Educazione
alla nautica costiera ed al rispetto ambientale
opinioni e
proposte di Gabriele
Orsini Webmaster di Gommoni & Gommonauti
Le seguenti considerazioni,
rielaborazione di quelle già in linea nel mio sito Gommoni
& Gommonauti, assumono qui un'ulteriore importante
significato: è principalmente la conoscenza delle norme, la loro
comprensione e condivisione che consente di preservare la bellezza e
la vivibilità di una delle zone più incredibili del Mediterraneo!
Chi di dovere dovrebbe più curare questi aspetti che darsi alla
letteratura con grida ... manzoniane.
Attualmente,
il gommone senza patente-tipo ha un 40 CV. Si può quindi arrivare,
senza soffrire troppo della sindrome da scarsità di potenza, anche ad
un 5 metri.
Un mezzo niente affatto minimo!
Ma cosa serve veramente sapere al gommonauta che raramente si
allontana dalla costa più di due o tre miglia, che cerca, in una
giornata calda e soleggiata, di portare la sua famiglia in una cala
meno affollata, di passare una giornata di pesca con un paio d'amici?
Poche - essenziali - cognizioni tecniche di navigazione, a fronte di
molte di più legate al suo navigare in vicinanza alla costa ed alla
sicurezza (sua, dei suoi cari, dei bagnanti, dei sub) ed alla
preservazione dell'ambiente!
Su questi - banali - punti di partenza ho basato l'idea di un corso di
Educazione alla nautica costiera, ben diverso da quello per il
conseguimento della patente nautica (e neppure alternativo).
Nel sito Gommoni & Gommonauti ho descritto questa idea in modo,
passatemi il termine, un po' anarchico: un corso non obbligatorio, non
previsto da nessuna legge, con programma e qualificazione dei docenti
non stabiliti sulla Gazzetta Ufficiale, magari senza un esame finale.
Il tutto, in definitiva, si ridurrebbe a non molto di più di quello
che un padre o un amico esperto insegnano direttamente o
indirettamente col loro esempio, solo qualcosa di più strutturato ed
aggiornato. Ammetto di aver faticato un po' addirittura a convincere
me stesso che non si trattasse di qualcosa utopistico e poco
realizzabile.
Ma, per il parco della Maddalena, si può pensare a qualcosa di molto
meno generico e più pratico. Un corso di sopravvivenza
della nautica da diporto nel parco, che magari
si concluda con una "crociera esemplare".
Il corso consentirebbe dunque di esporre - ma soprattutto di provare
sul campo - le norme di rispetto ambientale, con un riscontro sia per
i discenti che per i docenti-controllori.
Non avete anche voi la sensazione che chi detta e/o controlla le
norme, spesso non le vive?
E' chiaro che si
tratta di una proposta, ad uno stadio molto embrionale, magari
qualcuno l'accoglie e la sviluppa (hai visto mai?).
Come per il più generico corso educativo, mi limito perciò a buttare
là alcune frasi chiave:
-
Il corso
non dovrebbe considerarsi una semplificazione di quello per
ottenere una patente nautica, ma dovrebbe fornire informazioni
puntuali utili (e sconosciute) anche a chi possiede una patente
nautica.
-
Le
nozioni tecniche fornite di navigazione, meteorologia,
motoristica, etc. dovrebbero essere mirate a quelle necessarie per
condurre la navigazione in prossimità di una costa sviluppata
turisticamente e nel particolare ambiente marino del parco.
-
Ovviamente,
fondamentale attenzione dovrebbe essere dedicata alle norme che
regolano la pesca e gli sport nautici, i comportamenti da tenere
in prossimità di spiagge, nonché alle limitazioni della
navigazione, degli ancoraggi, etc..
Un bel certificato
(che sul retro riporti le norme di rispetto), una cartina omaggio, una
stretta di mano ed un augurio di buone vacanze potrebbe concludere il
corso...
Gabriele Orsini ©
per www.lamaddalena.it