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Geografia dell'arcipelago 

di Giovanni Cesaraccio (1950-1992)

La Maddalena, Caprera, Spargi, Santo Stefano, Santa Maria, Budelli, Razzoli (con una superficie variabile da 20.116 a 1.673 chilometri quadrati), sono le sette isole principali dell'arcipelago di La Maddalena, alle quali si affiancano Mortorio, Giardinelli, Soffi, Bisce e Corcelli (le cui superfici variano da 0.500 a 0.100 chilometri quadrati).

Numerosi sono gli isolotti (inferiori tutti a 0.100 chilometri quadrati) che costellano il mare in prossimita' di queste isole; solo alcuni hanno acquisito, nella toponomastica ufficiale, un nome che pero' non sempre risulta definitivo, presentando qualche leggera variante nella pronuncia. I piu' conosciuti sono: Barrettini, Spargiotto, Pecora, Chiesa, Porco, Piana, Abbatoggia (Porro e Colombo), La Presa, Italiani, Camere, Cappuccini, Nibani, Barrettinelli di fuori, Barrettinelli di dentro, Monaci, Spargiottello, isolotto della Paura, Stramannari, Paduletti, isolotto della Cappa, Capicciolu, isolotto dell'Aglio, Mortorio.

La carta topografica dell'IGM riporta le isole dell'Arcipelago alle tavolette 168 I NE, 168 I SE, 169 IV NO, 169 III NO, 169 III SE.

Geologia

Le varie isole dell'Arcipelago di La Maddalena possono considerarsi come un lembo del massiccio cristallino del Paleozoico sardo-corso, smembratosi in seguito a numerose e complesse vicende paleogeografiche.

In particolare un primo parziale assetto si ebbe nel Miocene, quando cioe' la Sardegna e la Corsica, dopo aver migrato in conseguenza ad un fenomeno di deriva da un'unica placca che si era distaccata dall'attuale costa ibero-provenzale, ebbero a separarsi lungo lo stretto delle Bocche di Bonifacio.

La configurazione dell'Arcipelago ando' modificandosi piu' o meno sensibilmente per le oscillazioni del livello marino che, in fasi successive, collegarono e staccarono le due isole maggiori.

Furono comunque le ultime oscillazioni verificatesi nel Quaternario e legate alle varie fasi glaciali, a trasformare ulteriormente l'Arcipelago fino a fargli assumere l'attuale aspetto.

L'ossatura delle isole e' costituita quasi esclusivamente dal granito (prevalentemente a grana grossolana) con le sue varia differenziazioni, attraversata da un imponente corteo filonario (filoni aplitici, filoni di porfido granitico, filoni di spessardite, filoni di quarzo ecc..) e solo marginalmente, nel settore orientale dell'Arcipelago, scarsi brandelli di roccie metamorfiche (gneiss, micascisti) festonano qua e la isole ed isolotti.

(Vedi le carte geologiche)  Foto Minerali dell'arcipelago

Rare sono le facies sedimentarie, limitate a sporadiche ed esigue coperture quaternarie, mentre le formazioni mesozoiche e terziarie, assai diffuse in alcune zone della Sardegna, sono totalmente assenti.

Tra i motivi morfologici dominanti dell'Arcipelago, va ricordato il rilievo solitamente collinare piu' o meno accidentato, distribuito prevalentemente lungo le coste, con andamento quasi sempre meridiano; caratteristico e' anche il terrazzamento delle aree interne, specialmente nelle isole maggiori, sicuremante esito di un'erosione di tipo contineltale.

Un breve cenno meritano pure le forme di erosione eolica, con un paesaggio modellato di tafoni e nicchie spesso scavato nel granito compattissimo. Infine le coste rocciose, di probabile sommersione, sono altamente frastagliate, ricche di insenature con il tipico aspetto a "rias", spesso accompagnate da una miriade di piccoli isolotti e scogli costellati da modesti arenili di sabbie legate alla disgregazione della massa granitica.

  Giovanni Cesaraccio (1950-1992) Grande ed indimenticabile naturalista maddalenino.

Approfondimenti  

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