IL CONSIGLIO COMUNALE BOCCIA IL PARCO, RICONOSCE I DANNI PRODOTTI DALL'ATTO DELLA SUA ISTITUZIONE ALLA NOSTRA COMUNITA' E, FORMALMENTE, CON UNA DELIBERA VOTATA ALL' UNANIMITA', "LO CHIUDE" !

 20 GIUGNO 2007 : PER IL CONSIGLIO COMUNALE IL PARCO NAZIONALE DELL'ARCIPELAGO DI LA MADDALENA NON ESISTE PIU' !

Dove non riuscirono due richieste di referendum sottoscritte da migliaia di cittadini e 12 anni di lotte in consiglio comunale ed in piazza riuscì il neopresidente Bonanno ( ... in pochi giorni ) con le sue stravaganti idee : mettere d'accordo tutti i cittadini ed i suoi rappresentanti istituzionali a tutti i livelli per un NO secco ed un "grazie basta così" !

06 AGOSTO : COMUNE ANCORA CONTRO BONANNO ED IL PARCO. DELIBERATO IL REFERENDUM

IL TESTO DELLA DELIBERA VOTATA DAL CONSIGLIO COMUNALE DI LA MADDALENA IN DATA 20 GIUGNO 2007 ALLE ORE 17,15 UNA DATA CHE RIMARRA' NELLA STORIA ! QUESTA DELIBERA CI RIPAGA DI ANNI DI BATTAGLIE CONTRO L'ISTITUZIONE DEL PARCO NAZIONALE DELL'ARCIPELAGO CHE, GIOVA RICORDARLO, FU VOLUTO DA POCHI CONSIGLIERI( 11 su 21) COMUNALI CONTRO IL PARERE DELLA STRAGRANDE MAGGIORANZA DELLA COMUNITA' ! RIVOLGIAMO UN SENTITO E SINCERO RINGRAZIAMENTO A TUTTI I CONSIGLIERI COMUNALI PER IL LORO VOTO E VOGLIAMO SPERARE ( E CREDERE) CHE SAPRANNO PORTARE AVANTI LE LEGITTIME RIVENDICAZIONI E GLI INTERESSI DI QUESTA COMUNITA' CON CORAGGIO ED ORGOGLIO SENZA CEDERE ALLE PRESSIONI DEI PALAZZI DEL POTERE, CHE, NON DUBITIAMO, ARRIVERANNO. NOI SAREMO, COME SEMPRE, DALLA PARTE DI TUTTI COLORO CHE DIFENDONO GLI INTERESSI VITALI DELLA NOSTRA COMUNITA' E, SIN D'ORA, CI METTIAMO A DISPOSIZIONE PER OGNI INIZIATIVA RITENUTA UTILE SENZA RISERVE O PRECONCETTI POLITICI E PERSONALI PER RIAPPROPRIARCI DEL NOSTRO TERRITORIO E, IN DEFINITIVA, DEL FUTURO DEI NOSTRI FIGLI.

IL COMMENTO DI BONANNO, PRESIDENTE DEL PARCO << ISTERIA ISTITUZIONALE DEL CONSIGLIO COMUNALE...DELIBERA DI VALENZA POLITICA UGUALE A ZERO>> ( dichiarazioni al Giornale "Unione Sarda" del 22 giugno 2007 )

BONANNO AVEVA RAGIONE...TRE GIORNI DOPO IL COMUNE FIRMA COMUNQUE UNA CONVENZIONE COL PARCO : 1 a 0 PER IL PARCO !  Vai alla notizia


Dal Segretario della locale Sezione del P.d.C.I. , Marco Poggi, riceviamo e volentieri pubblichiamo - 27 giugno 2007

La delibera votata all'unanimità dal consiglio comunale del 20.06.2007 ha posto in essere un problema che si trascina dal 1994: il dilemma della validità o meno del progetto Parco Nazionale a La Maddalena. Dopo aver accettato e in parte esultato per la nascita dell'ente in questione, noi tutti del centrosinistra,  ci siamo resi conto con il passare del tempo che forse siamo stati poco attenti e lungimiranti sulla effettiva ricaduta positiva per l'isola. "Sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico", non possiamo fare finta che tutto vada bene quando l'ente viene lottizzato dal nostro schieramento politico e criticare ,invece, solo quando le poltrone sono occupate dalla destra. Inutile continuare a negare l'evidenza: questo parco non può contribuire al necessario e urgente rilancio economico, anzi troppo spesso ha dimostrato di costituire un ostacolo alla crescita dell'isola. Tutte le amministrazioni dal 1994 a oggi hanno provato sulla "loro pelle" l'intrusione, la sovrapposizione e l'ingerenza dell'ente parco nella gestione del territorio già fin troppo gravato e ingessato dalle servitù militari. Non si capisce perchè i maddalenini devono subire sempre trattamenti da sudditi e non da cittadini italiani come gli altri, non capiamo cosa ci sia di così scandaloso chiedere una consultazione tramite referendum per sapere cosa pensano i cittadini dell'ente parco, non capiamo perchè i soliti servi e portaborse di partito vogliono difendere un "carrozzone politico utile solo per distribuire le poltrone ai partiti", come lo ha definito il presidente provinciale dei VERDI! Noi non vogliamo essere così drastici nelle conclusioni come il compagno Sassu dei Verdi (partito del presidente Bonanno), ma visto che dal 1999 chiediamo il referendum consultivo insieme all'allora segreterio DS Stefano Filigheddu, con modifica della legge istitutiva per avere il Sindaco anche presidente del Parco, ora che governiamo coerentemente con le nostre posizioni cerchiamo di mettere in pratica le richieste passate. Il voto del consiglio comunale unanime rappresenta sia la maggioranza che l'opposizine dunque l'intera comunità eletta dal consenso popolare, questo dato politico è importante e rafforza questa presa d'atto finalmente realista del problema. Oggi, visto il momento delicato di crisi, non possiamo permetterci nessun tipo di ostacolo verso la riconversione economica,questa è l'ora giusta per chiedere al governo e alla regione, invece di proseguire con le decisioni calate dall'alto, di rivedere e correggere il progetto Parco Nazionale dell'arcipelago affinchè con le dovute modifiche diventi veramente uno strumento importanrte per la rinascita di La Maddalena al servizio del paese. Se questo non sarà possibile o peggio ancora sarà negato , solo in quel remoto caso,  saremo costretti a rinnegare la sua esistenza stessa e intraprendere la battaglia per la sua soppressione definitiva perchè di questo tipo di Parco La Maddalena e i suoi cittadini non sanno cosa farsene. Noi vogliamo continuare a credere nei benefici del Parco e sostenere il progetto, ma non possiamo supinamente esultare per un ente lontano dalla realtà e dalle esigenze dell'isola e del suo territorio per responsabilità dei firmatari del protocollo d'intesa che avevano "venduto" un prodotto diverso da quello che poi in realtà si è dimostrato. Tutto questo è davanti agli occhi di tutti i maddalenini e ostinarsi a negare i fatti per motivi poco seri e personali, non servirà a nulla !

20 GIUGNO 2007

CITTA’ DI LA MADDALENA

Provincia Olbia-Tempio

IL CONSIGLIO COMUNALE

Il    Consiglio Comunale, riunito il giorno 20 giugno 2007 in sessione ordinaria.

a conclusione del dibattito sul punto 3)  “Parco Nazionale Arcipelago di La

Maddalena — Determinazioni”:

   ripropone il proprio giudizio sull’immenso valore ambientale, paesaggistico e naturalistico del territorio dell’arcipelago:

   riconosce la necessità di produrre. in questa fase storica di radicale evoluzione dell’assetto socio-economico della città. uno sviluppo rispondente alla sostenibilità ambientale;

   valuta, nel nuovo contesto storico in cui si costruirà il futuro della Comunità maddalenina. esaurita la funzione del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, istituito con legge n. 10/1994 e del suo Ente, istituito con DPR 11 maggio 1996;

Tanto premesso, il Consiglio delibera:

-     di disconoscere formalmente il Protocollo d’Intesa Stato- Regione ­Comune che nel 1994 ha dato l’avvio alla procedura istitutiva del parco;

-     di dare mandato al Sindaco ed alla (o giunta comunale di attivare presso tutte le sedi istituzionali la produzione di un nuovo assetto normativo per la tutela del territorio dell’Arcipelago, con l’individuazione dello strumento istituzionale condiviso dalla Comunità e dagli organismi di sua rappresentanza democratica.

  -        di attivare tutte le procedure idonee a favorire la libera espressione sull’argomento alla cittadinanza.

I COMMENTI A CALDO DELLA STAMPA

La Maddalena: no del Comune al Parco, voto a maggioranza

Il Comune chiede l'abrogazione del Parco. Il documento è stato approvato ieri dall'aula. Un voto a maggioranza che ha creato una nuova grana per il sindaco Comiti.
Si doveva discutere del regolamento estivo. E invece il Consiglio comunale di La Maddalena, a maggioranza, ha deciso di tagliare corto e chiedere direttamente l'abrogazione del parco. Il documento, presentato dalle minoranze, afferma che il consiglio «valuta esaurita nel nuovo contesto storico in cui si costituirà il futuro della comunità maddalenina, la funzione di Parco Nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena e del suo Ente».
POLLICE VERSO. Per questo motivo, recita la mozione, l'assemblea «disconosce formalmente il Protocollo d'Intesa Stato-Regione-Comune che nel 1994 ha dato l'avvio alla procedura istitutiva del Parco e dà mandato al sindaco e alla Giunta comunale di attivare presso tutte le sedi istituzionali la produzione di un nuovo assetto normativo per la tutela del territorio dell'Arcipelago, con l'individuazione di uno strumento istituzionale condiviso dalla Comunità e dagli organismi di sua rappresentanza democratica». Infine c'è anche un accenno alla possibilità che, in futuro, si possa procedere, in merito al mantenimento o meno dell'Ente, ad una consultazione popolare attivando «tutte le procedure idonee a favorire la libera espressione sull'argomento da parte di tutta la cittadinanza».
I DS. I Ds, che hanno di fatto avviato il documento, per bocca del consigliere Gian Vincenzo Belli, commentano: «Abbiamo stabilito di chiedere l'abolizione di questo Parco per andare a trattare la realizzazione di un altro Parco, un ente che si possa calare nella nuova realtà economica, sociale e culturale che questa città si appresta ad affrontare». Ma non è l'unico colpo di scena nelle ultime seduta consiliari. Se l'amministrazione Comiti è ancora in piedi e tira avanti, lo deve innanzitutto a quegli undici fedelissimi che l'altra sera sono restati in aula ed hanno votato, a tarda ora, l'approvazione del bilancio preventivo per l'anno in corso. Undici hanno detto sì, sui quattordici consiglieri di maggioranza.
STRAPPO NELLA MAGGIORANZA. A negare in aula l'appoggio al sindaco sono stati la consigliere Antonella Gaio e Antonio Ornano, presidente del consiglio: entrambi sono usciti dall'aula al momento del voto, e il presidente è stato sostituito dal vicesindaco. L'assessore al commercio Franco Curedda era assente. Negativo anche il voto delle minoranze. Maggioranza risicata ma valida, però in un contesto di difficoltà crescenti per la coalizione di governo, cosa che non promette gran che di buono per il dopo estate, e produrrà molte lacerazioni, anche se consentirà di portare avanti la gestione dello strumento esecutivo.
SFIDUCIA AL PRESIDENTE DELL'AULA. L'abbandono del presidente del consiglio, in particolare, non è stato per niente gradito dai consiglieri di maggioranza che nella tarda serata di ieri hanno redatto un documento di sfiducia ? firmato da una decina di loro - nei confronti del presidente Ornano e della consigliere Gaio. «Con il loro comportamento hanno rischiato - ha detto il capogruppo Roberto Zanchetta - di mandare a casa il consiglio comunale e fare cadere l'amministrazione, e chi si assume una responsabilità di questo genere a nostro avviso non più fare parte della maggioranza». Il documento è stato presentato al presidente stesso per le determinazioni, che però saranno assunte in una prossima seduta. - L'Unione Sarda - 21 giugno 2007

La Maddalena rinnega il parco : approvato all’unanimità un documento che considera esaurita la funzione dell’area protetta

Il siluro al parco arriva dal voto compatto di tutto il consiglio comunale. L’ordine del giorno, che disconosce il protocollo di intesa Stato, Regione, Comune del 1994, è stato approvato all’unanimità. Nel documento è stato dato mandato al sindaco e alla giunta di attivarsi in tutte le sedi per trovare un nuovo assetto normativo per la tutela del territorio dell’arcipelago.
 La funzione del parco nel nuovo contesto storico viene considerata esaurita dal consiglio comunale. Si cerca un nuovo assetto normativo per la tutela del territorio con l’individuazione, di uno strumento istituzionale condiviso dalla comunità.
 Nel consiglio comunale non viene messo da parte il ruolo attivo di tutta la cittadinanza che può scegliere liberamente di volere il parco o di deciderne la soppressione. È bastata un ora, circa, per mettere maggioranza e opposizione d’accordo e per convincere tutti che il parco così come è non può essere accettato. Si cerca di produrre nella fase che vive La Maddalena un nuovo sviluppo che risponda alla sostenibilità ambientale. Ma non si dimentica l’immenso valore ambientale e paesaggistico naturalistico di tutto il territorio dell’arcipelago. Per l’aula è esaurita la funzione del parco nazionale dell’arcipelago di La Maddalena, istituito con la legge 10 del 1994. Si deve valutare, nel nuovo contesto storico, come si potrà ricostruire il futuro della comunità isolana. Il sindaco, Angelo Comiti non ha nascosto il suo disappunto per il criterio seguito nella nomina dei presidenti. La contestazione non era sui nomi, ma sull’iter seguito. «Non c’è da sorprendersi - dichiara -, perché questa decisione arriva dopo un dibattito ampio. Dopo 12 anni siamo arrivati alla conclusione che il meccanismo di governo e di scelta del suo organismo istitutivo è superato sia dal tempo, che dal momento particolare che vive l’isola. Il messaggio che il consiglio comunale di La Maddalena ha inviato è quello di indurre il ministero dell’Ambiente, il Governo e la Regione a fare i conti con la nostra collettività. Non dimentichiamo la valenza e l’importanza dell’arcipelago dal punto di vista naturalistico, ma non può esistere un parco o che non tenga conto della comunità che lo abita e lo anima. I meccanismi così particolari che fanno coincidere i confini del parco con quelli del nostro comune devono essere rivisti, riproposti e ripensati. Dentro questi meccanismi la parte preponderante deve essere data alla comunità della Maddalena». Sulla stessa linea anche il rappresentante dei democratici di sinistra in consiglio Gian Vincenzo Belli. «Il modello di parco proposto 12 anni fa - dichiara - non è più attuale per le ingerenze e le incongruenze che non riconoscono il ruolo del parco in unico territorio e in in unico comune. Chiediamo di rivedere il progetto, e di pensare a un altro modello di parco abolendo la legge 10 e sostituendola con un’altra istitutiva. Un nuovo tavolo operativo che dia risalto ai bisogni e alle peculiarità di questo territorio. La richiesta di tutti i consiglieri è legittima, anche perché il parco è nato in un contesto sociale economico completamente diverso da quello di oggi, che non è più attuale e pertanto va rivisto».
 Sullo sfondo del voto di oggi si stagliano i rapporti tesi dei mesi scorsi tra amministrazione ed ente parco. Ma sull’arcipelago sembrava essere ritornato il sereno dopo la firma di un documento congiunto tra il sindaco Comiti e il presidente del Parco, Giuseppe Bonanno. Il patto sembrava essere inattacabile e lo stesso Bonanno nei giorni scorsi aveva sottolineato l’esigenza di una maggiore collaborazione tra ente e amministrazione. La Nuova Sardegna - 21 giugno 2007

 

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