Da queste pagine inviamo l'ennesimo ringraziamento al Sig. Bonanno, Presidente del Parco Nazionale, per le sue esternazioni che non fanno altro che rendere più compatto il Consiglio Comunale e la popolazione contro il "suo" parco ! Continui così Presidente Bonanno poichè con le sue esternazioni non farà altro che far innalzare il tasso di odio nei confronti dell'Ente che LEI, lottizzato come i suoi predecessori, anche se vuol far finta di dimenticarlo, dirige dopo essersi convertito all'ideologia ambientalista facendo, anche in questo caso, finta di dimenticare i suoi trascorsi di candidato nella mia lista "Maddalena 2000" decisamente ed apertamente antiparco !

MI PERMETTA QUALCHE COMMENTO EGREGIO PRESIDENTE :

La smetta di predicare bene e razzolare male : lei è un lottizzato come gli altri suoi predecessori ! Lei infatti ha avuto la fortuna di conoscere Pecoraro quando aveva vent'anni, dieci in meno del ministro. Avete fatto amicizia, all'amicizia è subentrata la stima. E, naturalmente, con la stima è giunta anche la poltrona ! A La Maddalena, in molti, hanno storto il muso e lei proprio non ha gradito: "Quale pupillo, io sono stato nominato per meriti". Per meriti, sì, come no !!!
La smetta di andare alla radio e sui giornali ad insultare , seppur con nonchalance, i maddalenini ed i loro legittimi rappresentanti elettivi : lei è stato nominato da un suo amico casualmente ministro, i consiglieri comunali ed il sindaco, buoni o cattivi,  invece sono stati eletti dai maddalenini e lei, esplicitamente, invece continua ad insultarli usando parole pesanti come "contaballe" o "schizofrenici" solo perchè chiedono, recependo le legittime e sacrosante istanze della nostra comunità, di cambiare una legge ingiusta che, le ricordo, il parlamento ha fatto e che comunque può cambiare. Aldilà dei suoi auspici o della sua saccenza...
La smetta di usare la sua carica fiduciaria ( del ministro ) per minacciare ritorsioni del tipo  "nulla può passare senza il via libera del parco" . Le  consiglio di riflettere sulle parole che il Sindaco ha pronunciato ieri, 9 agosto alla radio, "intanto mi faccia pervenire tutti gli atti da lei firmati poichè è mia intenzione di impugnarli davanti al T.A.R. e nelle altre sedi più opportune" . Come vede il Sindaco ed i maddaleni che sono, in questo caso, tutti con lui NON si fanno e NON si faranno intimidire dalle sue allusive minacce ! Lei ha imboccato una strada pericolosa e, ricordi, che talvolta anche gli amici rinunciano a difendere l'indifendibile con conseguente rischio di ... perdita di poltrona. Ricordi che è già successo....ehehehehe ;-) !
I maddalenini, quelli che s' incontrano in piazza ( non quei quattro gatti che l'hanno voluta e sostenuta che lei incontra in qualche convivio più o meno carbonaro o durante qualche aperitivo a Spargi ) che in massa hanno firmato il referendum e dato con la loro firma sostegno ed appoggio ai deliberati consiliari le chiedono, mi creda, una sola cosa : di tornarsene a Roma !
Lei trova sbagliato che il Sindaco sia anche Presidente del Parco ? Bhè per una volta sono d'accordo con lei ma sa che le dico ? Pur di vederla togliere il disturbo , nulla di personale, se tornasse come turista l'accoglierei a braccia aperte, io che sono sempre stato contrario a questa tesi, accetterei, per il bene di questo paese, il compromesso e tanti saluti a lei ed al suo amico Pecoraro !!!

LE DICHIARAZIONI DI BONANNO ALLA STAMPA SU REFERENDUM E DELIBERE CONSILIARI

Giovedi 9 agosto - La Nuova Sardegna - LUCA ROJCH

Il controllo dei beni dismessi dietro la guerra Comune-Parco

Due re per un solo trono. Il conflitto ad alta tensione e bassa intensità tra il sindaco, Angelo Comiti, e il presidente del parco, Giuseppe Bonanno, riesplode. Una battaglia in cui i diplomatici sono colombe di guerra, la pace si costruisce con mattoni di odio, il dialogo è un esercizio di incomunicabilità. Sulla carta il dissidio è sul ruolo del parco, con un dna manipolato in modo eccessivo dai laboratori genetici dei Palazzi romani, in cui non sono rimaste tracce di cromosomi made in Maddalena.
 Ma il vessillo ha due facce. Davanti le nobili intenzioni della battaglia per l’indipendenza, dietro la guerra sotterranea per il controllo dei beni dismessi. Chi avrà le chiavi delle strutture che i militari abbandonano controllerà il fiume di denaro in arrivo da Stato e Regione. La riconversione delle stellette militari in stelle di hotel è un affare che si conta in miliardi, di euro. Una portaerei carica di denaro e investimenti. Sapere chi sarà il pilota della nave diventa un dettaglio da non trascurare. A mettere il turbo al motore della rinascita è il G8, che ha creato una corsia preferenziale ai progetti di rilancio.
 Il Comune ha votato in tre mesi due mozioni fotocopia in cui si chiede l’eutanasia del Parco. Per rafforzare la posizione dell’amministrazione anche il via libera a un referendum popolare. Sono state raccolte oltre 2 mila firme in città per chiedere la consultazione. Ma i vertici dell’ente contestano anche il quesito presentato al popolo.
 «Il testo mostrato ai cittadini chiede che le nomine del parco non siano lottizzate - dice Bonanno -. Non contestano il parco e fanno una domanda a cui io per primo rispondo in modo affermativo. Io non alzo muri. Per litigare come per fare l’amore bisogna essere in due, io resto aperto al dialogo». Ma il dardo di Cupido non sembra aver colpito il vicepresidente del comitato per il referendum, Marco Poggi, dei comunisti italiani. «Ai cittadini abbiamo fatto leggere il testo votato da tutto il consiglio comunale - dice Poggi -, che chiede l’abrogazione della legge che ha istituito il parco. Troppi fallimenti. È importante fare sentire il peso della comunità all’interno dell’ente ambientale, noi non vogliamo più scelte imposte da Roma. Il nodo delle dismissioni resta centrale, ma è solo un aspetto. Dobbiamo difendere anche l’autonomia del nostro territorio». La doppia verità viaggia su binari paralleli. Ma diventa quasi impossibile muoversi in una palude fatta di leggi, mozioni, commissioni paritetiche, veti incrociati. «Le proposte avanzate in questi mesi rischiano di rimanere paralizzate dai mille cavilli della politica locale - afferma Bonanno -. La proposta di modifica della legge che ha istituito il parco è una panzana, qualcosa di non attuabile. Resto fermo ai fatti concreti, come il workshop internazionale che si terrà a settembre. Nell’isola arriveranno oltre cento delegati da tutto il mondo. Continuo a non capire l’atteggiamento ambiguo del Comune. Da una parte firma protocolli di intesa con noi, dall’altra vota mozioni per abrogare il parco. Non mi interessano le piccole liti del Palazzo, devo lavorare. Ieri ho incontrato l’assessore regionale Cicito Morittu per definire gli ultimi dettagli dello stanziamento da oltre un milione di euro. Soldi che serviranno per ripulire i fondali e creare un campo boe. Verrà istituito anche un corpo di ranger. Il loro compito sarà di controllare tutto il territorio, per terra e per mare. La Regione mi ha confermato che entro la fine del mese nominerà il suo membro all’interno del consiglio di amministrazione del parco. Solo il Comune resterà senza un suo rappresentante del cda. Una scelta che conferma la scarsa volontà di partecipare».
 Bonanno scaglia anche un gancio teso al cuore dell’amministrazione. «L’idea di nominare il sindaco come presidente del parco è sbagliata - continua -. In questo modo si crea una concentrazione di potere pericolosissima. Le due cariche si sommerebbero nelle mani di una sola persona. La dismissione dei beni demaniali richiede una separazione dei poteri. Capisco le pressioni che arrivano dal Comune, ma le proprietà dello Stato verranno cedute al parco come prevede la legge. Si gira intorno a questioni di principio, ma il dissidio resta sulle dismissioni. La porta del mio ufficio è sempre aperta e credo che di noi non si possa fare a meno. Siamo pronti ad accogliere all’interno del piano del parco il Piano Urbanistico Comunale della città. L’amministrazione fa finta di poter fare a meno dell’ente ambientale. Ma alle intese con la Regione per approvare i progetti bloccati dal piano paesaggistico nulla può passare senza il via libera del parco».
 Bonanno sembra snobbare mozioni e referendum degli antiparco di Palazzo, forte del parere del ministro dell’Ambiente, Pecoraro Scanio, contrario a qualsiasi modifica della legge che regola gli equilibri di nomina nel parco.
 Fa scoppiare anche il caso sulla visita di Soru e dei delegati del ministero per il G8. Il presidente non è stato invitato e non fa nulla per nascondere l’incidente diplomatico. «Si sono dimenticati di noi - afferma -. Non si sono ricordati che per qualsiasi operazione sui beni demaniali è necessario sentire anche il parco». Bonanno lancia poi una proposta per il summit dei capi di Stato. «Facciamo un G8 dei parchi che possa servire a proporre idee ai potenti del pianeta».