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Il
presidente del Parco, Giuseppe Bonanno, sottolinea come la
consultazione popolare sull’ente non è un referendum e dunque
non può abrogare una legge dello stato, ma intanto il Sindaco
Comiti in questi giorni ha spedito a tutti gli elettori
maddalenini una lettera contenente le informazioni
sull’iniziativa. Coloro che si recheranno alle urne dovranno
rispondere al quesito :
«Siete
favorevoli alla presenza del parco nazionale dell’arcipelago di
La Maddalena
così come istituito con la legge 10/94 in applicazione alla legge
394/91?»
Lo scopo della consultazione - ricorda il sindaco - è quello di
verificare l’orientamento dei cittadini della Maddalena su una
scelta che riveste una grande importanza per la comunità. Un
conforto ed un appoggio a quelli che sono stati gli orientamenti
recenti del consiglio comunale maddalenino».
Sempre nella lettera si ricorda come la consultazione si terrà
presso la biblioteca comunale in via Regina Margherita (ex
artiglieria) dalle ore 8 fino alle 20, dal 1 al 7 dicembre.
All’interno delle informazioni Comiti ha tracciato il cammino
del parco a partire dal febbraio 2006 e sino al maggio 2008,
quando con un consiglio comunale aperto e altre iniziative a cui
hanno preso parte anche moltissime personalità del panorama
politico nazionale e locale e diversi rappresentanti della comunità
scientifica, si sono prodotti cinque atti deliberativi (sempre
adottati all’unanimità dei presenti) che hanno sostenuto il
fatto che le funzione del Parco e del suo comitato di gestione
così come costituiti dalla Legge del 1994 sono esaurite.
Infine è stato disconosciuto il protocollo d’intesa
stato-regione- comune che, sempre nel 1994, aveva dato l’avvio
alla procedura istitutiva del parco, decidendo dunque di attivare
una consultazione popolare per consentire ai cittadini, un
pronunciamento in merito all’argomento per rafforzare ed
avallare le scelte del consiglio.
Critiche verso l’ente parco non mancano da Franceschino
Bardanzellu. «Non ho mai riconosciuto questa istituzione - ha
detto - in quanto nata senza il consenso della popolazione.
Non sopporto l’ultima uscita di Bonanno contro il consiglio
comunale. Il presidente del Parco si deve mettere in testa che
andare a votare è l’espressione democratica e istituzionale più
elevata. Una cosa è sostenere che il parco va bene, altra è dire
che i cittadini non si devono esprimere. Bonanno si deve mettere
l’anima in pace e deve capire che, secondo regola, dovrebbe
avere il buon gusto di andarsene, prima che venga
commissariato».
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