Manovre (Parte II^) : dar fondo all'ancora, la distribuzione del carico ed i rifornimenti di carburante.

   

Vedi anche Parte I^ (ormeggio, accosto in mare, entrata uscita dai porti)

DAR FONDO ALL'ANCORA

Il fondo pu˛ essere di natura rocciosa, fangosa, sabbiosa, con ciottoli, con alghe e molte altre variabili. Le carte nautiche riportano chiaramente la natura del fondo. La scelta del punto di fonda, a fronte di una attenta valutazione della documentazione nautica, pu˛ diventare vincente o perdente in relazione anche al tipo di ancora di cui si dispone. Il fango, ad esempio, Ú considerato "buon tenitore" e non crea problemi per un rapido recupero dell'ancora. 
Il fondale roccioso, invece, Ú considerato un "pessimo tenitore"e l'ancora si pu˛ ammarare ed incagliare. Inoltre, con spuntoni taglienti, pu˛ recidere la 
cima dell'ancora se non si ha opportunamente inserito un pezzo di catena fra l'ancora e la cima stesse. Se si Ú costretti a dare fondo in un fondale di questa natura, pu˛ essere d'aiuto mettere un "grippiale" cioÚ una cima aggiuntiva sull'ancora al fine di avere due punti di forza per il recupero.
ACQUE

ATTENZIONE !

In assenza di gavitelli disponibili per ormeggio, pressochŔ inesistenti lungo le nostre acque costiere, raggiunta una localitÓ di nostro gusto si procede all'ancoraggio della barca, operazione che deve seguire determinate regole marinaresche per riuscire efficiente, si otterranno ancoraggi a ruota, a baffo di gatto, con grippiale eccetera. Di solito il risultato, con tempo buono, Ŕ soddisfacente: ma oggi il buon marinaio deve preoccuparsi d' un altro aspetto importante. La manovra deve rispettare l' integritÓ del fondo marino ! In particolare dove questo Ŕ ricoperto dalla posidonia, che costituisce un ambiente nell' ambiente. ╚ infatti la Posidonia una vera pianta con radici, foglie e frutti, come quelle terrestri, e costituisce un serbatoio di ossigeno per l' acqua marina e un habitat ideale per la fauna pelagica che vi trova riparo persino per la deposizione di uova. Inoltre le sue radici concorrono a rallentare o bloccare fenomeni di erosione. Il diportista ha quindi il dovere di esaminare con attenzione dove sta per calare l'ancora, ricordando che in caso di ancoraggio a ruota la catena finirÓ per danneggiare la prateria di posidonia su un cerchio di estensione notevole. Distruggendo la posidonia, uccidiamo gli organismi viventi che lei protegge. Anche ancorando sulla roccia possiamo distruggere, in particolare le praterie di gorgonie, animali a vita coloniale che crescono in pochi millimetri in un anno: un colpo d'ancora e distrugge un lavoro secolare.

Date la giusta lunghezza di cavo o di catena: nÚ troppa, nÚ troppo poca; 


 - rispettate l'integritÓ del fondo marino evitando di danneggiare i coralli e le praterie di posidonie, specialmente al momento di salpare l'ancora; 

- se giungete in una rada giÓ affollata scegliete il luogo dove anche nel rispetto delle imbarcazioni giÓ presenti; valutate anche con molta 
 attenzione il vento  e le correnti;

 
 - se siete in emergenza, il mare sta montando e l'ancora Ŕ incagliata, non 
 esitate a mollare tutta la catena o la cima in mare, magari con un 
 cavo leggero e un parabordo (o altro 
 galleggiante) che  ne indichi la posizione. E' preferibile tornare a recuperare l'ancora quando il mare Ŕ pi¨ calmo piuttosto che rischiare di perdere 
 la barca.

LA DISTRIBUZIONE DEL CARICO

Nel gergo marinaro un'imbarcazione che abbia un'adeguata distribuzione del carico viene definita "in assetto". 
In una barca dislocante i pesi vanno distribuiti in modo che essa non sia nÚ appruata nÚ appoppata, nÚ sbandata a dritta o a sinistra. 
Per le imbarcazioni plananti, soprattutto se dotate di apparecchiature di ipersostentamento (flaps) o trim, il discorso varia. In navigazione Ú preferibile mantenere un assetto leggermente appoppato: in caso di mare di poppa, infatti, i timoni governano meglio; in caso di mare in prora, invece, la 
parte anteriore della barca pi¨ alta consente di affrontare meglio le onde, ma Ú necessario non pregiudicare la visibilitÓ. Anche in questo caso la barca non deve essere sbandata a dritta o a sinistra. 
Per correggere l'assetto Ú possibile per˛ intervenire con i flaps e i trim, ottenendo una velocitÓ ottimale con il minimo sforzo degli organi di propulsione. Le imbarcazioni marcate CE rispondono a severi criteri al riguardo della visibilitÓ: sarÓ cura dell'utente non modificare tale rispondenza alla normativa nel sistemare a bordo carichi pesanti, specialmente poppieri. 

     


 Mantenere un 
 assetto corretto in  navigazione 
 Ú particolarmente 
 importante per 
 garantire 
 un'adeguata 
 visibilitÓ.

IL RIFORNIMENTO DI CARBURANTE

Durante la stagione estiva la banchina carburante dei porti turistici pu˛ diventare un luogo molto affollato. Meglio allora evitare accuratamente le ore di punta: se possibile Ú preferibile fare rifornimento la sera precedente
oppure alzarsi la mattina presto per non trovare il massimo affollamento. Se si Ú costretti ad effettuare il rifornimento nei momenti critici, Ú buona norma domandare alle barche che precedono qual'Ú l'ultima giunta sul posto per inserirsi nella giusta posizione e a propria volta riferire a quelli che seguiranno. Nel periodo di attesa Ú necessario a volte rimanere "sui motori" anche con con- dizioni di vento teso: guardare anche dietro, oltre che davanti, pu˛ evitare urti non graditi. Quando finalmente Ú giunto il proprio turno ci si affianca alla banchina e, nella maggior parte dei casi, si usufruisce per l'ormeggio dei cavi in dotazione al distributore. Se non si Ú muniti di serbatoio mobile, che per sicurezza e pulizia deve essere riempito a banchina, l'addetto porgerÓ la pistola e parte del tubo di gomma. Inserite la pistola nell'apposito bocchettone e poi date il cenno di OK per l'erogazione. Se, si hanno due serbatoi Ú meglio sempre tenere aperto il by-pass ed Ú necessario stare attenti al "troppo pieno" cercando di prevenire la fuoriuscita del combustibile.

 

Cercate di evitare 
 fuoriuscite di combustibile; qualora 
 malauguratamen-
 te se ne verificassero provvedete a 
 tamponare le stesse con stracci o carta da gettare poi negli 
appositi contenito-
 ri per evitare di 
 inquinare il mare

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Fonte U.C.I.N.A. WWW.UCINA.IT