corruttori, concussori, beneficiati dalla politica ecc sia francamente eccessivo e proporrei invece che i disonesti quando presi con le mani nel lardo o nella farina si dovrebbero prima sputtanare pubblicamente, ricorrendo anche nel caso siano recidivi, alla gogna, per poi affidarli alle cure delle partite IVA oneste ma senza santi nel palazzo, discriminate e penalizzate economicamente da discutibili comportamenti di certi politici e dei loro clientes ! Tòmas de Torquemada |
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Al principio di uguaglianza è sottesa la consapevolezza che l'uguaglianza potrà essere garantita effettivamente solo se si prende coscienza che tutti i casi uguali devono essere trattati in modo eguale e che tutti i casi diversi devono per converso, essere trattati in modo diverso. |
TUTTE LE PARTITE IVA SONO UGUALI ? |
In altre parole non è sufficiente che in una società ogni imprenditore sia eguale dinanzi alla legge (uguaglianza formale), è pure necessario che tale uguaglianza sia effettiva (uguaglianza sostanziale) cosa che nella nostra città effettivamente non pare francamente accadere ! |
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MARCO
TERRAZZONI Taverniere
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Carissimo Giancarlo , premetto che nutro nei tuoi confronti una stima sincera e che quello che sto per dirti non vuole essere un attacco personale, ma semplicemente la mia opinione sui contenuti della lettera delirante che hai pubblicato su www.lamaddalena.it. Sinceramente mi lascia perplesso che un uomo della tua cultura e con la tua preparazione, possa scivolare tanto in basso, tuttavia, ne prendo atto e proverò a risponderti. Vedi, Giancarlo, il sottoscritto, come tu ben sai, fa parte di quel gruppo che ha partorito l’iniziativa di aggregare intorno all’unica ipotesi possibile,un numero importante di imprenditori, artigiani e liberi professionisti uniti fra loro dall’amore per il proprio paese e nell’interesse unico della riconversione socio-economica della nostra isola. Sono convintissimo che questo suscita in te un certo fastidio, perché se Angioletto Comiti dovesse vincere le prossime elezioni e questo paese dovesse avere finalmente una continuità amministrativa in grado di portare a compimento tutti i progetti già in essere, tu e tutti gli altri “avvelenatori di pozzi“ di quest’ isola, avreste ben pochi argomenti sui quali esternare le vostre farneticazioni. La mia brevissima esperienza da piccolissimo imprenditore, arriva dopo una lunga esperienza presso la ex Base USA, nella quale entrai nel 1996, non per particolari meriti, bensì, per pesanti raccomandazioni, a discapito di altri concorrenti ben più titolati. Ho fatto questa scelta perché voglio che mia figlia non sia costretta come me a chiedere una raccomandazione per poter avere un posto di lavoro, ma possa essere in grado di competere ad armi pari con chiunque, in una città svincolata dalla monocultura militare e dalla stantia economia assistita. Ora che mi trovo a svolgere un’attività in proprio, creata investendo la mia liquidazione, mi rendo finalmente conto di cosa significhi guadagnarsi lo stipendio giorno per giorno, affrontando quotidianamente problemi di ogni tipo e dovendo sopportare accuse di bassissimo profilo come le tue. Non ho cambiali da incassare né da firmare, non devo favori a nessuno e nessuno mi deve dei favori . Il senso di questa iniziativa, è quello di lavorare affinché i maddalenini diventino finalmente una comunità seria e responsabile, che guardi con ottimismo al proprio futuro, lasciando alle spalle, rancori di poco conto e patetiche beghe di paese, nell’interesse unico e supremo della città. Credo sia giunto il momento di restituire alla politica il ruolo che le compete, quello di strumento a disposizione dei cittadini e non viceversa come è stato finora. Questi “così detti imprenditori”, come li definisci tu, sono persone che assumono decine e decine di persone e che rappresentano le categorie produttive in quest’isola di pensionati statali e finti malati. Sono quelli, per capirci, che fanno i salti mortali con avvitamento tutti i santi giorni per tenere le proprie attività aperte anche in inverno. Ma questo evidentemente non importa, i lavoratori del commercio non contano. I commercianti e gli artigiani non contano. Nessuno in questa città si indigna quando la serranda di un negozio chiude definitivamente o quando i titolari degli esercizi commerciali sono costretti a licenziare, per riduzione di personale, i propri dipendenti, però siamo pronti a fare le barricate perché viene rimossa la targa d’ingresso di porta ponente o perché la facciata del nuovo teatro è troppo brutta. Qualcuno in questa città è ancora convinto che la Marina Militare garantisca il 100% dell’economia di quest’isola, ebbene, non è così, non è più così da molto tempo. Ma l’errore più grande che stiamo commettendo e quello di continuare ad educare i nostri figli inculcandogli la mentalità del posto fisso. E’ un vero peccato, caro Giancarlo, che una persona intelligente come te non decida di mettersi a disposizione della propria città in maniera costruttiva e continui a tenere un profilo così basso. Per quanto riguarda la scimitarra, se vuoi te ne possiamo regalare una per natale, a patto che la utilizzi per tagliare le teste di tutti quei patetici parassiti di enti pubblici, che ti ronzano intorno. Un ultimo suggerimento:qui Il futuro è già iniziato, ti consiglio di metterti comodo e gustarti lo spettacolo. Senza rancore. Marco Terrazzoni |


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IL COMMENTO ALLA EMAIL DI MARCO TERRAZZONI DI VELINA AZZURRA |
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Caro subcomandante Marco, sono veramente felice che sulle parole di quell'accidenti di pensionato di Giancarlo Fastame si sia aperto questo dibattito a volte aspro, talvolta ironico ma sin'ora civile e quindi ti esterno immediatamente ciò che penso sulla vostra iniziativa. Inizio subito con il dirti che sono d'accordo con te, ti stupirai (ma aspetta di arrivare sino alla fine per gioire) quando affermi che Comiti è l'unica alternativa possibile. Infatti lo è solo perchè in questa città il centrodestra NON ESISTE più da diversi anni ed esattamente dalla presa del palazzo di Rosanna Giudice & C. la quale, assieme ad i suoi scherani dell'epoca, con un operazione tanto miope quanto spregiudicata riuscì, grazie anche alla complicità di alcuni personaggi che si stanno ufficialmente ricandidando in alternativa a Comiti (...a mio parere invece solo per riconquistarsi un posto al sole), ad esiliare dalla scena persone giudicate troppo idealiste e rette per non dare fastidio. In particolare ci fu un gran daffare per togliere di scena l'amico Francesco Vittiello al grido di "ti abbiamo finalmente fatto fuori" ( Giovanni Deleuchi di post fascista di Alleanza Nazionale il giorno stesso della loro vittoria di Pirro) poichè reo di avere quel caratteraccio tipico di chi un carattere lo possiede e contemporaneamente essere troppo onesto per stare assieme alla banda (politica) che, non dimenticare, dopo poco più di due anni le diede il benservito poichè, evidentemente, la pesò e la giudicò POLITICAMENTE INCAPACE o, secondo alcuni, non compatibile con certi obiettivi. |