Il Monte Arci
Dislivello:730
m. Quota massima: 795 m. Lunghezza: 25 km.
Carte: IGM217111 NE Arborea; 21711 NO AIes.

Il massiccio
vulcanico del Monte Arci è per estensione il secondo dell'Oristanese ed è
caratterizzato da due visibili piloni sommitali basaltici, noti come Trebina
Longa e Trebina Lada. La zona è ricchissima di
ossidiana, roccia nera e vetrosa
che per le sue caratteristiche di durezza è stata utilizzata sin dalla
preistoria per fabbricare utensili da lavoro e da caccia. Un tempo tutta la zona
era un vero e proprio cantiere con oltre 100 stazioni di lavorazione della
preziosa pietra. La montagna, nella sua parte occidentale e settentrionale, è
ricoperta da una fitta macchia nelle zone più basse, che diventa poi bosco
nelle zone in quota. L'itinerario proposto è soltanto uno dei tanti che si
potrebbero realizzare nella vasta zona. Per comodità di avvicinamento al
massiccio si è preferito fare base di partenza per l'escursione in mtb in
prossimità della SS 131, la principale arteria di collegamento tra il Nord ed
il Sud della Sardegna. Il percorso si presenta particolarmente duro nella prima
parte per la forte pendenza . La seconda parte, invece, è caratterizzata da una
ripida discesa su fondo sconnesso e richiede una buona preparazione fisica.
La base di partenza sarà presso la chiesa di S. Maria Zuarbara. Dal km 75 della
SS 131 svoltare a destra (venendo da Cagliari) in direzione Marrubiu e subito
dopo prendere per Masongiu. Proseguire per 4 km fino a raggiungere la chiesetta.
Distanza della base da : Oristano km 21; Cagliari Km 79.
L'Ossidiana del Monte Arci
| L'ossidiana,
un vetro vulcanico frequentemente utilizzato per fabbricare utensili di
pietra, è un importante indicatore del commercio esistente nella
regione mediterranea antica. Nel Mediterraneo occidentale, l'ossidiana
è stata spesso ritrovata a centinaia di chilometri dai giacimenti
insulari di Lipari, di Palmarola, di Pantelleria, e della Sardegna.
I giacimenti e la distribuzione di ossidiana sono stati esaminati dettagliatamente. Maggiori contributi a questo proposito sono stati fatti da numerosi studiosi sardi tra cui Della Marmora nel diciannovesimo secolo e da Puxeddu nella metà del ventesimo secolo. Puxeddu ha compiuto un'indagine dettagliata nella zona di Monte Arci in Sardegna, dove era già conosciuto il fatto che l'ossidiana era presente in situ. Puxeddu ha identificato quattro giacimenti, undici centri di raccolta, settantaquattro officine, e centocinquantasette stazioni. Il tipo di ossidiana SB, originariamente identificato solo da campioni archeologici, può essere trovato sui pendii occidentali del Monte Arci, vicino a Santa Maria Zuarbara. Materiale lavorabile è stato ritrovato in situ presso numerose località che includono le zone del Monte Sparau Nord, Cucru Is Abis, Cuccuru Porcufurau, Punta Su Zippiri, Bruncu Perda Crobina e Su Paris de Monte Bingias. Sono stati osservati blocchi di m 1, ed entrambi i giacimenti di Cucru Is Abis e Bruncu Perda Crobina contengono noduli di cm 15-20. L'ossidiana di queste zone è nera e tende ad essere vetrosa come quella di tipo SA, ma forse meno traslucida e spesso con accenni di grigio. Alcuni pezzi hanno delle caratteristiche macchie bianche, ma generalmente non è possibile differenziare ad occhio nudo l'ossidiana proveniente dai giacimenti sardi. |
Fonte ESIT