Riserva marina dell'Isola di Tavolara e Capo Coda Cavallo

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Ente gestore provvisorio: Capitaneria di Porto di Olbia

Superficie: 15.357 ha
Provincia: Sassari, Nuoro
Comuni: Loiri Porto S. Paolo, Olbia, S. Teodoro
Istituzione: dicembre 1997

Situata nella costa nord orientale della Sardegna e comprende i comuni di Olbia, Loiri S. Paolo e S. Teodoro. Troviamo tre isole dalle coste rocciose ed impervie: Tavolara, Molara e lo scoglio del Molarotto. In particolare le falesie del versante sud-est di Tavolara arrivano fino a 100 metri d'altezza. Tutta la zona è caratterizzata da un forte idrodinamismo e la sola alga che riesce a formare tappeti abbastanza estesi sulle rocce verticali si chiama Halimeda tuna. Tutta la zona ben rappresenta le spettacolari coste della Sardegna e le acque cristalline sono un vero paradiso per gli appassionati di immersioni subacquee.

A titolo di cronaca si  ricorda che  la prima intesa sottoscritta dalle tre ammistrazioni  comunali interessate aveva avuto vivaci contestazioni da parte della popolazione olbiese che aveva firmato la petizione contro la riserva proposta dall'amico e collega consigliere comunale Tonino Tognotti esprimendo in tal modo il loro dissens.  Le firme raccolte furono oltre 3000. 

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Essa comprende le Isole di Tavolara e Molara e lo scoglio di Molarotto, nonché il tratto costiero, che va da Capo Ceraso a Punta l'Isoledda, comprendente la Cala Finocchio, posta di fronte a S. Teodoro, e che include la penisola di Capo Coda Cavallo.

Le isole di Molara e Molarotto si trovano a sud di Olbia, nello specchio di mare antistante la località di Porto S. Paolo, a poca distanza dalla costa. l'isola di tavolara è vicino le coste nord-orientali della Sardegna.

Due splendide vedute di Tavolara da Porto San Paolo (foto F.Vittiello)

Le coste delle tre isole si presentano per lo più rocciose, impervie e scoscese. In particolare, le falesie del versante sud-est di Tavolara arrivano fino a 100 metri di altezza. L'Isola di Molara presenta coste meno scoscese anche se più tormentante di quelle di Tavolara e di Molarotto, si distingue per le sue caratteristiche e per i fondali che riprendono l'andamento delle coste con numerosi anfratti e grotte di estrema bellezza. Sull'isola di Tavolara è diffusa la macchia di lentisco e olivo selvatico che si riduce a gariga bassissima. L'avifauna si caratterizza per la presenza di uccelli rari che vi nidificano tra i quali l'uccello delle tempeste, l'aquila del Bonelli, il gabbiano corso, il gabbiano reale e il cormorano dal ciuffo.

Le pareti rocciose del versante sud-est dell'Isola di Tavolara presentano numerose tane per cernie e saraghi, mentre nel sabbioso versante sud-occidentale si possono osservare numerose esemplari di rombi e sogliole. Il forte idrodinamismo della zona contribuisce a creare le condizioni favorevoli alla formazione di estesi tappeti di Halimeda tuna.

Nelle fenditure rocciose ricoperte da alghe rosse calcaree, briozoi, spirografi, si possono rinvenire grosse corvine, stelle e gorgonie. A profondità maggiori si possono osservare aragoste, dentici ed orate. Nelle formazioni coralligene può essere presente il falso corallo nero Gerardia savaglia. Ricchissima la flora marina: Posidonia oceanica, Cymodocea nodosa, Caulerpa prolifera ed altre.

Zona A riserva integrale

In tale zona è consentito:

a.l'accesso al personale dell'ente gestore, per attività di servizio, e a quello scientifico, per lo svolgimento di ricerche debitamente autorizzate;

b.la realizzazione di visite guidate subacquee, regolamentate dall'ente gestore, in aree limitate e secondo percorsi prefissati, tenendo, comunque, conto delle esigenze di elevata tutela ambientale.

Conseguentemente in tali zone sono vietate la balneazione e la pesca sia professionale che sportiva, nonché il transito di natanti fatta eccezione per quelli dell'area naturale marina protetta.

Zona B riserva generale

In tale zona sono consentite:

a.la navigazione a natanti e imbarcazioni a bassa velocità (non oltre i 10 nodi);

b.le visite, anche subacquee, regolamentate dall?ente gestore dell'area naturale marina protetta;

c.la balneazione;

d.l'ormeggio alle apposite strutture predisposte dall'ente gestore;

e.la piccola pesca con attrezzi selettivi e che non danneggino i fondali, ai pescatori professionisti dei comuni le cui coste sono compresa nell'area naturale marina protetta, con un carico giornaliero regolamentato dall'ente gestore dell'area protetta medesima.

Zona C riserva parziale

In tale zona sono consentite :

a.la navigazione a natanti e imbarcazioni ;

b.l'ormeggio, come regolamentato dall'ente gestore dell'area naturale marina protetta ;

c.le immersioni subacquee, compatibili con la tutela dei fondali ;

d.la piccola pesca con attrezzi selettivi che non danneggino i fondali, ai pescatori professionisti dei comuni le cui coste sono comprese nell'area naturale marina protetta ;

e.la pesca sportiva con lenze e canne da fermo.

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