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La lettera che il Vicepresidente del Comitato per il Referendum, Marco Poggi, ha inviato al Sindaco, Angelo Comiti ed al Presidente del Consiglio Comunale, Antonello Tedde, per sollecitare l'Amministrazione Comunale a stabilire, finalmente, la data della consultazione popolare.

Con la delibera n. 72 del 12 Novembre 2007 il consiglio comunale ha votato all'unanimit� il regolamento riguardo le consultazioni popolari, uno strumento che integra le norme previste dallo statuto comunale riguardo tale materia. Questo rappresenta un passo importante verso il progetto di democrazia partecipata e diretta, fornendo la possibilit� alla cittadinanza di esprimere la sua opinione su argomenti di interesse comune per La Maddalena e il suo territorio. Queste premesse sono utili e doverose per ricordarLe che uno degli stimoli principali alla stesura del regolamento in oggetto � stato la  pressante esigenza dei maddalenini di potersi esprimere sulla validit� della presenza dell'Ente Parco Nazionale dell'arcipelago, necessit� manifestata tramite uno straordinario successo di raccolte di firme a sostegno di due o.d.g. consiliari. Tali deliberati dichiaravano il fallimento dell'istituzione parco con conseguenti azioni dirette a porre fine a metodi clientelari di gestione e delle nomine ministeriali calate e imposte dall'alto senza il minimo coinvolgimento dell'unico ente legittimato a governare l'isola, cio� l'amministrazione e il consiglio comunale. Dalla scorsa estate purtroppo poco o nulla � cambiato, grazie alla poca sensibilit� e disinteresse del ministro dell'Ambiente Pecoraro-Scanio, il quale in questi giorni ha ufficializzato le nomine del nuovo D.d.A. dell'ente parco tramite decreto ministeriale.( Visto il valore di questo ministro speriamo che il 23 Gennaio 2008 sia mandato a casa dalla prevista mozione di sfiducia.) Dunque la solita e immorale spartizione di poltrone con discutibili criteri di scelta, basati non  certamente sulle reali competenze in materia ambientale! Pertanto visto che cambiano i governi e gli schieramenti politici, ma non mutano le lottizzazioni, Le chiediamo di proseguire nella legittima battaglia iniziata l'estate scorsa avendo dalla sua parte la stragrande maggioranza dei maddalenini, la Provincia Olbia-Tempio e la Regione sarda. I pochi beneficiari dell'esistenza di questo tipo di parco sono isolati e in minoranza, condannati dal loro opportunismo e trasformismo politico, dunque un motivo in pi� per dimostrare all'opinione pubblica che esiste ancora chi ha principi morali, oltre che dignit� e coerenza. In base all'articolo 1.3 del regolamento sulle consultazioni popolari, Le chiediamo, Sig. Presidente Antonello Tedde, di inserire nel prossimo o.d.g. del consiglio comunale l'istituzione della consultazione con il quesito da proporre alla cittadinanza e la proposta della data in cui si svolger�. Dopo l'approvazione del consiglio, a norma di regolamento Lei, Sig. Sindaco, potr� indire ufficialmente la consultazione popolare e predisporre tutti gli strumenti necessari per il suo regolare svolgimento. Questa deve essere la prima vera risposta al ministro di turno che continua a ignorare l'istituzione comunale e le reali esigenze dei maddalenini, ma non certamente il punto di arrivo: abbiamo sostenuto i ricorsi al TAR contro le delibere del presidente del parco, le due delibere consiliari approvate all'unanimit�, le Sue dimissioni dalla comunit� del parco, e tutte le altre azioni di protesta presenti e future. Cogliamo l'occasione per lanciare un appello: non mollate questa battaglia di dignit� e rispetto dell�isola e dei suoi abitanti, proseguite senza pause o tentennamenti, oramai la strada � stata intrapresa verso la giusta direzione con il forte sostegno della popolazione e di un comitato cittadino veramente spontaneo senza distinzioni politiche-ideologiche e senza opportunismi di nessun tipo. Un esempio di reale unitariet� gi� manifestata dalla maturit� e responsabilit� del consiglio comunale,dunque un patrimonio impossibile da sprecare,  ma anzi da alimentare senza sosta con ulteriori iniziative  come quella della consultazione popolare
Marco Poggi

I perch� del referendum sull�inutile e dannoso parco di La Maddalena

di Francesco Vittiello

Magari qualcuno pensa che non ser�vir� a niente l�oramai prossimo referendum di La Maddalena sul parco nel senso che potrebbe non pro�durre effetti concreti e immediati. Sappiamo bene che dopo occorrerebbe una legge del Par�lamento per modificare l�assetto stabilito dalla legge 10/94 istitutiva del �pacco� dell�arcipelago e tale ipotesi, senza il necessario supporto politico del comune, della provincia e della R.A.S. apparirebbe remota. Ma sarebbe comunque un errore sottovalutare il signi�ficato pi� profondo del malcontento popolare e del responso delle urne del quale le firme contro questo parco sono un anticipazione. O, peggio an�cora, ridurre tutto, come da sempre fanno tutti i presidenti succedutisi alla guida dell�ente, a que�stioni di egoismi, di conve�nienze, di interessi o di contri�buti, poltrone premio per trombati e vecchi tromboni, qualche posticino per amici pi� o meno intimi o prebende e missioni per giovani leoni. Questa motivazio�ne non basta, da sola, a spiegare l�alta affluenza registratasi ad ogni raccolta di firme da me organizzate, be tre in dicei anni, n� tan�tomeno la valanga di prevedibili �si� che uscirebbero dalle urne.

Nell�arcipelago c�� un malessere diffuso che co�va da tempo sotto le sabbie delle nostre meravigliose spiagge determinato innanzitutto un crol�lo di fiducia nelle istituzioni da par�te della comunit� maddalenina, quella �vera� naturalmente ovvero quella che lavora e produce, quella dei molti che non sapranno come pagare i mutui e le bollette, quella che non riesce e non riuscir� ad arrivare alla terza settimana del mese, non quella dei salotti pi� o meno buoni, n� quella dei pseudoambientalisti o quella di piccoli politici di un piccolo paese che si credono statisti.

Ma gli annunciati segnali di protesta per le inefficienze, le lacune, i ritardi di un amministrazione pubblica provinciale, regionale e nazionale sempre pi� percepite, anzi viste, come meri centri di potere se non addirittura di sfruttamento delle nostre bellezze e del nostro patrimonio, continuano ancora ad essere sottovalutati o peggio, ignorati.

E� quindi il �distacco� dal potere si consuma sempre di pi� poich� i residenti si sentono espropriati del loro senso civico, della loro identit� e della loro libert�.

La verit� � che da trop�po tempo l�arcipelago di la Maddalena ha vissuto di rendita sulle proprie bellezze naturali, sul paesaggio e sull�antica fama tu�ristica ma, soprattutto, sulle presenze militari che, nonostante tutto, hanno assicurato per oltre un secolo un benessere talmente diffuso da suscitare invidia.

Nonostante ci� continuano a mancare o sono insuffi�cienti le strutture, i parcheggi, le strade, i porti, i collegamenti marittimi, gli al�berghi, quelli veri ovvero quelli attrezzati mentre iniziano ad abbondare i quasi inutili B & B utili pi� per un economia di sopravvivenza ( ricordano tanto gli �orti di guerra� ) nonch� gli impianti sportivi e ricreativi, culturali e congressuali senza i quali la nostra citt� non ha e non potr� avere alcun futuro. Da mezzo secolo non si costruiscono pi� opere pubbliche importanti e funzionali all�interesse della comunit�. Quando termina la sempre pi� breve stagione estiva, anche per le molte colpe del parco che, soprattutto con la gestione pseudobuonista e paternalistica del neopresidente Bonanno, il quale ha fatto di tutto per allontanare i sempre pi� scarsi turisti di qualit� ( leggasi con soldi da spendere ) La Maddalena si spegne completamente. Ed � crisi ! Crisi nera�.

Prova ne � il fatto che il commercio langue e che appaiono sempre pi� cartelli con la scritta �cedesi attivit� e che diversi alberghi hanno chiuso dopo l�estate per mancanza di clienti.

Sul filo della memoria e della nostalgia per le tanto vituperate amministrazioni della prima repubblica le firme raccolte per il refe�rendum per chiudere l�inutile carrozzone del Parco volte a ridare la centralit� all�amministrazione comunale contengono anche una richiesta di buon governo, dopo le disastrose amministrazioni comunali maggioritarie, secondo un modello francese o austriaco pi� che italiano.

Il prevedibile trionfo dei �S̻ determiner� una crisi politica senza precedenti a tutti i livelli e le prese di posizione unanimi e trasversali contro questo tipo di parco del consiglio comunale maddalenino ne sono la prova evidente. Infatti anche la massima assemblea civica ha finalmente preso atto che il parco � un ente inutile e dannoso e che, aldil� di qualche poltroncina e qualche posto precario e clientelare , non abbia creato in questi anni nulla di positivo e che quindi debba essere chiuso per riportare il potere al suo legittimo depositario, il popolo, in nome del quale in troppi si riempiono la bocca di belle parole per farlo, prendendo in prestito un antico detto di saggezza popolare isolana � curnutu e mazziatu� !

Un vero �progetto per La Maddalena� � la risposta migliore, assieme al referendum, alle esigenze concrete della comunit� maddalenina e nessuno potr� pi� fermare gli eventi nonostante gli sforzi dei tanti sabotatori, opportunisti, presenzialisti, ruffiani politici, nostalgici, predicatori, calunniatori e venditori di fumo che stanno sempre pi� proliferando in citt� �nell�era Bonanno�.

Tutti gli editoriali che hanno meritato la prima pagina di lamaddalena.it nel 2007

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