Storia dell'Arsenale Militare Marittimo di La Maddalena

A cura del Dott. Francesco Nardini (giornalista de "L'unione Sarda")




L'Arsenale della Marina Militare a La Maddalena venne istituito nel 1895 per eseguire i lavori necessari al mantenimento delle strutture militari che andavano sorgendo in tutto l'Arcipelago come conseguenza della creazione della Base Navale (1887).
In precedenza a La Maddalena era stata una colonia penale. I condannati ai lavori forzati, circa duecento alla fine del secoloXIX, alloggiavano in caserme esistenti laddove in seguito venne eretta la caserma Faravelli.
 

Ancora oggi quel luogo viene chiamato popolarmente 'La Disciplina' a ricordo della colonia penale. Furono loro, con la collaborazione iniziale di 25 civili, ad iniziare nel 1891 la costruzione delle officine sotto la direzione del tenente del Genio Giovanni Moneta ed i lavori  vennero completati nel 1896. 


La prima denominazione fu Officina Mista Lavori (O.M.L.), poi Marimist e quindi Marinarsen, allorché venne istituita la sezione per i lavori navali.
Nel 1910 l'Arsenale contava 117 impiegati civili, più i 200 forzati, che vennero allontanati nello stesso anno per essere sostituiti da operai civili. Fu quello il periodo in cui arrivarono a La Maddalena maestranze operaie, con famiglia, da ogni regione d'Italia.


Dal 1930 l'Arsenale fu il fulcro del programma governativo di fortificazione della Base che divenne, con l'avvicinarsi della guerra, una munita piazzaforte ben difesa per terra e per mare, tanto cheil numero dei dipendenti si avvicinava alle mille unità operative.
A favorire la crescita delle maestranze provvedeva l'opportuna apertura della Scuola Allievi Operai (1941) che divenne il più sostanzioso polmone per il ricambio generazionale degli operai unanimemente riconosciuti fra i migliori d'Italia. La Scuola restò
in funzione sino al 1987.


Durante l'anno 1943 le strutture subirono gravi danneggiamenti da bombardamenti. Il primo, 10 aprile, è restato tristemente famoso per aver distrutto un terzo delle officine, causando una decina di morti, aver affondato gli incrociatori 'Trieste' e 'Gorizia' e distrutto quasi del tutto il bacino sommergibili (molo Carbone).
Durante l'occupazione tedesca (8-13 settembre 1943) l'Arsenale fu egregiamente difeso dai militari italiani e da lì partì la riscossache portò alla cacciata degli occupanti.


La firma del trattato di pace, Parigi 10 febbraio 1947, impose all'Italia lo spostamento dell'Ammiragliato a partire dal 1948, la smobilitazione di tutte le fortezze sino a 30 chilometri dalmare, la riduzione dell'Arsenale a soli compiti di appoggio.
La mancanza di commesse ridusse progressivamente il numero dei dipendenti e fece rischiare la chiusura. Nel 1949 però, con la ammissione dell'Italia alla NATO e con l'influenza politica di personaggi di peso, come Clelia Garibaldi, la struttura potè 
sopravvivere. Nei primi anni '50 si assistette ad un lento miglioramento bilanciato dalle 'epurazioni' adottate nei confronti delle maestranze non in linea con le direttive 'alleate' vigenti a livello internazionale, ma già agli inizi degli anni '60 si prevedeva un aumento notevole di lavoro e di impieghi.


Agli inizi degli anni '70 il numero degli addetti era attorno alle 680 unità, poi, dopo il 1980 - mercé l'adozione della legge n. 312 sullo 'scivolo' di anzianità pensionistica e la chiusura dellaScuola Allievi Operai  quel numero andò sempre più diminuendo.
Nel maggio 1990 si contavano 520 operai, nel settembre del 1995 ce ne erano 333, nel 1999 solo 245. A decretare il declassamento dell'Arsenale è stata, nel 1992, la definizione da parte del governo del "Nuovo Modello di Difesa" che prevede l'abbandono delle strutture "non più necessarie alle  specifiche esigenze della Difesa". Se l'Arsenale era nato un 
secolo addietro come deterrente nei confronti della Francia, ora lo stesso appariva superfluo in un'Europa unita e nello scacchiere politico internazionale che individua nel Vicino Oriente e nei Balcani il punto di frizione fra le varie potenze.


Nel momento della sua massima efficienza (anni '70) l'Arsenale comprendeva 134.600 mq di superficie su cui insistevano dieci Officine per i lavori, il Nucleo Logistico, l'Autoreparto, la 
Caserma dei Carabinieri, l'Ufficio Spedizioni e Trasporti, il Nucleo S.D.A.I. (Sommozzatori), l'Eliporto, il Bacino da 2000 tonnellate, il Parco Rottami. Le Officine occupavano uno spazio di 16.720 mq utili, gli ufficidella Direzione 1.158 mq, il Distaccamento Marinai 585 mq, per 
un totale di 18.460 mq circa di area coperta.

INDIETRO