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Ultime notizie dal "fronte" del Gennargentu.

La reazione soddisfatta di Legambiente e il no dei Comitati anti-parco

Gli ambientalisti propongono: «Ora costruiamo nuove intese»

La risposta del ministro dell'Ambiente Edo Ronchi all'interpellanza urgente di Paolo Manca ha suscitato in Ogliastra la reazione dei Comitati Anti Parco. Raffaele Sestu portavoce dell'associazione La rosa del Gennargentu non sembra particolarmente soddisfatto di ciò che ha replicato il Ministro: «Ci attendevamo ben altro. In prima battuta avevamo chiesto che si abrogasse il decreto o, perlomeno, venisse rinviata sine die l'attivazione dei vincoli di salvaguardia. Si è risposto con uno slittamento dell'entrata in vigore dei vincoli di un solo anno. Questo non ci basta e per arrivare all'abrogazione del provvedimento siamo intervenuti sul fronte giudiziario: nella mattinata di ieri abbiamo consegnato ufficialmente un esposto alla Procura di Roma affinchè indaghi sul decreto che è stato promulgato non tenendo conto di numerose inesattezze. Rimane, comunque, fondamentale la mobilitazione del fronte popolare: domenica occuperemo simbolicamente gli accessi al Gennargentu». Ancora più categorica la reazione del Movimento regionale per la difesa dei diritti del Territorio capeggiato da Pasquale Zucca e da Roberto Marceddu: «La risposta del Ministro Ronchi non incanta nessuno; l'unica soluzione, arrivati a questo punto, rimane quella del ritiro del decreto truffa, totalmente illegittimo. Una truffa ben orchestrata articolata su tre punti: il primo è rappresentato dalle intese Stato-Regione firmate dal Presidente Palomba; il secondo chiama in causa i lavori del Comitato Istituzionale di Coordinamento: hanno incluso nella perimetrazione del Parco Comuni che avevano deciso di non aderire al parco ledendo il principio irrinunciabile dell'autodeterminazione. In ultima analisi la truffa delle misure di salvaguardia che violano le leggi sugli usi civici». Conclude Zucca: «I comitati continueranno nella loro battaglia sino alla demolizione completa del decreto ed in questo senso danno pieno sostegno al presidente della giunta regionale, Mario Floris per l'impugnazione del provvedimento alla Corte Costituzionale». Legambiente saluta positivamente lo spiraglio apertosi a Montecitorio: «Attendiamo di conoscere come intende procedere il Ministro per riativvare un rapporto con tutti i soggetti politici, amministrativi economici e culturali del teritorio per la costruzione della nuova intesa». Afferma Adriano Ghironi, presidente del circolo ogliastrino: «Riteniamo comunque positivo che il ministro abbia preso atto, visto il complicarsi della situazione, che per confrontarsi seriamente con le popolazioni fosse necessaria una pausa di riflessione». Giusy Ferreli  (UNione Sarda 22.01.2000)

Soddisfatta Legambiente arrabbiato il WWF : leggi l'articolo sul conflitto ambientale"

Il malcontento dei sindaci ogliastrini: non ci aspettavamo un rinvio

«Ronchi ha scelto la linea dura, il nostro obiettivo è l'abrogazione»

Anche i sindaci dell'Ogliastra, reduci dall'incontro con gli amministratori regionali, commentano a caldo le dichiarazioni del ministro dell'Ambiente Edo Ronchi. Franco Piras, sindaco di Arzana, raggiunto al suo rientro dal vertice nel capoluogo sardo non lascia molto spazio a interpretazioni che possano generare equivoci: «La decisione di Ronchi di proseguire nella linea dura e di non voler abrogare il decreto è una risposta del tutto insoddisfacente. Non ci interessa il discorso sulla 394 e ci riserviamo di verificare quali siano le forme di lotta e di protesta più adatte alla conclusione in positivo dell'intera vicenda. Come già illustrato nel documento presentato dai sindaci nel giugno scorso il primo obiettivo è l'abrogazione del decreto istitutivo. Anche la Giunta regionale ha preso atto della situazione e speriamo che onori gli impegni presi e si faccia portavoce delle istanze del territorio». La posizione del sindaco di Urzulei, Franco Murgia, non si discosta molto da quella del suo collega: «La sospensione delle misure di salvaguardia era l'obbiettivo minimo e quindi non possiamo rallegrarci delle dichiarazioni alla Camera dei Deputati. Si può riaprire il tavolo delle trattative per arrivare ad una nuova intesa solo con un dietro front da parte del Ministero dell'Ambiente». Così Giampiero Vargiu, sindaco di Villagrande Strisaili, commenta la giornata densissima di novità: «Attendiamo che la Giunta regionale dopo gli impegni assunti oggi chieda il ritiro del decreto. È un passaggio fondamentale per rasserenare gli animi esacerbati delle popolazioni che non hanno aderito al Parco Statale e sono state vittime di una storia infinita. Il principio dell'autodeterminazione è un principio dal quale non è possibile prescindere nella maniera più assoluta. Altre decisioni di vitale importanza saranno prese in questi giorni: la data più significativa rimane quella dell'8 febbraio quando il Tar si pronuncerà con un giudizio compiuto». Angela Corrias è il sindaco di Baunei, il paese montano che dovrebbe cedere ben 8570 ettari di territorio al parco del Gennargentu. Dopo il pronunciamento del Commissario per gli usi civici e le dichiarazioni del Ministro intravede un futuro più sereno: «Stiamo inanellando una serie di piccole vittorie e le battaglie politiche, a volte, si vincono muovendo piccoli passi. Noi puntiamo all'abrogazione ma, in ogni caso, la soluzione proposta da Ronchi in aula servirà a stemperare una conflittualità che non giova a nessuno. Un anno è un periodo lunghissimo che utilizzeremo per far valere le nostre posizioni». (Unione Sarda 22.01.2000)

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