EDITORIALE DEL 26 LUGLIO 2007 di Tamara CANI

* Il Balente.   Nei paesi sardi il balente, in un’antichità oramai quasi scomparsa, era l’uomo protettore. Quello che difendeva il villaggio dalle angherie dei vicini. Mai umiliato dagli insulti della latitanza. Di lasciare il paese non se ne parlava. Se volevano scacciarlo dal suo regno dovevano prima sopprimerlo. Era la persona cui rivolgersi per riparare un torto. Colui che ti aiutava in cambio di nulla. Solo perché era il balente.

DA DONNA A …. DONNETTE .

Cari Amici dell’editoriale di www.lamaddalena.it ,

spinta dal mio senso di giustizia, dal mio orgoglio, dal mio essere moglie e madre sento in dovere di dare una spiegazione per l’ assenza, da qualche giorno, dell’editoriale di mio marito.

Francesco Vittiello, non ha smesso di scrivere per ragioni di salute, non per improvvisi impegni, non per mancanza di argomenti, non perché minacciato ( quest’ultima ipotesi avrebbe infatti comportato la presenza tra i suoi interlocutori di uomini “balenti”  * ) da persone che si sono sentite con le spalle al muro dalle verità esposte nei suoi scritti…ma perché nauseato, schifato e deluso dalla loro pochezza.

La pochezza di chi, puerilmente si è sentito offeso ed indignato dall’insistenza con la quale mio marito porta avanti la sua lotta in difesa delle libertà di ogni maddalenino ed hanno preferito, per confondere le acque ed offuscare la vista a tutti coloro che finalmente avevano trovato il coraggio di liberarsi dalle fette di salame che gli coprivano gli occhi, percorrere strada degne di certe femminucce isteriche senza altri mezzi se non la loro lingua avvelenata, ovvero servirsi della calunnia.

Vorrei ricordare ai nostri amici lettori che Francesco ha sempre invitato pubblicamente e privatamente tutti coloro i quali venivano menzionati nei suoi editoriali ad esporre le proprie ragioni, giuste o sbagliate, o le loro idee per quanto bislacche, balzane o demenziali a suo modo di vedere perché convinto che le idee si debbano confutare SOLO con le idee.

Ebbene, dal mio modestissimo punto di vista, queste persone avrebbero potuto scegliere di comportarsi in modi diversi, ma senza certe scorrettezze degne di una lavandaia.

Il silenzio totale ( qualora avessero ritenuto che una dichiarazione a difesa delle proprie azioni sarebbe potuta essere scambiata per una mezza ammissione di colpa o per debolezza) per difendersi da quelle che loro consideravano ingiuste accuse o idee sbagliate ( che ribadisco sono solo VERITA’ sotto gli occhi di tutti ) in maniera civile e con fare da uomini è una scelta rispettabile, il rispondere con la calunnia e con il tentativo di coinvolgere persone incolpevoli per dividere mio marito dalla persona con la quale lavora per il bene, magari dal loro punto di vista, di questo paese da oltre trent’anni è una vera e propria infamità !

E’ stato scelto invece il mezzo meno onorevole, quello che meno si confà a uomini d’onore ( o forse dovrei scrivere semplicemente << a degli uomini >> ) :  pettegolezzi, bugie e calunnie !

Vorrei tanto poter dire faccia a faccia, da donna a donnetta ( ….già….avete letto bene: da donna a donnetta perché solo una donnetta senza arte nè parte ricorre al pettegolezzo per tentare, oltretutto senza alcun risultato, di screditare un uomo tutto d’un pezzo come mio marito ) a questo/i soggetti ciò che penso di loro, vorrei potergli dire che la calunnia ed il pettegolezzo recano sempre un danno non solo alla persona offesa ed alla quale con tali deplorevoli mezzi si manca di rispetto ma anche a chi gli sta accanto.

Ebbene, sappiano questi personaggi che io, come donna, non ho mai permesso a nessuno di mancarmi di rispetto o di danneggiarmi impunemente ma come madre poi…come madre lotterò per difendere il buon nome e l’onorabilità del padre di mia figlia contro chiunque e, sappiatelo donnette, con qualunque mezzo.

Mio marito non è, come tutti già sanno, da meno, forse negli ultimi tempi è un po’ meno sanguigno di me, più riflessivo e meno impulsivo ( rassicuro tutti : chiuso nel suo pensatoio sta preparando altre sorprese !)  sicuramente più colto, più preparato, più efficace e….sappiano certi galantuomini ed un certo tipo di signorine che non basteranno le loro lingue di falce a fargli smettere di credere in ciò in cui ha sempre creduto e per cui ha sempre lottato, soprattutto ora che ha un motivo in più per continuare a lottare : il futuro e la libertà di nostra figlia !

L’educazione ricevuta, il mondo che mi ha circondato nella mia infanzia e nella mia adolescenza, la vita in una grande città, i miei studi mi hanno insegnato molte cose, tra queste ve ne sono senz’altro due che meritano di essere ricordate ogni giorno, in ogni attimo :

- non permettere mai a nessuno di mancarti di rispetto;

- fa in modo che i tuoi figli non possano mai accusarti di essere stato un vigliacco e di non aver avuto il coraggio di lottare per te e per loro.

E’ davvero deprimente dover riconoscere in certi soggetti, soprattutto a certi livelli, l’intelligenza pari a quella di un gatto e la sensibilità di una formica.

L’intelligenza di un gatto perché intelligente quanto basta per poter ottenere ( grazie alle sue false ed apparentemente amorevoli fusa ) un posticino al caldo, magari su una comoda poltrona rivestita di morbido velluto davanti al camino, ma non abbastanza per mostrarsene degno in quanto ben lieto di divorare un topolino non appena gli si presenti l’occasione per poi tornare a strofinare il suo tenero musetto su quel morbido velluto.

La sensibilità di una formica che è si ammirevole per la sua operosità ma altrettanto poco sensibile al mondo che la circonda. Non le importa infatti del tepore e dello splendore del sole, dell’incanto di un tramonto, non ha nessun interesse per chi le passa a fianco.

A coloro che considero, lo ribadisco, delle squallide lavandaie, un consiglio : almeno 5 minuti prima di aprire la bocca ed azionare la loro malalingua accendere il cervello e fare anche un bel risciacquo con la varechina !                           Tamara CANIwww.lamaddalena.it

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