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"Regolamento" dell'area protetta del Sinis-Mal di Ventre (Ordinanza Sindacale)

Cartografie della riserva marina della Penisola del Sinis-Isola di Mal di Ventre ed isolotto Catalano

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Inquadramento dell'area

Situate lungo la costa occidentale della Sardegna la penisola del Sinis e l'Isola di Mal di Ventre sono state riconosciute quali riserva marina con Decreto Ministeriale del 12 dicembre 1997 in seguito al legge 979/82. La zonazione prevede tre aree a diverso grado di tutela: la "zona A" comprende la costa occidentale dell'Isola di Mal di Ventre, una piccola area dello Scoglio del Catalano e, in prossimità della Penisola del Sinis, i tratti di mare Su Tingiosu, Torre del Sevo e l'area antistante Capo San Marco, inoltre in tale zona è consentito l'approdo esclusivamente in località La Caletta, dietro autorizzazione dell'Ente gestore; la "zona B" interessa la restante parte dell'Isola di Mal di Ventre e il tratto di mare antistante la Penisola del Sinis non compresa nella "zona A", inoltre, qui è consentita la pesca sportiva da terra con lenza, la balneazione e le riprese subacquee, mentre è vietata la pesca professionale e sportiva non autorizzata e la navigazione parallela alla costa; la "zona C" comprende la restante parte di mare individuata con il Decreto Ministeriale, dove è consentita la pesca sportiva e professionale ad eccezione dello strascico.

L'Isola di Mal di Ventre è costituita da uno scoglio granitico a 3,5 miglia dalla costa di fronte a Capo Mannu. Il nome Mal di Ventre deriva dal nome locale del vento Maestrale (malu ventu) che soffia per la maggior parte dell'anno tanto da caratterizzare il paesaggio dell'area. L'Isola presenta una lunghezza di 2 km e una larghezza di 1 km, dove il lato occidentale è caratterizzato da una costa alta e scoscesa incisa da un'insenatura (Cala Maestra), mentre sul lato orientale si alternano tratti rocciosi e piccole cale sabbiose (Cala dei Pastori). La fauna è caratterizzata dalla presenza di rari uccelli marini quali il gabbiano corso, inoltre l'isola funge da punto di sosta per un gran numero di uccelli migratori. La vegetazione è caratterizzata dalla presenza di lentisco e tamerici, mentre nelle zone di acqua stagnante è presente una bassa vegetazione erbosa e tife.

La Penisola del Sinis presenta una costa lunga meno di 30 km dove si alternano differenti ambienti. Il tratto nord del Golfo di Oristano presenta una costa bassa e sabbiosa fino a Capo San Marco da dove tende a diventare più alta, per tornare poi nuovamente sabbiosa, in località San Giovanni di Sinis. Procedendo verso nord si assiste ad un'alternarsi di tratti rocciosi e sabbiosi. Imponenti sono le falesie di Capo Mannu. La presenza di numerosi stagni sulla Penisola, rende quest'area tra le più importanti zone umide del Mediterraneo. Dal punto di vista faunistico l'area si caratterizza per la presenza di numerose specie di uccelli, stanziali e di passo, quali aironi, garzette, sterne, pernici di mare, albanelle, fenicotteri rosa e cormorani che vengono qui dal Nord Europa per lo svernamento, falchi di palude. Le zone a falesia sono caratterizzate dalla presenza di gabbiani e del falco pellegrino che qui trova le condizioni ideali per nidificare. La vegetazione è caratterizzata nelle zone umide da cannucce, tife e tamerici, mentre nelle restanti zone sono presenti piante quali lo sparto pungente, la gramigna da spiaggia, il limonio, l'erica, il rosmarino il finocchio marino e la ginestra spinosa.

A largo di Capo San Marco emerge lo Scoglio del Catalano, formazione vulcanica, spaccata a metà da una profonda fessura, del diametro poco superiore ai 200 metri. L'Isola di Mal di Ventre e lo Scoglio del Catalano sono congiunti da una dorsale sommersa.

In generale, il fondale è caratterizzato da ambienti sabbiosi colonizzati da vaste praterie di Posidonia, che, per la limpidezza delle acque e la qualità ambientale, raggiungono i 40 metri di profondità, e ambienti rocciosi costituiti da blocchi basaltici e granitici che, grazie alla presenza di suggestive pareti e grotte, creano l'habitat ideale per innumerevoli specie quali: aragoste, cicale di mare, donzelle, cernie, scorfani, polpi. A profondità maggiori sono rinvenibili coloratissime spugne, madrepore e coralli. Frequenti sono gli avvistamenti di delfini e di tartarughe marine quali la Caretta caretta e, a volte, delle rare tartarughe liuto (Dermochelys coriacea).




trefrecceDX.gif (3829 byte) Indietro Altre informazioni sulla riserva della penisola del Sinis? giorgio.ladu@tiscalinet.it
"Regolamento" dell'area protetta del Sinis-Mal di Ventre (Ordinanza Sindacale)