| Nell’uomo,
la malattia insorge nel momento in cui la zecca, contenente
nelle ghiandole salivari l’agente patogeno, morde l’uomo ed
emette materiale che contiene spirochete nella sede del morso.
Le manifestazioni cliniche possono interessare molti organi ed
apparati e con intervalli di tempo variabili dal momento
dell’infezione. L’infezione precoce localizzata si verifica
nel primo mese dall’infezione (tempo medio di 7 giorni) e si
manifesta con una lesione maculo-papulare di colore rosso vivo
ai bordi e chiara al centro, localizzata in qualsiasi punto,
anche se i siti più comuni sono la coscia, l’inguine e
l’ascella (erythema migrans). |
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Ad
essa, molti giorni dopo, si associano da 1 a 100 lesioni simili,
segno della disseminazione precoce della spiorocheta (infezione
precoce disseminata). A queste lesioni si possono aggiungere
malessere, astenia, febbre, brividi, linfoadenopatia, faringite
edematosa, congiuntivite, artralgie, mialgie, dolori dorsali,
anoressia, faringodinia, nausea e vomito. In alcuni pazienti
predominano sintomi che suggeriscono irritazione meningea, come
cefalea insopportabile, rachialgie, dolore nucale o rigidità.
L’infezione tardiva disseminata si verifica da settimane a mesi
dopo il morso della zecca e comprende interessamento del SNC
(meningite ed encefalite acuta, nevrite cranica, radicolonevrite e
neuropatia periferica), del cuore (mio-pericardite e blocchi
atrio-ventricolari), del sistema muscolo-scheletrico (artrite) e
dell’occhio. Tali sequele sono, comunque, rare. L’infezione
cronica è caratterizzata dalla comparsa di disordini neurologici
(neuropatia periferica, meningoencefalite cronica) ed artrite. La
diagnosi si basa principalmente sull’anamnesi, l’esame
obiettivo e sul rilevamento di un elevato titolo anticorpale
anti-B.burgdorferi tramite i test ELISA e Western blotting.
L’esame colturale permette una diagnosi definitiva ma, salvo
poche eccezioni, ha prodotto risultati positivi solo in pazienti
con erythema migrans |