Antefatto : Il Presidente del Parco Bonanno pubblica un dossier (vedi) dove contesta la delibera consiliare dove si rimette in discussione l'intero impianto e l'idea di parco nell'arcipelago e apre ad un referendum consultivo....

Dal Consigliere Salvatore Sanna del gruppo D.S.  riceviamo e volentieri pubblichiamo

Più in basso nella pagina l'intervento del Consigliere Bardanzellu

GRUPPO “LA  MADDALENA  INSIEME”

CONTRO  DOSSIER

Il presente CONTRO  DOSSIER è stato redatto dal Consigliere comunale SALVATORE  SANNA  per fornire elementi più precisi, ed anche più completi e veritieri di quelli forniti dal Presidente del Parco Dr. GIUSEPPE  BONANNO, nel suo DOSSIER. Il Consigliere SANNA interviene esclusivamente in reazione alla citazione ed alla risposta a lui dedicata, e per ricordare a tutti, ed allo stesso BONANNO, le sue frasi celebri in dichiarazioni stampa a lui attribuite ed in documenti da lui formulati. Il Consigliere SANNA assicura che divulgherà il proprio documento solo presso i molti che gli hanno chiesto spiegazioni, e a pochi altri a cui vuole fare conoscere la sua reazione. Il documento è, infatti stato pensato, in particolare, per il Presidente BONANNO.

 

Le due citazioni riportate nel DOSSIER che riguardano il Consigliere Sanna sono adeguate al suo pensiero. Non altrettanto adeguato è il pensiero del Presidente Bonanno nella risposta. La citazione dell’articolo sulla eventuale cessione al Parco dei beni demaniali statali dimessi, non c’entra niente con l’argomento delle citazioni. Queste, infatti, si riferiscono all’art. 1, comma 6, del DPR 11 maggio 1996, istitutivo dell’Ente Parco, in cui si dispone che le misure di salvaguardia previste “si applicano, fatte salve le utilizzazioni del territorio medesimo per esigenze di carattere militare, anche connesse con accordi internazionali”. Ed anche all’art. 1 dell’Allegato che recita: “Fatte salve le modalità operative concernenti le utilizzazioni del territorio per esigenze di carattere militare, di competenza dell'amministrazione difesa, l'area del Parco nazionale dell'arcipelago….” Con queste norme il nucleare militare statunitense venne reso compatibile col Parco, ed i reparti degli incursori della Marina italiana svolgevano addestramento a fuoco nelle aree TA ed MA di Caprera. Il futuro dell’arcipelago non ha pi ù bisogno di questo Ente Parco, funzionale agli eccessi militari nell’arcipelago.

Il Presidente Bonanno, invece di rispondere nel merito delle dichiarazioni di Sanna, parla d’altro. Questi, però, per non fuggire dall’argomento dei beni demaniali statali dimessi e da dimettere introdotto surrettiziamente da Bonanno, considera quanto segue. Bonanno sembra voler ripercorrere il terreno del peggior Cualbu, con una differenza a suo merito. La citazione dell’articolo è completa ed anche illuminante “I fabbricati, le attrezzature e gli impianti…., ivi compresi quelli dimessi dal Ministero della Difesa e non direttamente utilizzati dal Comune e da altre amministrazioni pubbliche….” Il Parco è, quindi, individuato dalla legge come 3°, 4° o 5° scelta. Ed inoltre, Bonanno, con la scusa di non essere un giurista, fa finta di non sapere che esiste l’art. 14 della Legge Costituzionale dello Statuto Speciale della Sardegna, che supera qualsiasi altra legge in materia. Bonanno se ne faccia una ragione, ritiri il ricorso di Cualbu sulla materia, e quando si parla di pane risponda di pane e non di cipolle. Se ha argomenti li esponga, invece di blablare su bilanciamenti che non sono alla sua portata, e che non c’entrano niente con la citazione a cui voleva rispondere.

A proposito, comunque, di quello che Bonanno fantasticamente ritiene di essere il reale tema del contendere, e cioè i beni demaniali dimessi, e del riferimento ad interessi privati che ha voluto fare nella risposta impropria alla citazione di Sanna, il Consigliere sfida lo sventurato Presidente a formulare dati più espliciti o a chiarire la sua ambiguità. Ritiene Bonanno che Sanna nel suo trentennale lavoro sui beni militari da dismettere abbia, o abbia avuto, interessi privati suoi o di suoi amici da tutelare o da sviluppare? Oppure Bonanno è incappato in un incidente, comprensibile nella sua foga di sparare a zero su tutti, per dimostrare che non ha le qualità umane e caratteriali per fare il Presidente?

Il Consigliere Sanna prende atto del tentativo di chiarimento sul Presidente senza l’organismo collegiale. Non si ritiene comunque soddisfatto, giacché un Presidente senza collegio è un falso Presidente ed un vero Commissario. Se la persona è la stessa perché anticipare? Misteri delle clientele!!

Per concludere su questo punto, il Consigliere Sanna ricorda al Presidente Bonanno che costituzionalmente l’interesse pubblico di tutti i maddalenini è competenza esclusiva degli organismi politico-istituzionali eletti democraticamente dal popolo e non da “nominati” dai Ministri, con o senza intesa. Su invidie e schizofrenie istituzionali si dirà in seguito più diffusamente.

 

Citazioni dal “Comunicato Stampa del 21.06.2007del Presidente dell’Ente Parco”, e risposte:

 “La presa di posizione del Consiglio… si tratta di una grave ingerenza nella vita di un’altra pubblica amministrazione”

Il Consiglio Comunale ha la piena e sovrana facoltà di dire che il deposito munizioni di S. Stefano, con i suoi vincoli a terra ed a mare, risulta incompatibile con il proprio futuro cantieristico e turistico, figuriamoci se non può dire che disconosce l’Intesa del 1994 e che vuole un nuovo assetto normativo per la tutela dell’arcipelago.

“L’aspetto più grave connesso al voto del Consiglio comunale consiste nel fatto che ciò che si chiede è <<un parco del tutto nuovo che potrebbe anche essere…..”

Bonanno aveva ricevuto da Sanna, ore prima della stesura del Comunicato, il testo ufficiale ed integrale dell’Ordine del Giorno unanimemente votato dal Consiglio. Sconcerta – a voler essere buoni – che il Presidente abbia voluto esprimere il suo giudizio sul “grave aspetto” su un riferimento giornalistico non del tutto attendibile, invece che sul documento ufficiale.

“Il Consiglio comunale esprime la massima sfiducia non nei confronti di una istituzione…….bensì nei confronti del suo vertice politico che, è opportuno sottolinearlo, è maddalenino”.

La delibera unanime del Consiglio non si riferisce mai alla direzione del Parco ed al suo Presidente. Il lettore, che leggerà il testo della delibera allegato al CONTRO DOSSIER, avrà modo di scandalizzarsi con il Consigliere Sanna del maldestro tentativo di Bonanno di personalizzare una circostanza che non lo individuava come attore, e del suo vittimismo infantile.

 

Citazione: [DOSSIER Bonanno, pag 2, risposta a Sanna”]

Il Presidente si dichiara stupefatto del fatto che un così alto esponente del centro-sinistra si renda organico ad un disegno politico che neanche il centro-destra al governo centrale avrebbe meditato seriamente di realizzare”.

Il Governo di destra di Berlusconi, con falsi volumetrici e trucchi linguistici, aveva voluto il potenziamento della Base nucleare statunitense. Figuriamoci se poteva volere l’eliminazione del Parco, nato per dichiarare compatibile il nucleare col Parco stesso. Quando Cualbu affermava, anche alla Commissione Ambiente del Senato, che i sottomarini non davano fastidio al Parco svolgeva correttamente la funzione di Presidente di questo Parco. Non altrettanto Bonanno quando, nonostante le 1.800 Euro per dire le stesse cose di legge, dice il contrario. Sanna, apprezzando questa posizione, dichiara di essere organico a Bonanno, e trova Bonanno organico a Sanna. Ma Bonanno da Presidente deve “conservare” il Parco così com’è. Sanna da modesto esponente del centro-sinistra dice che ci vuole un altro strumento per il governo dell’ambiente dell’Arcipelago.

 

Citazione: [DOSSIER Bonanno, pag. 3, fine risposta a Sanna]

“..Come dichiarato dal Sindaco personalmente al Presidente, non intenderà nominare nessuno, se così fosse, la comunità maddalenina potrebbe non avere altri rappresentanti all’interno del Consiglio Direttivo, al di fuori del Presidente stesso”.

Se fosse vero che la Comunità del Parco non farà la sua parte, o se la facesse e non indicasse alcun maddalenino, certo è che La Maddalena rimarrebbe comunque senza alcun proprio rappresentante. Il Presidente, nominato dal Ministro d’intesa con la Regione, non può ritenersi rappresentante della comunità maddalenina anche se maddalenino. La rappresentanza spetta esclusivamente agli eletti dal popolo.

 

Citazione: [La Nuova Sardegna 22 giugno 2007 e L’Unione Sarda stessa data]

“Mi pare un caso di schizofrenia istituzionale……Che cos’è questa se non isteria istituzionale, probabile preludio di divisioni che evidenziano strategie perdenti anche in vista del G8?” ( La Nuova). ”Perplesso sulla mozione il presidente Bonanno che bolla il documento come frutto di isteria istituzionale”, “Mi chiedo dunque – conclude Bonanno – che senso abbia questa mozione. Come valenza politica è uguale a zero” (L’Unione).

Per molto di meno l’Avv.to Culabu, predecessore di Bonanno, si beccò una censura formale del Consiglio comunale. L’attuale Presidente sconta la sua inesperienza amministrativa e politica, elementi non secondari dell’identikit del buon dirigente. In particolare, la schizofrenia denunciata non sussiste, giacché il documento del Consiglio è strategico, e non attiene alle relazioni, istituzionali e non, tra Comune e Parco. La schizofrenia è solo nella testa di Bonanno, che ha deciso che si è trattato di un documento contro l’attuale Presidente del Parco. A giudizio del Consigliere Sanna non c’è contraddizione se nel frattempo si opera in sinergia. L’isteria è, invece, una pallina da ping pong, che può essere lanciata anche nei confronti chi fa il primo colpo. Nel caso si può richiamare la nota circostanza in cui il bue da del cornuto all’asino.

Per ciò che attiene il senso della mozione, con una lettura serena di essa Bonanno lo avrebbe facilmente rilevato. Intollerabile risulta, invece, il pubblico disprezzo di un legittimo deliberato del Consiglio Comunale, considerato dal Presidente del Parco di valenza politica uguale a zero. Lo stesso faceva l’Avv. Cualbu, ed altrettanto facevano i comandanti USA commentando gli Ordini del Giorno del Consiglio comunale considerati contrari agli interessi della Navy. Ma almeno loro giudicavano il documento giusto. Bonanno attribuisce il voto zero ad un testo mai ancora deliberato.

 

In conclusione, il Presidente Bonanno ha indebitamente forzato la lettura degli eventi, sino al parossismo. Scarso conoscitore del terreno politico locale, e delle sue dinamiche balorde, s’è fatto da solo prigioniero di una sindrome di accerchiamento, cui non è estranea la subcultura dei circoli dei disoccupati di incarichi che dicono di aver ottenuto per lui la nomina di Commissario e di Presidente. La coincidenza tra la decisione del Consiglio e la delusione dei Presidenti mancati è sicuramente casuale. I personaggi coinvolti non hanno alcun potere di orientare le decisioni del Consiglio comunale. Riconoscere loro un tale potere è un clamoroso errore di valutazione. Risulta anche al Consigliere Sanna che il più sofferente dei delusi cerca di tramare contro la Presidenza Bonanno, ma il Consiglio non è ostaggio di nessun frustrato. Il Presidente Bonanno non può esaurirsi in battaglie contro i mulini a vento e tanto meno contro le istituzioni, ne’ contro i delusi. Dovrebbe avere altro da fare bene. Auguri.

                                         

                                    Salvatore Sanna

 

La Maddalena 28 giugno 2007     

 

L'INTERVENTO DEL CONSIGLIERE BARDANZELLU

PARCO, BARDANZELLU CONTRO TUTTI : ATTACCA BONANNO, PECORARO SCANIO E GARIBALDI JR

Le dichiarazioni e il volantinaggio da parte del presidente del Parco Giuseppe Bonanno, hanno indotto Franceschmo BardanzelLu, capogruppo di Forza La Maddalena a dire la sua: «Bonanno continua a dire bugie perché è male iNformato dai riFondaroli, altrimenti non avrebbe scritto quel dossier e le dichiarazioni sul mio conto. Perché, se avessi usato lo stesso metodo di critica nei suoi confronti i critica nei suoi confronti, come abbiamo fatto con Cualbu, lui non avrebbe resistito neppure una settimana>>. Comunque Bardanzellu è convinto che Bonanno se ne andrà subito a casa, non perché va via lui, «ma perché chiuderemo 11 Parco».
Riferendosi alle nomine, avvenute qualche giorno fa, per il comitato di gestione del parco Bardanzellu è un fiume in piena di giudizi negativi che partono dagli uomini di Rifondazione comunista, e in particolar modo per le scelte fatte da Pecoraro ~Scanio su Agostino Bifulco. «E un tumore della politica — afferma Bardanzellu — perché si presta a queste situazioni solo perché non sono riusciti ad avere neanche un eletto in consiglio comunale». Il fatto più grave, sempre a giudizio di Bardanzellu, è stata la nomina del pronipote dell’Eroe di due mondi, Giuseppe Garibaldi junior: «Lo stiamo dicendo da diversi anni che Garibaldi è un’altra cambiale che dobbiamo pagare a livello nazionale. Intanto spero che il consiglio comunale, che noi abbiamo chiesto di convocare a breve, dica finalmente che nei musei nazionali non ci devono essere privati cittadini che abitano all’interno del museo stesso, come Giuseppe Garibaldi. Se poi continua ad avere la pretesa di fare Garibaldi agricoltore e di cacciare da certe zone quelli che fanno e lavorano in un certo periodo, ha sbagliato zona. Avere questi personaggi all’interno della comitato di gestione è davvero deleterio. Ora voglio sapere cosa fa il sindaco, che si era alterato per non essere stato consultato per l’elezione del presidente, adesso che hanno inserito Garibaldi e Bifulco senza consultare nessuno. E a Pecoraro Scanio diciamo che avrà vita breve, come il suo governo Prodi. Si sbrighi, pertanto, a farsi un’altra vacanza a Santa Maria fino a che c’è Bonanno, perché poi non potrà più farlo». -
La Nuova Sardegna 11 luglio 2007 by Andrea Nieddu - 

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