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Immersioni
con Autorespiratore ad Aria (ARA) |
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Per
una sicura immersione in ARA,(Autorespiratore ad Aria)
Servizio
di Anestesia e Rianimazione - Terapia Antalgica - La Maddalena (ss),
Primario dr. Carlo
Randaccio |
Per gentile concessione dei Dottori Randaccio e Brundu - webmaster http://www.tiscali.it/mediciassociati
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IMMERSIONI
a)
Affaticamento
Un corretto
profilo di decompressione deve tener conto della
condizione di affaticamento muscolare che si realizza mentre il
subacqueo, esegue un lavoro intenso, quale ad esempio, lavoro manuale,
nuoto controcorrente e cosi via. In tale condizione , i tessuti
muscolari, risulteranno irrorati di sangue in modo superiore alle
condizioni normali.Ciò comporta in definitiva una
maggiore saturazione dell'apparato muscolare rispetto al sistema
nervoso centrale, non influenzato dalla stessa attività
fisica.Quando il sub entra in condizioni di riposo muscolare,ne deriva
la necessità di un tempo più prolungato per il processo di
desaturazione d'azoto, con un prolungamento della fase di decompressione
ed un ritorno graduale della quantità di sangue in questo
tessuto. b) Immersioni
ripetitive e microbolle Soggetti particolarmente esposti alla formazione di microbolle sono gli istruttori che effettuano risalite multiple ed immersioni ripetitive. Le microbolle si formano in tre zone diverse: 1. Nel sangue venoso dopo ogni immersione (filtrate dai polmoni) 2. Nei tessuti a seguito di una decompressione insuficiente "malattia da decompressione" (M.D.D.) 3. Nel sangue arterioso in seguito ad una risalita rapida, "Embolia Gassosa Arteriosa", (E.G.A). Nel sistema venoso le bolle si formano sopratutto nelle due quattro ore successive alla reimmersione Esse migrano verso i polmoni dove si raccolgono nei capillari ostacolando lo scambio gassoso, (schunt destro-sinistro intrapolmonare), e modificando le condizioni di pressione dell'azoto arterioso.Uno schunt particolarmente elevato aumenta notevolmente le possibilità che, bolle migrino dal sistema venoso a quello arterioso fermandosi nei tessuti. |
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c) Temperatura
dell'acqua La temperatura
corporea è strettamente correlabile alla temperatura dell'acqua, al
tempo di esposizione, allo spessore della muta, ed infine al lavoro
svolto durante la immersione.Per determinare una riduzione della perdita
di calore, il corpo umano reagisce con un processo di vasocostrizione
cutanea tale, da mantenere la temperatura corporea, prossima al valore
di 37C°.Il ridotto flusso sanguigno conseguente allo stato di
vasocostrizione, comporta tempi più lunghi sia di saturazione
che di desaturazione del tessuto cutaneo, modificandone la
tolleranza alla sovrasaturazione.Tenendo presente che il massimo
raffreddamento corporeo si raggiunge durante la decompressione, appare
evidente che i tessuti cutanei, si desataurano più lentamente liberando
l'azoto in un tempo più lungo rispetto al normale.Tale condizione
pone in evidenza le ragioni per le quali il rischio di problemi cutanei,
aumenta con l'uso delle mute stagne. Riferendosi a quanto
sopra ed alfine di non incorrere in incidenti, è consigliabile
aumentare di qualche minuto i tempi di decompressione segnalati dal
computer, eseguire una tappa di decompressione non segnalata, o più
semplicemente utilizzare computer, capaci di prendere in considerazione
le varianti descritte e relative al profilo di decompressione. Tuttavia è bene in
ogni caso, non dimenticare le regole principali di una corretta
immersione; 1. Adeguata preparazione
a secco dell'immersione 2. Scelta
adeguata del natante 3.
Caricamento degli autorespiratori in stazioni
sicure 4 Controllo del
gruppo 5.
Controllo del
sito di immersione 6. Utilizzo
corretto della bandiera rossa con striscia diagonale bianca sulla barca,
(se ci si immerge da riva, utilizzare l'apposito pallone segnalatore) 7.
Rispetto
delle regole di immersione 8. Controllo
periodico dello stato di salute 9.
Autovalutazione
della conoscenza ed esperienza nel settore. * Per informazioni,
rivolgersi a: centro di Medicina Iperbarica , Ospedale Civile La
Maddalena (ss) Via A. Magnaghi 07024-
La Maddalena (ss) 0789/791242
analisi@tiscalinet.it
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