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SIAMO TORNATI AL MINCULPOP DI FASCISTA MEMORIA ! IL PARCO IMPEDISCE CON UNA CENSURA DI ANTICA MEMORIA LA PUBBLICAZIONE SUL FOGLIO PROPAGANDISTICO - ISTITUZIONALE PARCOINFORMA LE OPINIONI DI 2200 MADDALENINI ! |
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Cari Concittadini, Ma andiamo con ordine : oltre un mese e mezzo fa inviai al
Direttore del foglio quindicinale che gira in città edito dal parco e
noto come Parcoinforma, foglio propagandistico – istituzionale
(?) con direttore responsabile G.C. Tusceri, noto giornalista cittadino
e direttore editoriale il presidente del parco, G. Bonanno, un articolo
nel quale spiegavo le (nostre) ragioni in merito ai perché del
referendum. Ho appreso, oltre che via email
dal Direttore Tusceri ed ho avuto conferma anche dalla viva voce di
Bonanno, via Radio Arcipelago, che tale articolo non sarà pubblicato
perché contiene “…valutazioni personalissime e con insulti e
improperi a ogni piè sospinto” ! Insulti ? Improperi ? Ma a
bordu a dovi ? Se non lo avesse pubblicato “Il
Vento” e “L’Altravoce” ( che invece lo hanno fatto )
o “Lo Scoglio” ( che lo farà ) non avrebbe destato scandalo
né mi sarei indignato perché periodici editi da privati ma che uomini
delle cosiddette Istituzioni abbiano applicato una censura
preventiva e ritorsiva in un giornale PAGATO
ANCHE CON I SOLDI CHE VENGONO SPREMUTI A ME, ALLA MIA FAMIGLIA ED
A TUTTI I CITTADINI FIRMATARI DELLA PETIZIONE PER IL REFERENDUM CON
LE TASSE
dovrebbe far arrossire
dalla VERGOGNA i novelli censori ! Questa
IGNOBILE CENSURA
nei confronti di un cittadino (che ne rappresenta comunque altri 2200
ovvero coloro che hanno sottoscritto la petizione ) per le sue idee
politiche e sul parco da parte di Bonanno & C. nonché dei suoi
predecessori ( peraltro ampiamente e pubblicamente criticati da
Bonanno stesso ) è semplicemente e senza attenuante alcuna un gesto
spregevole ! Oltretutto l’articolo “incriminato” NON CONTIENE ( nè a mio parere, nè a parere di due autorevoli giornalisti molto noti a livello regionale, nè di due preparati avvocati locali ) alcun tono da giustiziere della notte, sono stato infatti anche definito in tal modo, nè è poco sereno oppure contenente falsità ma esprime solo il punto di vista del Presidente di un Comitato che rappresenta la stragrande maggioranza dei maddalenini oramai fortemente contro questo tipo di parco ( compresi quasi tutti quelli che al tempo lo vollero ) oltre che fatti facilmente documentabili e mi riferisco, ad esempio, ai sempre meno turisti ( con soldi da spendere ) che approdano in città e, più in generale, nell'arcipelago o alla ideologica sospensione della disinfestazione di Caprera dalle zecche per salvaguardare la copula delle farfalline. Il pezzo quindi è una valutazione ovviamente politica e di parte ma, cari signori del parco, NON DOVETE, dimenticare che quest'ultima volta è stato firmato dal oltre 2200 maddalenini i quali, evidentemente, non solo NON gradiscono la presenza di un parco come questo, ma non hanno gradito l'operato del parco e ti tutti i dirigenti ( presidenti, dirigenti, membri di C.d.A. , amici, compari, comparucci ed affiliati ) che si sono succeduti al ponte di comando ( o sottocoperta ) in questi anni ma ciò non vuol dire che : a) lo scritto di un cittadino Italiano possa essere soggetto a censura soprattutto in un foglio pagato da tutti i contribuenti sia di destra sia di sinistra, pro o contro il parco : ne consegue che, anche in questo, caso i suoi responsabili avrebbero DOVUTO osservare i principi di neutralità e imparzialità della P.A. dI chi viene pagato con i soldi di TUTTI i cittadini italiani, belli o brutti, simpatici o antipatici e via discorrendo; b) persone illuminate e pensanti siano solo coloro che ragionano come Bonanno & C; c) nessuno può dare lezioni di civile convivenza a nessun componente del comitato per il referendum né a nessuno dei firmatari della petizione. Termino affermando con convinzione che cercare di coprire la malefatta di una censura decisa "dall'alto" cercando ( inutilmente ) di farmi apparire come una persona oscurantista, irragionevole e maleducata ( allora questo, viste le firme, dovrebbe essere un paese di soli maleducati ) non fa altro che rafforzare le nostre tesi e darci la carica per andare sino in fondo in questa battaglia, questa SI, di civiltà ! Riporto,
più in basso, il testo che doveva essere pubblicato e che invece è
stato censurato ! F.V. <<
Se un uomo non ha il coraggio di difendere la sua opinione, o questa
non vale niente, o è lui a non valere niente. >> Ezra
Pound P.S. : io, come tutti i veri
Uomini, non
mi sono mai sottratto ad un confronto di idee e la CENSURA
attuata è sicuramente sinonimo di una insicurezza intrinseca degli uomini
che la praticano e della debolezza delle loro ragioni. I perché del referendum sull’inutile e dannoso parco di La Maddalena di Francesco Vittiello - Presidente del Comitato per il Referendum Magari qualcuno pensa che non servirà a niente l’oramai prossimo referendum di La Maddalena sul parco nel senso che potrebbe non produrre effetti concreti e immediati. Sappiamo bene che dopo occorrerebbe una legge del Parlamento per modificare l’assetto stabilito dalla legge 10/94 istitutiva del “pacco” dell’arcipelago e tale ipotesi, senza il necessario supporto politico del comune, della provincia e della R.A.S. apparirebbe remota. Ma sarebbe comunque un errore sottovalutare il significato più profondo del malcontento popolare e del responso delle urne del quale le firme contro questo parco sono un anticipazione. O, peggio ancora, ridurre tutto, come da sempre fanno tutti i presidenti succedutisi alla guida dell’ente, a questioni di egoismi, di convenienze, di interessi o di contributi, poltrone premio per trombati e vecchi tromboni, qualche posticino per amici più o meno intimi o prebende e missioni per giovani leoni. Questa motivazione non basta, da sola, a spiegare l’alta affluenza registratasi ad ogni raccolta di firme da me organizzate, ben tre in dieci anni, né tantomeno la valanga di prevedibili “si” che uscirebbero dalle urne. Nell’arcipelago c’è un malessere diffuso che cova da tempo sotto le sabbie delle nostre meravigliose spiagge determinato innanzitutto un crollo di fiducia nelle istituzioni da parte della comunità maddalenina, quella “vera” naturalmente ovvero quella che lavora e produce, quella dei molti che non sapranno come pagare i mutui e le bollette, quella che non riesce e non riuscirà ad arrivare alla terza settimana del mese, non quella dei salotti più o meno buoni, né quella dei pseudoambientalisti o quella di piccoli politici di un piccolo paese che si credono statisti. Ma gli annunciati segnali di protesta per le inefficienze, le lacune, i ritardi di un amministrazione pubblica provinciale, regionale e nazionale sempre più percepite, anzi viste, come meri centri di potere se non addirittura di sfruttamento delle nostre bellezze e del nostro patrimonio, continuano ancora ad essere sottovalutati o peggio, ignorati. E’ quindi il “distacco” dal potere si consuma sempre di più poiché i residenti si sentono espropriati del loro senso civico, della loro identità e della loro libertà. La verità è che da troppo tempo l’arcipelago di la Maddalena ha vissuto di rendita sulle proprie bellezze naturali, sul paesaggio e sull’antica fama turistica ma, soprattutto, sulle presenze militari che, nonostante tutto, hanno assicurato per oltre un secolo un benessere talmente diffuso da suscitare invidia. Nonostante ciò continuano a mancare o sono insufficienti le strutture, i parcheggi, le strade, i porti, i collegamenti marittimi, gli alberghi, quelli veri ovvero quelli attrezzati mentre iniziano ad abbondare i quasi inutili B & B utili più per un economia di sopravvivenza ( ricordano tanto gli “orti di guerra” ) nonchè gli impianti sportivi e ricreativi, culturali e congressuali senza i quali la nostra città non ha e non potrà avere alcun futuro. Da mezzo secolo non si costruiscono più opere pubbliche importanti e funzionali all’interesse della comunità. Quando termina la sempre più breve stagione estiva, anche per le molte colpe del parco che, soprattutto con la gestione pseudobuonista e paternalistica del neopresidente Bonanno, il quale ha fatto di tutto per allontanare i sempre più scarsi turisti di qualità ( leggasi con soldi da spendere ) La Maddalena si spegne completamente. Ed è crisi ! Crisi nera…. Prova ne è il fatto che il commercio langue e che appaiono sempre più cartelli con la scritta “cedesi attività” e che diversi alberghi hanno chiuso dopo l’estate per mancanza di clienti. Sul filo della memoria e della nostalgia per le tanto vituperate amministrazioni della prima repubblica le firme raccolte per il referendum per chiudere l’inutile carrozzone del Parco volte a ridare la centralità all’amministrazione comunale contengono anche una richiesta di buon governo, dopo le disastrose amministrazioni comunali maggioritarie, secondo un modello francese o austriaco più che italiano. Il prevedibile trionfo dei «SÌ» determinerà una crisi politica senza precedenti a tutti i livelli e le prese di posizione unanimi e trasversali contro questo tipo di parco del consiglio comunale maddalenino ne sono la prova evidente. Infatti anche la massima assemblea civica ha finalmente preso atto che il parco è un ente inutile e dannoso e che, aldilà di qualche poltroncina e qualche posto precario e clientelare , non abbia creato in questi anni nulla di positivo e che quindi debba essere chiuso per riportare il potere al suo legittimo depositario, il popolo, in nome del quale in troppi si riempiono la bocca di belle parole per farlo, prendendo in prestito un antico detto di saggezza popolare isolana “ curnutu e mazziatu” ! Un vero «progetto per La Maddalena» è la risposta migliore, assieme al referendum, alle esigenze concrete della comunità maddalenina e nessuno potrà più fermare gli eventi nonostante gli sforzi dei tanti sabotatori, opportunisti, presenzialisti, ruffiani politici, nostalgici, predicatori, calunniatori e venditori di fumo che stanno sempre più proliferando in città “nell’era Bonanno”. |