IL COMUNE CHIUDE COL PARCO  (CLICCA QUI) : BONANNO, PRESIDENTE DEL PARCO << ISTERIA ISTITUZIONALE DEL CONSIGLIO COMUNALE...DELIBERA DI VALENZA POLITICA UGUALE A ZERO>> ( dichiarazioni al Giornale "Unione Sarda" del 22 giugno 2007 )

25 giugno 2007 : Dopo la bellicosa delibera del Consiglio Comunale del 20 giugno il Presidente del parco, Bonanno, ha etichettato i votanti come << schizofrenici ed isterici istituzionali>> e la delibera come atto << a valore zero >> . Dobbiamo amaramente ammettere che il presidente, alla luce dei fatti, aveva ragione aggiudicandosi così il primo round post delibera antiparco

Il prode Assessore Olivieri infatti, lo stesso che in un corridoio del comune, pochi minuti dopo il voto, mi aveva detto che, alla luce del deliberato del consiglio comunale,  non avrebbe più firmato una programmata intesa col parco invece .... ha cambiato idea ( Prezzolini docet ) e l'ha invece firmata, con somma gioia e soddisfazione di Bonanno che ha avuto una prima conferma delle proprie tesi a proposito di schizofrenici e di decisioni a valore zero !

Dopo la firma dell'Assessore Olivieri abbiamo motivo di credere che altre e di altri assessori seguiranno se è vero come è vero che... il buongiorno si vede dal mattino !

Caro Assessore Olivieri Lei è uno splendido esempio da additare ai nostri giovani di coerenza istituzionale e, mi consenta, personale ! Una figuraccia che si poteva evitare a meno che non l'abbiano costretta. In tal caso la invitiamo a fare  nomi e cognomi di chi lo ha fatto oppure, se la sua fosse una decisione personale, la invitiamo ad illustrare ai maddalenini i motivi del suo repentino, sin troppo, cambio di opinione.

 Attendiamo quindi una sua risposta che, naturalmente, pubblicheremo in questa pagina...se si degnerà, anche se ne dubitiamo, d'inviarcela  - F.V. -


  Subito dopo la firma di Olivieri che rompe il fronte compatto del consiglio comunale arrivano le prime speculazioni politiche ( per la guerra interna tra i D.S. locali ) ed i primi sfottò....ecco il commento dell'ex consigliere Stefano Filigheddu, sostenitore di Bonanno assieme a Rifondazione Comunista e Margherita ( vertice di  Porto Massimo ) nonchè capocorrente della minoranza interna D.S. ( non rappresentata in consiglio comunale ). 

Stefano Filigheddu,  mette in evidenza la «schizofrenia politica che esiste la Maddalena, quella della classe dirigente che oggi scomunica ufficialmente il parco e il giorno dopo sottoscrive un documento di intesa con l’assessore Olivieri per inserire l’ufficio informazione all’interno del comune e uno del comune nel parco. Si vuole spostare sul parco l’attenzione sulla crisi dell’amministrazione. Si sta alzando un polverone per nascondere un gruppo dirigente che non sa più dove andare».

Ringraziamo il Presidente Bonanno per queste sue continue esternazioni contro gli unici e legittimi rappresentanti dei maddalenini ( ...non come lui che è stato imposto dal suo amico Pecoraro Scanio alla faccia della democrazia partecipativa !)  e ribadiamo che dove non riuscirono due richieste di referendum sottoscritte da migliaia di cittadini e 12 anni di lotte in consiglio comunale ed in piazza riuscì il neopresidente Bonanno ( ... in pochi giorni ) con le sue stravaganti idee : mettere d'accordo tutti i cittadini ed i suoi rappresentanti istituzionali a tutti i livelli per un NO secco ed un "grazie basta così" ! 

Invitiamo il giovane e baldanzoso Presidente Bonanno a continuare su questa strada ( questa si di scarso se non nullo rispetto istituzionale !) perchè così ci darà la "carica" e la voglia di continuare a combattere l'ente inutile che presiede e dal quale trae (LUI) il sostentamento economico mentre i maddalenini (TUTTI) pagano il dazio !

ED ORA CORAGGIO ANGIOLETTO. DACCI IL REFERENDUM SUBITO ! I MADDALENINI VERI SARANNO TUTTI CON TE !!!

IL SINDACO COMITI SI DIMETTE PER "PROTESTA" DALLA CARICA DI PRESIDENTE ( DELL'ANACRONISTICA ED INUTILE ) COMUNITA' DEL PARCO PERCHE' LA PECORARO  & SORU"HA DECISO, IGNORANDOLO COMPLETAMENTE, CHE L'ATTUALE COMMISSARIO "VERDE", GIUSEPPE BONANNO, IN ESTATE SARA' NOMINATO PRESIDENTE. "PARCO" CHE SIN'ORA HA PRODOTTO SOLO DANNI ALLA COMUNITA' ISOLANA !

NELL'ATTESA DELLE DIMISSIONI "VERE" ANCHE DAL COMITATO DI GESTIONE ( NEL QUALE IL SINDACO CONTA UN VOTO OVVERO ... NULLA !) LO INVITIAMO A CONCEDERE IL REFERENDUM RICHIESTO PER BEN DUE VOLTE DA OLTRE 2000 MADDALENINI E DA LUI, COME DAI SUOI PREDECESSORI, NEGATO !

P.S. : SIAMO PRONTI A SCOMMETTERE CHE SE SI CELEBRASSE IL REFERENDUM ALMENO IL 90% DEI MADDALENINI VORREBBE LA CHIUSURA IMMEDIATA DEL PARCO ED IL LICENZIAMENTO IN TRONCO DEI SUOI AMMINISTRATORI.

Comiti , Sindaco di La Maddalena è proprio arrabbiato con Bonanno, commissario del Parco

Bonanno, sale la tensione in aula Comiti ribadisce il no alla nomina

Non sono bastate più di tre ore di discussione per elaborare un’idea condivisa da portare avanti per affrontare e superare la polemica con l’ente parco. La nomina alla presidenza dell’attuale commissario Giuseppe Bonanno, ha monopolizzato i lavori del consiglio comunale. Il sindaco Angelo Comiti ha ribadito il suo no alla scelta calata dall’alto. Il presidente del consiglio Antonello Ornano è andato oltre, mettendo in discussione i titoli dello stesso Bonanno.
 Ornano ha presentato un ordine del giorno che sarà illustrato questa mattina, alla ripresa dei lavori. Nel documento si pone l’accento sulla difficile situazione attraversata dalla Maddalena, con il cambiamento epocale legato al disimpegno da parte della marina italiana e all’addio degli americani. Nella svolta, pensata in chiave turistica e di valorizzazione dell’ambiente, Ornano dice che il parco, e quindi il suo presidente, sono chiamati a svolgere un compito notevole. E dopo avere elencato i titoli di Bonanno (laurea in agraria e dottorato di ricerca), il presidente del consiglio scrive nell’ordine del giorno che «i requisiti e i titoli per svolgere un ruolo così impegnativo devono essere di maggiore peso, la buona volontà e la buona disposizione personale sono elementi apprezzabili ma insufficienti».
 Un attacco frontale all’attuale commissario, parole forti dalle quali prende le distanze lo stesso Comiti: pare che il sindaco non voterà a favore dell’ordine del giorno nel quale si chiede al Parlamento di valutare attentamente la candidatura del presidente del Parco. ««Non ho accettato che il commissario venisse nominato con il solito sistema, figuriamoci se può andarmi bene che lo stesso accada per la nomina del presidente». Comiti ha ricordato di avere appreso la notizia a Roma, «quando ormai i giochi erano fatti», dal direttore generale del ministero dell’Ambiente Aldo Cosentino. «Bisogna inviare un messaggio chiaro al ministero e a Soru, per spiegare che noi non ci stiamo. Ma non c’è niente di personale contro Bonanno, persona seria: io critico il metodo».
 E se Franceschino Bardanzellu (An) non ha usato mezzi termini, definendo il parco «una vera iattura» e riproponendo l’idea del referendum popolare per decidere sul futuro dell’ente, Salvatore Sanna (Ds) ha suggerito di lavorare su una nuova idea di parco, istituendo una commissione speciale. Un discorso legato alla questione delle dismissioni militari: «I beni devono passare al Comune», ha ribadito Sanna. Aperto al dialogo anche l’assessore Franco Curedda, «il sindaco e i capigruppo dovrebbero parlare con Bonanno e cercare un accordo». Secondo Roberto Zanchetta (Pdci), bisognerebbe «invitare l’ente a muoversi in maniera più decisa in direzione dello sviluppo turistico».
 Questa mattina si torna in aula. Al primo punto l’ordine del giorno di Ornano, che probabilmente sarà respinto da entrambi gli schieramenti, perchè giudicato troppo forte. Scontate nuove discussioni e polemiche infuocate.               
Andrea Nieddu - "La Nuova Sardegna" VENERDÌ, 04 MAGGIO 2007

Nel frattempo interviene anche il futuro presidente e risponde al Sindaco Comiti per le rime....

PARCO: Il sindaco Comiti si dimette contro la conferma di Bonanno

Lascia in segno di protesta contro le scelte calate dall’alto. Il sindaco Angelo Comiti abbandona la poltrona da presidente della comunità del Parco e spiega le ragioni delle sue dimissioni in una lettera inviata al presidente della Regione Renato Soru e della Provincia Pietrina Murrighile.
 È la risposta immediata a quanto appreso da Comiti a Roma, martedì, a margine del tavolo interistituzionale convocato per affrontare la vertenza maddalenina. «Il direttore generale del ministero dell’Ambiente, Aldo Cosentino - scrive il sindaco - mi ha comunicato l’avvenuta sottoscrizione dell’intesa tra la Regione e il ministro Alfonso Pecoraro Scanio, sulla nomina del presidente del parco Nazionale nella persona dell’attuale commissario straordinario, Giuseppe Bonanno». Comiti chiarisce di non avere riserve sulle capacità professionali dimostrate sinora dal commissario, ma manifesta totale dissenso sul metodo adottato «per arrivare a una scelta così importante». Il sindaco ricorda che in occasione dell’ultima riunione della comunità del Parco, alla presenza dell’assessore regionale all’Ambiente Cicito Morittu, di Pietrina Murrighile e dello stesso Bonanno, aveva già avuto modo di evidenziare «le criticità relative al funzionamento dell’ente, sottolineando il mancato coinvolgimento della collettività nel processo di formazione degli organismi di governo democratico del Parco, a iniziare dalla nomina del presidente». Parole che, considerato quanto accaduto, secondo Comiti sono cadute nel vuoto. «Il parco non può essere avulso dalla comunità che lo abita e che lo anima. Qualsiasi ipotesi di sviluppo socio-economico - conclude il sindaco - in un momento difficile ma di grandi prospettive, non può non essere sottoposto a un processo di condivisione, nei metodi e nelle prospettive»

Andrea Nieddu "La Nuova Sardegna" 19 APRILE 2007

REFERENDUM SUBITO !!!

Il Sindaco invece di far finta di dare le dimissioni dalla Comunità del Parco, organismo assolutamente inutile all'interno dell'Ente di Gestione, dovrebbe invece far esprimere i maddalenini , i quali avevano sottoscritto ben due richieste di referendum, negato anche da tutti i suoi predecessori. Non abbiamo alcun dubbio che pur di conservare le potrone lo negherà anche lui : alla faccia della democrazia ! Naturalmente se rinsavisse noi ne gioiremo e gliene daremo atto !

Bardanzellu, Capogruppo di Forza La Maddalena «Ente da abolire, subito il referendum consultivo»

Il capo gruppo della lista «Forza La Maddalena» Franceschino Bardanzellu  ha inviato una lettera al consigliere Antonella Gaio, presidente della commissione speciale del Parco per chiedere di concordare con i commissari una riunione per riproporre l’indizione del referendum consultivo. «Abbiamo il dovere morale e l’obbligo democratico - scrive Bardanzellu - di chiedere ai nostri elettori se vogliono o non vogliono il parco nazionale. Nell’ultima commissione utile avevamo esposto i quesiti referendari. Ora mi auguro che l’argomento possa approdare in consiglio». Secondo Bardanzellu il parco «è un carrozzone da eliminare». E non risparmia critiche al commissario Giuseppe Bonanno «che polemizza con i suoi detrattori e si avventura in analisi sulle passate gestioni azzardate e di pessimo gusto». Bardanzellu sottolinea che il parco è un ente pubblico «la cui gestione prevede un presidente che non necessariamente deve essere un esperto in scienze naturali, ma piuttosto un esperto amministratore».

Andrea Nieddu "La Nuova Sardegna" MARTEDÌ, 17 APRILE 2007

Bonanno presenta i progetti per il Parco

«Io, presidente per meriti»

                             Sventola il curriculum sotto il naso di chi lo accusa di essere un privilegiato. Non si sente il pupillo di nessuno, Giuseppe Bonanno. L’attuale commissario, futuro presidente del Parco nazionale dell’arcipelago della Maddalena, dice di essersela guadagnata, quella poltrona che per anni ha osservato da lontano. Con il sogno di occuparla, prima o poi.
 Maddalenino, 32 anni da compiere a luglio, studi universitari a Firenze. Bonanno è laureato in Scienze forestali e ambientali, nell’elenco dei titoli figurano anche un dottorato di ricerca in Economia e pianificazione ambientale e l’attività svolta come consulente della commissione agricoltura, in Toscana. Due sue proposte sono diventate legge: una riguarda la gestione delle aree verdi, «pensate in misura tale da compensare l’emissione di anidride carbonica nell’atmosfera prodotta dai nuovi insediamenti». A vent’anni ha conosciuto l’attuale ministro all’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. «In qualità di componente di un’associazione ambientalista - spiega - gli presentai un’interrogazione sull’opportunità della presenza di sommergibili a propulsione nucleare nelle acque di un parco nazionale. Naturalmente mi riferivo all’arcipelago della Maddalena, casa mia». A metà dicembre del 2006 il ministro «non d’imperio come dice qualcuno, ma su spinta dei piccoli partiti che mi hanno indicato», lo ha nominato commissario di quel parco, che vede allontanarsi la macchia nera delle servitù militari. Entro l’estate diventerà presidente: il governatore Renato Soru ha già dato il via libera, manca solo il passaggio alla Camera.
 LA POLEMICA. Al sindaco Angelo Comiti la procedura non è piaciuta. Precisa di non avere dubbi sulle capacità professionali di Bonanno, ma dice che la decisione è calata dall’alto, che la Regione doveva prima discutere con il Comune per operare insieme una scelta così importante. In segno di protesta, Comiti qualche giorno fa ha presentato le dimissioni dalla comunità del parco: sedeva nella poltrona del presidente, ruolo che gli aveva assegnato lo stesso Soru qualche mese fa. «Segnale inequivocabile - dice il commissario del Parco - della volontà di lavorare tutti insieme per il rilancio dell’ente». Nessuna polemica con Comiti, però: «Capisco il suo malumore - spiega Bonanno -. L’arcipelago attraversa una fase delicatissima, è normale che il sindaco pretenda di avere voce in capitolo. Ma non approvo la sua scelta, perché rischia di compromettere quanto di buono abbiamo fatto insieme sinora». Per questo Bonanno ha scritto una lettera a Soru, in cui gli chiede di respingere le dimissioni di Comiti e di convocare al più presto tutti attorno a un tavolo: «Voglio lavorare a braccetto con il Comune, non senza».
 I PROGETTI. Al presidente della Regione, Giuseppe Bonanno ha spedito anche un plico voluminoso in cui racconta la sua idea di parco. Citando un modello tutto da invidiare, al quale sogna di agganciarsi attraverso un gemellaggio. «Il parco nazionale delle Cinque terre in Liguria - dice - è la dimostrazione di come le cose funzionino al meglio quando c’è accordo tra le istituzioni che operano nel territorio. La sede del Parco e del Comune coincidono, insieme stabiliscono le strategie e agiscono come vasi comunicanti. Dove non arriva uno interviene l’altro». Bonanno fa un esempio: «Il Parco si era reso conto che bar e ristoranti facevano i furbi con i turisti: prezzi salatissimi, scarsa qualità del cibo, coperto alle stelle. Ne ha parlato con il Comune ed è nato il patto di trasparenza: l’amministrazione vincola l’occupazione del suolo pubblico da parte degli esercenti all’offerta di menù basati sulle produzioni tipiche locali. E il costo del coperto è stato cancellato». Ecco allora l’idea: «Sono già in corso contatti con la Provincia per trasformare il Parco in una vetrina, attraverso una convenzione con i produttori che guadagnerebbero molto in termini di visibilità». Ma c’è spazio anche per immaginare un’officina dei sapori: «Mirto, essenze, oli essenziali, creme - aggiunge Bonanno -, l’immenso patrimonio di macchia mediterranea è un serbatoio prezioso da cui attingere a piene mani. Le radici agricole devono essere riscoperte, e va ripensato il rapporto con il mare. Temi fondamentali sinora trascurati».
 LA PASSATA GESTIONE. È un tipo diplomatico, Bonanno. Però non riesce a far finta di niente di fronte alle macerie sulle quali cammina da qualche mese. «La gestione scorsa è stata disastrosa - spiega -. Il Parco è stato trasformato in un feudo. Chiuso, distante dalla comunità. I maddalenini sono stati tagliati fuori, ecco perchè ancora vedono l’ente come un oggetto misterioso. Bisogna ricucire i rapporti, con la gente e con le istituzioni. Il mio predecessore, Gianfranco Cualbu, aveva presentato ricorso contro il piano paesaggistico regionale. È stato ritirato: le idee di Soru in materia di ambiente viaggiano in perfetta sintonia con la idea di parco».
 I POSTI DI LAVORO. Sono dodici le persone che lavorano per l’ente. Nessuno di loro è assunto: negli ultimi anni si è andati avanti con cococo e contratti a tempo determinato. La stabilizzazione dei precari è una priorità nell’agenda del futuro presidente, poi arriveranno le nuove selezioni. «Quando per la prima volta ho parlato di concorsi, il centrodestra maddalenino mi ha attaccato dicendo che da commissario non potevo occuparmi della pianta organica. In realtà si è perso tempo: l’ex commissario Camarda i concorsi li aveva banditi, il presidente Cualbu li ha cassati. Io vado avanti: ho incontrato i sindacati, si fa strada la possibilità di chiedere un ampliamento dell’organico. A mio parere qui servirebbero 24 persone».
 I COMPENSI. È una poltrona ambita, quella del presidente del Parco. Molti politici si siederebbero al comando con piacere. «È sicuramente un ruolo di prestigio, che garantisce visibilità. Ma nessuno si immagini indennità da favola o alloggi gratis. Non esistono». Sono 1800 gli euro che Giuseppe Bonanno percepisce a fine mese: il compenso rimarrà lo stesso anche quando sarà nominato presidente. «Una cifra alta per chi svolge un’altra professione e al Parco, come già accaduto, si fa vedere solo di sfuggita. Per me non sarà un extra piovuto dal cielo, ma il giusto guadagno per un lavoro che mi impegnerà almeno 10 ore al giorno». DOMENICA, 22 APRILE 2007

 

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