Feste della Sardegna

    

Campeggi delle provincie di Sassari - Cagliari - Oristano - Nuoro

La Cavalcata Sarda (Sassari)

Quando nel 1951 il Rotary club organizzò la prima sfilata di costumi sardi non pensava certamente ad un appuntamento che sarebbe diventato tradizionale per diversi decenni. L'appuntamento con la penultima domenica di maggio rappresenta formalmente l'inizio della stagione turistica non solo della provincia sassarese ma dell'intera Sardegna. Una sfilata di costumi e colori che attraversa le principali vie della città e si conclude nel suo cuore, proprio all'ingresso della parte piú antica. Ma l'elemento fondamentale di questa giornata è dato dal cavallo. Questo animale che per larghe parti della vita e dell'economia isolana ha ancora una valenza fondamentale: sul piano del lavoro e della tradizione. Poche regioni possono vantare ancora una continuità di allevamento e amore per questo animale che ha accompagnato sovente lo sviluppo sociale di una parte della nostra comunità. Non un cavallo - oggetto ma un cavallo - amico. Il dato storico e folkloristico assieme pare comunque dalla sfilata dei costumi. Per molti paesi della Sardegna il costume rappresenta non solo un capo di abbigliamento da tramandare di madre in figlia o di padre in figlio. Il capo di abbigliamento ancora oggi mostra la differenza, il segno di distinzione fra un paese ed un altro. Dunque una forma di identità da custodire gelosamente. La maggior parte dei costumi indossati durante la Cavalcata devono essere riferiti all'antico costume della festa, quello piú ricco e ornato che andava mostrato nelle occasioni importanti: cerimonie matrimoniali, innanzi tutto, ma anche feste di piazza e ricorrenze pubbliche. La Cavalcata sarda si sforza ogni anno di concentrare, in 24 ore di manifestazione, quanto di piú rappresentativo a livello culturale si trovi nell'isola. Nel suo genere è forse la manifestazione folklorica più imponente d'Europa. Sono mediamente 4000 le persone che sfilano in costume nell'arco della mattinata. Mentre il pomeriggio e la tarda sera sono dedicati alla musica, al canto ed al ballo sardo, con le esibizioni in piazza d'Italia. I cavalli che sfilano assieme ai gruppi sono oltre 400. Fra questi sono visibili quelli provenienti dai paesi dove il legame con il cavallo è piú alto: Ghilarza, Paulilatino, Santu Lussurgiu, Sedilo, Abbasanta. È a questi cavalli ed ai loro provetti cavalieri che viene affidato il compito piú spettacolare. Nei 500 metri del tratto finale si esibiscono nelle pariglie e nelle parezzas: esibizioni di acrobazia e velocità di estrema difficoltà e precisione. Si tratta di un piccolo anticipo di quanto, nel pomeriggio verrà offerto all'ippodromo «Pinna» nell'ambito del «Palio città di Sassari».

La Faradda de “li Candereri” (Sassari)

La Faradda de li candereri, è celebrata a cura dei "gremi", le antiche corporazioni degli artigiani e dei contadini, per ringraziare la Madonna di aver messo fine alla grave epidemia di peste del 1582, che aveva colpito la città. Il 14 agosto nove colonne lignee alte tre metri, decorate con immagini del lavoro delle corporazioni e ornate con bandiere e lunghi nastri di seta colorati, vengono portate a spalla da giovani robusti, lungo un percorso che inizia dalla chiesa del Rosario. Il corteo procede a tappe attraverso il centro storico, passando da piazza Castello e da corso Vittorio Emanuele, e raggiunge la chiesa romanica di Santa Maria di Betlem, mentre i portatori danzano al ritmico e assordante suono di tamburi e pifferi. Nella chiesa ha luogo una cerimonia religiosa. Tuttavia il sacro e il profano si mescolano. Il corteo, durante il percorso, sosta infatti davanti al Palazzo civico e l'intensità dell'applauso che accoglie le autorità civili, affacciate sul balcone, documenta l'indice di gradimento dei Sassaresi nei confronti dell'operato degli amministratori.

La sagra di Sant'Efisio (Cagliari)

L'antico quartiere di Stampace è teatro, il 1° maggio di ogni anno, di una delle feste più significative dedicate al martire guerriero cui gli abitanti si erano rivolti per scongiurare i terribili effetti di un'epidemia di peste e dell'invasione dei pirati nel lontano 1655. Una solenne processione con il simulacro del santo parte da Stampace per concludersi nella chiesetta dedicata al santo a Nora, un borgo distante una trentina di chilometri. Proprio in questa località infatti il santo sarebbe stato martirizzato nel IV secolo d.C. Le donne e gli uomini della confraternita si trovano di buon mattino nella chiesa dedicata al santo, davanti alla quale la statua, rivestita di preziosi broccati, viene issata sopra un carro trainato da buoi. Inizia così la processione cittadina, che si conclude alla chiesa di San Giorgino. Cavalieri del Campidano in sella a cavalli ornati di fiori, miliziani armati di archibugi, guardiani in frac e cilindro, il rappresentante ufficiale della città in costume aragonese scortato da due valletti, anche loro in costume, sono i protagonisti del corteo. Dopo la sosta a San Giorgino il corteo prosegue fino a Nora, fermandosi per la notte a Sarroch. Il 4 maggio, sempre di buon mattino, il corteo inizia il suo lungo viaggio di ritorno che si conclude a Cagliari, accolto dai fedeli.

La Sartiglia (Oristano)

                    

I riti ancestrali legati alla fertilità della terra e il torneo medioevale condotto secondo le regole cavalleresche sono le due anime della Sartiglia, che si svolge a Oristano l'ultima domenica di carnevale e il martedì successivo. Il suo rituale, invariato da secoli (sembra che la festa sia stata introdotta nel 1350 per festeggiare le nozze di Mariano II d'Arborea con la figlia del capo della flotta pisana), è ricco di simboli. Il 2 febbraio, giorno della Candelora, viene scelto su Componidori, cavaliere cui viene attribuita una grossa responsabilità. Is Massaieddas, le vergini - maghe, guidate da sa Massaia Manna,  insieme operano su di lui un incantesimo. Sopra abiti maschili cuciono una camicia bianca priva di bottoni, e gli avvolgono poi il viso con candide bende. La vestizione viene completata con una maschera femminile, un velo da sposa e un cilindro nero. Su Componidori, non più uomo e non del tutto donna, viene sollevato e portato sul cavallo per mostrarsi alla folla. In mano tiene sa pippia de maiu, un mazzolino di viole e pervinche simbolo della primavera imminente. Nello stesso istante iniziano a suonare le campane, a squillare le trombe e a rullare i tamburi. Parte un corteo assordante che accompagna su Componidori fino al luogo della corsa. Qui, a un segnale convenuto, egli si lancia al galoppo e, sguainata la spada, tenta di infilarla al centro della stella. Se il tentativo riesce la folla lo accoglie al ritorno con inni di gioia, se invece manca il bersaglio la folla lo attacca con sferzanti ingiurie. Il suo vice e gli altri cavalieri, vestiti come lui, ripetono gli stessi gesti prima che la festa si sposti oltre le mura, con dimostrazioni di destrezza e altri giochi. La sera il corteo ritorna alla Cattedrale per la benedizione e poi al luogo della svestizione, che avviene ancora una volta ritualmente. Is Massaieddas guidate da sa Massaia Manna restituiscono all'eletto il ruolo di comune mortale e finalmente su Componidori può appoggiare i piedi per terra...
Chi giunge nell'isola solo d'estate può gustare una speciale rappresentazione della Sartiglia che avviene, a beneficio soprattutto dei turisti, il 15 agosto, sul lungomare di Torregrande.  ( Foto Sartiglia per gentile concessione Foto Fantasy La Maddalena ©)

La festa del Redentore (Nuoro)

L'ultima settimana di agosto a Nuoro è festa grande. Cortei in costume di gruppi provenienti da tutta l'isola, spettacoli e danze per un rito religioso nel quale gli elementi cristiani non riescono ancora a scindersi da quelli pagani di una sacralità primitiva, che si consuma in tempi abbastanza lunghi e che ha il suo momento più significativo nella processione che raggiunge la statua del Cristo Redentore e la chiesa di Nostra Signora di Montenero sul Monte Ortobene. La festa ha avuto origine agli inizi del secolo quando in vetta al Monte Ortobene venne collocata l'enorme statua bronzea, opera di Vincenzo Jerace. È un vero e proprio festival del folclore cui partecipano migliaia di persone, nei costumi tradizionali. Non mancano ovviamente concorsi, danze, balli.

L'Ardia di Sedilo (Prov. di Nuoro)

E' una corsa a cavallo, sfrenata e travolgente, che si svolge per un tortuoso pendio che porta al Tempio del santo,  l'Ardia ricorda la battaglia combattuta e vinta da Costantino il Grande a Ponte Milvio nel 312 d.C.

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