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IL
MAL DI MARE Nel
corso della mia attività professionale di Medico Subacqueo ho avuto più
volte occasione di trattare casi di Mal di mare, in soggetti praticanti
l'attività subacquea. Anche
se ai più può sembrare un controsenso, esiste un gran numero di
subacquei, per la maggior parte apneisti, che soffrono il mal di mare,
durante la pratica del loro sport preferito; il motivo di tale patologia
vi ricercato nel sovrapporsi di una serie di stimoli, di origine diversa,
che hanno come risultato finale la provocazione di uno stato di malessere
generale, che si manifesta con senso di nausea, vertigini e crisi dì
vomito ripetuto. Con
il termine mal di mare si è soliti indicare una particolare forma
patologica che rientra nel gruppo delle Chinetosi
(dal greco kìnetos=movimento) o malattie
da movimento, e si manifesta con sintomi neurovegetativi, vertigini,
nausea e vomito ripetuto. Tale
tipo di patologia si manifesta quando, variazioni di accellerazione e di
decellerazione stimolano in maniera continuativa una struttura particolare
del Sistema Nervoso Centrale, chiamata Macula, ed alcune strutture dell’orecchio
interno, i canali semicircolari. Questa stimolazione continuata, incoordinata ed uniforme, condizionata da fattori ambientali (stato del mare, acqua torbida, tipo di fondale) ed individuali (alterato stato emotivo per l’influenza della situazione ambientale) assieme all'affaticamento visivo conseguente alla instabilità degli oggetti osservati, provoca nel giro di poco tempo la comparsa dei sintomi in precedenza descritti.
l
controllo del nostro senso di posizione nello spazio, in condizioni di
normalità, è dovuto alla stretta correlazione esistente tra apparato
vestibolare (struttura anatomica situata nell'orecchio interno fig.1)
e apparato visivo (fig.2), oltre che da alcuni stimoli provenienti da
recettori periferici situati nei muscoli, nelle articolazioni, nei
legamenti e nei tendini.
Il controllo del nostro senso di posizione nello spazio, in condizioni di normalità, è dovuto alla stretta correlazione esistente tra apparato vestibolare (struttura anatomica situata nell'orecchio interno fig.1) e apparato visivo (fig.2), oltre che da alcuni stimoli provenienti da recettori periferici situati nei muscoli, nelle articolazioni, nei legamenti e nei tendini. Normalmente
l'insieme degli stimoli provenienti dai vari organi dell'equilibrio dà
origine ad una risposta di tipo uniforme da parte di alcuni nuclei
cerebrali, con conseguente accomodazione dell'equilibrio e della postura. Quando
l'organismo è sottoposto a movimenti non uniformi si vengono a creare
frequenti variazioni di velocità sia nella trasmissione degli stimoli che
nella intensità delle risposte da parte del Sistema Nervoso; appare
evidente che in questo caso i movimenti più complessi (accellerazioni e
decellerazioni per effetto delle onde), soprattutto se ritmici e
ravvicinati, risulteranno essere anche i più nocivi. In tale situazione i
vari sistemi preposti al controllo dell'equilibrio trasmettono al Sistema
Nervoso Centrale una serie di informazioni discordanti che provocano una
serie di risposte altrettanto scoordinate e che hanno come risultato
finale lo scatenamento di un insieme di disturbi culminanti in crisi di
vomito ripetuto. E'
necessario dire che in alcuni soggetti esiste un vero e proprio
atteggiamento costituzionale verso i disturbi
chinetosici; individui con squilibri neurovegetativi, gli ansiosi ed
in particolar modo gli emotivi saranno certamente più predisposti
rispetto agli altri, così come i bambini oltre i 2 anni ed il sesso
femminile per la maggior labilità neurovegetativa che si riscontra in
questi soggetti. Va
peraltro ricordato come alcuni individui, con il tempo, possano acquisire
una sorta di assuefazione ai movimenti responsabili dei disturbi, con
notevole attenuazione dei sintomi sino alla loro completa scomparsa.
Questa assuefazione sarebbe il risultato di un adattamento dei sistemi di
controllo centrali ai diversi tipi di informazioni che giungono dalla
periferia. Al
contrario in altri soggetti si può avere un continuo aggravamento della
malattia, sino allo scatenarsi di questa al solo ricordo di una gita in
barca o in gommone; è questa l'ulteriore riprova di come il fattore
psicologico, in particolare l'ansia e l'emotività, giochi un ruolo
fondamentale nella genesi del mal di mare. SINTOMI Gia
dopo pochi minuti di movimento ondulatorio, sia in acqua che su di una
imbarcazione, si evidenziano i primi sintomi. In una fase iniziale il
malcapitato comincia ad accusare una sensazione di malessere indefinito
che cresce progressivamente con il passare dei minuti; vi è aumento della
salivazione, senso di nausea, sudorazione fredda e profusa, colorito
sempre più pallido; in rapida successione compaiono vertigini rotatorie e
notevole senso di spossatezza che inducono il soggetto ad assumere la
posizione supina. Immediatamente dopo il quadro precedente è seguito da
una serie di conati di vomito ripetuto,a cui segue un profondo senso di
prostrazione. Il
vomito è l’espulsione forzata del contenuto gastrointestinale
attraverso la bocca; esso può rappresentare un meccanismo di difesa, come
in caso d’ingestione di sostanze irritanti e tossiche, ma nella maggior
parte dei casi si tratta di un alterato stato fisiologico (come avviene
nel corso dei primi mesi di gravidanza), fisiopatologico (malattia da
movimento) o di uno stato conclamato di malattia (gastrite, peritonite,
meningite, ecc. ecc.); può inoltre essere la manifestazione di un uso
incongruo di sostanze farmacologiche che alterano il normale metabolismo e
provocano stimolazione diretta sui centri nervosi di controllo (Oppio e
suoi derivati). Gli
stimoli che possono indurre vomito sono diversi: 1.
Stimolazione della Faringe, dello stomaco
e dell’intestino (sostanze
irritanti); 2.
Intossicazione da farmaci (digitale lanata); 3.
Stimolazione della Retina, dell’VIII° paio di nervi cranici e
del Labirinto (Sindrome da movimento e mal di Mare); 4.
Sostanze presenti nel sangue in alcuni stati di malattia
(Insufficienza Renale, tossine batteriche, ecc….). Tutti
gli stimoli vengono convogliati, raccolti e riconosciuti in una
particolare zona del Sistema Nervoso Centrale, il cosidetto centro del
Vomito; in questa sede giungono sollecitazioni da diversi punti
dell’organismo, sotto forma di stimoli chimici, inviati da una zona di
“smistamento” definita Chemoreceptor
Trigger zone. La
stimolazione del Centro del Vomito provoca la comparsa di una serie di
sintomi quali: nausea – aumento della salivazione – conati di vomito
sino al vomito ripetuto – respirazione difficoltosa con senso di
mancamento per diminuzione della Pressione Arteriosa oltre a profonda
astenia muscolare. Abbiamo
visto nella descrizione dei sintomi che il primo a comparire è una
sensazione di nausea, che possiamo definire la risposta primaria del SNC
allo stimolo nocivo (nel nostro caso accellerazioni e decellerazioni da
movimento); se cessa lo stimolo i disturbi si esauriscono con la nausea,
ma se il movimento continua si innescano una serie di meccanismi che vanno
a provocare la comparsa, a livello dei centri nervosi, di un riflesso noto
come riflesso del Vomito. Questo
riflesso determina la chiusura delle vie aeree a livello della Laringe,
rilasciamento dello sfintere gastro-esofageo ed una intensa e duratura
contrazione sia del diaframma che dei muscoli addominali, con conseguente
“spremitura” dello stomaco ed espulsione del suo contenuto
nell’Esofago e la bocca. TERAPIA
E PREVENZIONE E'
ormai assodato, dai numerosi studi effettuati sull'argomento, che i
farmaci usati nei disturbi chinetosici hanno la loro massima efficacia se
assunti a scopo preventivo. Ai
fini del nostro interesse tralascio volutamente quei farmaci che hanno un
effetto sedativo marcato, per evidenti motivi; mi limiterò ad elencare
quelle sostanze farmacologiche che possono essere assunte dal subacqueo
senza incorrere in alcun pericolo. La
capacità di un farmaco nel prevenire il mal di mare non è collegata con
l’intensità dei suoi effetti, né tantomeno con la sua attività
tranquillante; i farmaci più usati sono pertanto selezionati perché
possiedono minori effetti collaterali e sedatiovi. L’efficacia
dei farmaci può variare in rapporto alla sensibilità individuale, alla
intensità e alla durata del movimento ed al dosaggio. Tra
questi ricordiamo i farmaci a base di ciclizina, di meclozina, di
dimenidrato, di prometazina e di scopolamina, tutti ad azione antiemetica
e in parte sedativa. Da
una analisi comparativa tra i vari farmaci si è evidenziato che la
scopolamina risulta essere il farmaco più efficace per i movimenti di
breve durata, efficacia che diminuisce se il farmaco deve essere
somministrato più volte nell'arco della giornata. Anche
gli antistaminici (Fargan 25 milligrammi, 2 ore prima dell'inizio del
movimento) e il dimenidrato (Xamamina compresse, Travelgum gomme
masticabili) risultano essere efficaci nel prevenire i disturbi da
movimento benchè abbiano una discreta azione sedativa in grado di indurre
sonnolenza dopo la loro assunzione. Da
diversi anni esistono in commercio dei cerotti, da applicare nella zona
retroauricolare, che si sono dimostrati veramente efficaci nel prevenire
la comparsa dei disturbi chinetosici anche nei subacquei. Questi
cerotti (nome commerciale Transcop) contengono microdosi di Scopolamina
(1,5 mg) che vengono rilasciate lentamente ed in modo continuativo per
essere assorbite attraverso la cute alle dosi di 0,5 milligrami al giorno
nell’arco di 3 giorni, esercitando l'effetto antiemetico per tutta la
durata dell’esposizione al movimento. L’assorbimento
cutaneo di Scopolamina permette di evitare l’insorgenza di quegli
effetti collaterali, in precedenza descritti, oltre a fornire una
protezione ottimale dalle manifestazioni del Mal di mare. Sottolinea
comunque che in alcuni casi l’uso dei cerotti retroauricolari può
provocare, in soggetti particolarmente sensibili, delle risposte anomale
con crisi ipertensive e disturbi della minzione, è pertanto consigliabile
consultare il proprio medico curante prima di utilizzare tale presidio
farmacologico. Voglio
infine sottolineare come spesso si addebitano una serie di disturbi,
culminanti in nausea e conati di vomito, al mal di mare, mentre invece, ad
una analisi più approfondita, si scopre che il movente dello stato
patologico è di altra origine e natura. Infatti,
a volte, l’ingresso di acqua di mare nel tubo digerente ha un potere
fortemente irritante; come effetto immediato si ha un aumento della
secrezione di muco, che protegge la superficie interna dell’apparato
digerente; contemporaneamente, la parte della zona interessata si contrae
con forza. Per motivi ancora non molto chiari, queste forti contrazioni
locali provocano un'onda di pressione verso la bocca e non verso il basso
come normalmente avviene; quando raggiunge lo stomaco il materiale
irritante viene rapidamente espulso mediante il vomito con i meccanismi
precedentemente descritti. In
questi casi si può fare utile prevenzione mediante assunzione di
antiacidi in compresse prima dell’immersione; tra i più usati ricordo
la Ranitidina (Zantac, Ranidil) 1 compressa 30 minuti prima
dell’immersione e l’Omeprazolo (Mepral, Omeprazem) Questi
farmaci, appartenenti alla famiglia degli antisecretivi,svolgono a dosi
minime una valida azione protettiva sulla mucosa dell’apparato
digerente, evitando così lo scatenarsi dei fastidiosi disturbi irritativi
prima descritti. Sempre
a scopo preventivo è consigliabile l'assunzione di cibi asciutti a dosi
piccole e ripetute (al fine di diminuire i riflessi addominali),evitando
tassativamente le bevande alcoliche. Particolarmente importante è la posizione assunta sul mezzo nautico, durante il trasferimento verso il luogo d’immersione e nel tragitto di ritorno,che deve essere parallela all'asse maggiore del movimento ed in accordo con la direzione dell'imbarcazione al fine di diminuire al minimo gli stimoli visivi di ondeggiamento. ARGOMENTI CORRELATI |
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