Manovre degli scafi (Parte I^) :  accosto in mare, ormeggio e disormeggio in banchina ed entrata / uscita dai porti.

    Parte II^ Clicca qui ( rifornimento carburante, carico, ancoraggio)

ACCOSTO IN MARE

Ogni operazione é semplice quando le condizioni del mare sono buone, le cose si complicano se mare e vento crescono. Una sola imbarcazione deve mano- vrare mentre l'altra interviene solo in emergenza. Chi non addetto alle manovre deve preparare parabordi e cime e tenere a portata di mano il mezzo marinaio. Il conduttore in avvicinamento, prima di iniziare l'approccio, deve capire se l'altro scafo é fermo e senza abbrivio e già disposto al traverso del vento o in altra posizione stabile. La barca che manovra dovrebbe avvicinarsi sempre al minimo dei giri con il masco ne di dritta o di sinistra, a seconda della manovrabilità dell'imbarcazione, sopravvento o sotto vento all'altra, tenendo in considerazione il maggior/minor scarroccio rispetto alla barca alla quale si deve avvicinare. Se la manovra viene male non cercate assolutamente di correggerla : é opportuno sfilarsi per ricominciarne una nuova, individuando le traiettorie più convenienti per evitare danni. 

 

Ricordarsi che le 
 due barche affiancate possono rollare o
 beccheggiare 
 in modo difforme: 
 anche se può venire
 d'istinto, evitate 
 di inserire mani 
 e braccia fra i due 
 scafi al fine di 
 allontanarli

ORMEGGIO E DISORMEGGIO NEI PORTI


 

In manovra é necessario prestare 
 molta attenzione 
 ai cavi sommersi 
 per non procurare 
 danni alle eliche. 

 Prestate attenzione 
 alle mani o alle 
 gambe quando
 cercate di attutire 
 una manovra un 
 po' troppo brusca. 

 I cavi di ormeggio 
 non devono essere 
 mai troppo tesi 
 perché producono 
 movimenti della 
 barca molto bru-
 schi e possono,
soggetti a forte tensione
 trapparsi o provo-
 care danni  allo  scafo.E' buona educazione
assistere le 
 imbarcazioni vici-
 ne nelle manovre 
 di accosto in ban-
 china. 

  Per ormeggiarsi sul fianco di una banchina se la barca é dotata di due motori é necessario avvicinarsi con un
angolo di 45°, utilizzando il motore interno leggermente avanti al fine di affiancarsi e quello esterno leggermente indietro per ridurre la velocità avvicinando la poppa in banchina. Oltre ai cavi di poppa e di prora per l'ormeggio può essere utile l'impiego del cavo 
denominato "spring" che viene posto o da prora o da poppa su una bitta sulla banchina che si trovi nelle prossimità 
del centro della barca: questo cavo ha il compito di evitare che la barca con cavi di prora e di poppa a terra, continui ad andare avanti e indietro, quindi riduce sensibilmente l'attrito dello scafo. Per il disormeggio é sufficiente compiere le manovre inverse, ricordandosi di liberare tutti i cavi d'ormeggio. Per ormeggiare "a pettine" fra altre imbarcazioni o, comunque, su un corpo morto a prora e in banchina a poppa (o viceversa) le manovre di ingresso devono essere sempre molto accorte per consentire la correzione della traiettoria con piccoli colpi di motore o timone senza provocare danni agli scafi 
circostanti. Una volta recuperato il cavo del corpo morto, che può essere segnalato da una boa oppure essere collegato a una cima che corre fino alla banchina, é opportuno fissare immediatamente la prora (o la poppa), soprattutto in presenza di vento forte, per poi dedicarsi con più calma all'ormeggio in banchina. Seguire poi il procedimento inverso per liberarsi dall'ormeggio. L'utilizzo dei parabordi nelle fasi di ormeggio e disormeggio é a volte determinante, specie se ci si trova in spazi molto ristretti o tra altre imbarcazioni. Se c'é qualcuno dell'equipaggio in grado di aiutare senza mettersi in pericolo, si può tenere libero uno dei parabordi e spostarlo man mano nei punti dove serve. In caso di risacca o vento forte un rinforzo degli ormeggi non fa mai male ma conviene valutare bene quali sono i punti più a rischio e intervenire solo su quelli; troppi cavi, a volte, raggiungono effetti controproducenti perché si "incattivano" gli uni con gli altri, riducono fortemente 
la manovrabilità di coperta e, se compiono giri viziosi fra i candelieri della battagliola possono danneggiarla seriamente.
 

 

USCITA E RIENTRO DAL PORTO

 

 

Attenzione ad 
 eventuali ordinanze
 specifiche per 
 alcuni porti turistici
  ove non specificato
 valgono le 
 regole di tenere la 
 destra o mantenere gli allineamenti 
 centrali con i fari di
 ingresso. 

 

 

L'affollamento estivo dei porti richiede particolare attenzione da parte del diportista. Sono molte le regole da osservare per evitare eventuali incidenti, ecco le più importanti: 
1. nei porti commerciali le navi,   mercantili hanno sempre la precedenza; 
2. la precedenza deve essere ulteriormente ceduta se la nave mercantile ha impegnato l'allineamento di uscita. 
Attenzione: una nave di 200 metri di 
lunghezza che transita a una velocità di 
7 nodi, pur dando "tutto indietro" 
impiega non meno di 1/2 miglio per 
arrestarsi; 
3. é importante imboccare l'allineamento 
di entrata del porto circa 1/2 miglio prima al fine di poter vedere chiaramente il canale di accesso; 
4. solo nei casi di emergenza, che devono essere immediatamente notificati all'Autorità Marittima sul canale 16 VHF/FM pari a 156,800 Mhz, si può
entrare a vela nei porti.


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Fonte U.C.I.N.A WWW.UCINA.IT