Iscriviti alla nostra Newsletter 

In questa pagina troverete tutte le informazioni più aggiornate sull'attività del "Parco" ( ....E DEL COMUNE ). In più troverete fatti, misfatti, cose fatte bene e cose fatte male ed ogni altra notizia non filtrata e/o "censurata" da nessuno !

Febbraio 2008 - La Marina U.S.A. Lascia l'isola e più di 300 disoccupati ma le ultime notizie da Cagliari ( 30 marzo 2007 ) dicono che ....

...Soru farà il miracolo !

(Da notare l'enfasi ed i paroloni del Governatorissimo e del Re Senza Regno di La Maddalena...vedremo tra un anno cosa diranno !)

CAGLIARI. La percezione dei cambiamenti epocali è soprattutto nella fine dei simboli, nel loro dissolversi in una storia nuova. E senza dubbio La Maddalena era il simbolo di una stagione ormai finita, ma che continuava a perpetuarsi in un’isola che la Nato aveva pensato come una piattaforma addestrativa e come cuore di strutture di intelligence in funzione anticomunista. Dal ’72, poi, perfino base strategicamente nevralgica per la Us Navy nel Mediterraneo.
Ieri, nel corso di una conferenza stampa, Renato Soru ha definito l’accordo raggiunto la scorsa notte al ministero della Difesa come una «svolta epocale». E, nella sostanza politica, è impossibile dargli torto. La Maddalena, il simbolo che sopravviveva a una guerra ormai finita da anni, era così diventata antistorica, quasi un paradosso. Eppure, fino a tre anni fa, sembrava impossibile un cambiamento, un ritorno alla ragione e ai tempi della storia.
Poi, qualcosa è cambiata: gli Stati Uniti hanno annunciato che faranno le valigie portandosi via i loro sommergibili nucleari e, l’altro ieri, la Marina ha ceduto alla Regione i suoi “gioielli” nell’arcipelago. Il destino della Maddalena si separa così da quello dei militari. E’ sicuramente cambiata la cornice politica generale, ma, a questo punto, sarebbe davvero ingeneroso non riconoscere che molto lo si deve anche all’ostinazione di Soru che, pure con certe ruvidità, ha condotto una difficilissima battaglia per riequilibrare il peso della presenza militare in Sardegna. A cominciare dalla Maddalena.
Ieri, nella conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche l’assessore al Lavoro Maddalena Salerno e il sindaco della Maddalena Angelo Comiti, Soru era gongolante. Il successo della sua missione romana, preparata da un lungo lavoro diplomatico del sottosegretario alla Difesa Emidio Casula, è davvero una svolta epocale. «L’arcipelago della Maddalena - ha detto Soru - per lungo tempo ha avuto un’economia strettamente legata alla presenza dei militari. Oggi possiamo guardare a un nuovo futuro, che riguarda la collettività e non solo i 160 dipendenti civili della Marina militare italiana e quelli della Marina americana: dobbiamo garantire loro e, soprattutto, creare nuovi posti di lavoro. Regione e Comune della Maddalena sono d’accordo per valorizzare la vocazione turistica dell’isola. Questi beni devono diventare un moltiplicatore degli attuali posti di lavoro. Entro l’estate partiranno i bandi di gara per la cessione dei beni in gestione: è un’opportunità da cogliere immediatamente. Se partiranno i cantieri, l’occupazione crescerà parecchio».
Parlando dei dipendenti civili della Marina italiana e quelli della Us Navy, Soru ha detto: «Siamo impegnati con il ministero del Lavoro per chiedere lo stato di crisi alla Maddalena, estendendo i benefici della legge 98 (assorbimento dei dipendenti delle basi militari nella pubblica amministrazione) anche per i residenti nell’arcipelago».  ( ...come la metterà con le altre aree di crisi della Sardegna lo saprà solo lui ! Bho! n.d.r. )
Soru ha poi rivelato che i poligoni di Capo Teulada e di Capo Frasca potrebbero essere dismessi se l’Italia troverà una diversa collocazione anche all’estero delle attività militari. Sembra infatti che si stiano verificando aree addestrative in Romania e in Bulgaria. Una relazione sulla possibilità di dismettere completamente i due poligoni, e sui costi che la Difesa dovrebbe sostenere per trasferire le sue attività, è già sul tavolo del ministro Parisi, ma è per ora secretata. «La partita dei poligoni - ha concluso il presidente - si giocherà nelle prossime settimane».
Soddisfatto anche il sindaco maddalenino Angelo Comiti. «Mi sono sempre definito un re senza regno - ha detto -, ma da ieri la situazione mi sembra abbia cominciato a cambiare». E poi: «Non è stato fatto ancora tutto, però oggi possiamo festeggiare questo enorme passo in avanti, compiuto grazie all’intervento della Regione. Il problema è che da noi esiste una specialità, quella del demanio marittimo: dal 1986 siamo inseriti nell’elenco dei comuni militarmente importanti, una caratteristica che ora sembra superata, perciò spero cadano presto anche questi vincoli».
E ieri ha fatto sentire la sua voce anche il sottosegretario alla Difesa Emidio Casula, che ha giocato un ruolo molto importante nella partita per la Maddalena anche se ha preferito finora restare sottotraccia. «La Marina militare statunitense lascerà, come noto, la base navale di Santo Stefano entro il febbraio 2008 e il comprensorio - ha detto Casula - passerà alla Regione, ad esclusione del deposito di Guardia del Moro, che rimarrà ancora in uso alla Marina italiana. Il ministero della Difesa, nel riconoscere che la Sardegna è la regione italiana dove insistono più servitù militari, conferma oggi il suo fermo intendimento nel procedere, in un regime di reciproca comprensione e collaborazione, alla soluzione dei problemi legati alla riorganizzazione della presenza militare in Sardegna».
Casula ha poi fatto intendere che la strada per l’assorbimento dei dipendenti dell’ex Arsenale è stata già aperta. Ma l’unica cosa che ha voluto dire in merito è stata: «Diciamo che sono molto ottimista».
E infine il commento del segretario regionale dei Ds, Giulio Calvisi: «Tutti gli uccelli del malaugurio sono stati smentiti dall’accordo raggiunto al ministero della Difesa. Un accordo che, oggi mi sembra giusto sottolineare, è un successo importante del governo regionale e del governo Prodi. La Maddalena, liberata dai tanti vincoli militari, può cominciare a pensare davvero a un futuro diverso e andrà sostenuta in questa fase di transizione, aiutanto il reinserimento dei dipendenti civili delle amministrazioni militari. Sì, oggi è davvero una bella giornata». PIERO MANNIRONI - La Nuova Sardegna -

LA MADDALENA 19 GIUGNO : SCIOPERO GENERALE ! ULTIME NOTIZIE (05/07)

LA REDAZIONE DI WWW.LAMADDALENA.IT SI SCUSA PER AVER PUBBLICATO L'INVITO A PARTECIPARE ALLA KERMESSE  POST ELETTORALE DEL 19 GIUGNO U.S. E PER AVER INVITATO I CITTADINI CHE LAVORANO E PRODUCONO A PARTECIPARE ALLO SCIOPERO, CHIUDENDO LE LORO ATTIVITA' E RIMETTENDOCI TEMPO E DENARO POICHE', OGGI ABBIAMO APPRESO DALLA VOCE E DAGLI SCRITTI DEL SINDACO COMITI, CHE LO SCIOPERO NON E' STATO FATTO "CONTRO NESSUNO"  !!!  CHI NON CI CREDE PUO' LEGGERE IN BASSO (...ED ANCHE SCARICARE -IN FORMATO WORD - CLICCANDO QUI ) LA LETTERA SCRITTA DAL SINDACO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, ON.ROMANO PRODI.

All'imponente manifestazione ( ...come l'ha definita il Sindaco nella sua lettera ) hanno partecipato nella prima fase (sfilata delle bandiere rosse & C. ) circa 800 persone alla seconda , quella delle esibizioni degli esponenti "di lotta e di governo"  non più di 450/500 ( stime Questura di SS ) su un totale di circa 12.000 residenti. Ma cosa crede il nostro Sindaco che le Questure ed i servizi informativi ci siano ancora coma ricordo del fascismo??   Ma quale " l'imponente manifestazione "  !!! Chi non ha partecipato forse sapeva già in partenza come sarebbe finita ovvero, come si dice a Napoli, " a tarallucci e vino "  ed alla fine, visti i risultati, .... ha fatto proprio bene a non chiudere la propria attività !!!

NOI INVECE SIAMO TRA QUELLI CHE HANNO  PARTECIPATO RIMETTENDOCI IL NOSTRO TEMPO ED IL NOSTRO DENARO E LA LETTERA DEL SINDACO CI HA INDIGNATO E FATTO ARROSSIRE DI VERGOGNA COME CITTADINI, COME MADDALENINI E COME PERSONE CHE LAVORANO, PRODUCONO E PAGANO LE TASSE PER MANTENERE AMMINISTRATORI DI TAL FATTA !

QUESTO IL TESTO DELLA LETTERA DEL SINDACO DATATA 20 giugno....GIUDICATE VOI !

Comune di La Maddalena- Provincia di Olbia -Tempio

II Sindaco             

20 Giugno 2006

Illustrissimo Presidente,

con un imponente manifestazione popolare, tenutasi a La Maddalena il 19 giugno u.s, che ha visto la partecipazione dei più alti livelli istituzionali, politici, sindacali, economico-sociali della città e dell'intera provincia Olbia-Tempio, nonché la significativa presenza di monsignor Sebastiano Sanguinetti, vescovo della diocesi di Tempio-Ampurias, è stata ribadita la improcrastinabile necessità di un Suo autorevole intervento, vista la "dimensione nazionale" delle problematiche in campo.

La comunità di La Maddalena si appresta a vivere un momento di particolare difficoltà socio-economica.

Le tradizionali fonti di reddito e di occupazione vanno inaridendosi progressivamente.

Il disimpegno della Marina Militare, l'annunciata dismissione della base statunitense, i tagli occupazionali programmati dalla società di navigazione a partecipazione pubblica costituiscono le premesse di una crisi futura che è necessario scongiurare, con il contributo di tutti.

Negli ultimi tempi, alcune iniziative di carattere politico- istituzionale, prima fra tutte la sottoscrizione del Protocollo d'Intesa fra Comune di La Maddalena, la Provincia Olbia-Tempio e la Regione Autonoma della Sardegna, il 2 dicembre 2005 , hanno rappresentato una seria presa di coscienza della realtà e un responsabile tentativo di affrontare la vertenza generale La Maddalena, prospettando soluzioni alternative al modello economico incentrato storicamente sulla presenza dello Stato e, soprattutto, rivendicando per la nostra città il ruolo di protagonista delle scelte e dei progetti per il proprio avvenire.  

ECCO IL FAMIGERATO PROTOCOLLO D'INTESA >  CLICCA QUI PER LEGGERE L'INTESA REGIONE-PROVINCIA-COMUNE

La mobilitazione cittadina non è stata un ' iniziativa "contro qualcuno ", ma a favore di un energica e feconda azione per sostenere il processo di riqualificazione della nostra economia, per rilanciare l'immagine di un territorio fra i più suggestivi del mondo e per far emergere nuovi valori e nuove opportunità, che dovranno essere colte nell ' immediato.

E ' necessario e urgente attivare un tavolo di concertazione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, tavolo a cui dovranno partecipare il Comune di La Maddalena, la Provincia Olbia-Tempio, la Regione Autonoma della Sardegna, le Rappresentanze sindacali unitarie e le organizzazioni sindacali territoriali di categoria.

Il fine è quello di avviare ogni procedura idonea a stabilire un confronto negoziale con lo Stato, di cui è d'obbligo conoscere i progetti futuri riguardanti la nostra città,

Lo Stato, che in questo territorio è rappresentato, oltre che dal Ministero della Difesa, dal Ministero dell'Ambiente, dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dal Ministero delle Politiche agricole, dal Ministero dei Beni Culturali, dal Ministero della Salute, eccetera, ha il dovere di intervenire nell'opera essenziale di riqualificazione e di ampliamento dei servizi, così che possano essere garantite, anche per il futuro, un'adeguata professionalità e una costante occupazione.

In maniera particolare, è richiesta la verifica degli assetti organizzativi e occupazionali a lungo termine, per gli Enti della Difesa che rivestono un ruolo e una funzione specifica nel nostro territorio.

Il tavolo di concertazione è indispensabile per coordinare e per promuovere tutti gli atti legislativi opportuni, compresi quelli straordinari, finalizzati alla summenzionata riconversione economica.

Chiediamo al governo italiano e a quello statunitense di decidere,repentinamente, i tempi e i modi dell'allontanamento della contingente americano da La Maddalena, atto indispensabile per definire l'area di crisi e per affrontare in maniera concreta il problema del ricollocamento dei dipendenti civili della US.Navy e delle aziende italiane "monoappaltatrici".

Desideriamo che si abbia   un occhio di riguardo per la nostra condizione di comunità insulare, a cui deve essere garantita la continuità territoriale.

Reclamiamo la sdemanializzzione di tutti i litorali del territorio comunale.

Pretendiamo       una   revisione   di   rapporti   con   l'Ente   parco   nazionale dell 'arcipelago di La Maddalena, attraverso la modifica della legge istitutiva

Domandiamo il coinvolgimento del governo USA, nel processo di riconversione economica e di bonifica ambientale.

Ringraziandola per l'attenzione che Ella vorrà prestare alla nostra, legittima, rivendicazione, in attesa di un Suo cortese riscontro, colgo l'occasione per porgerle i più deferenti saluti.

Il Sindaco

Angelo Comiti

Il giorno 19 giugno 2006 La Maddalena si ferma per uno sciopero generale a sostegno delle legittime esigenze, aspettative e diritti della cittadinanza per lo scandaloso abbandono della nostra città da parte dello Stato ( e della Regione! ).

La nostra Redazione pur non condividendo alcune scelte dell'amm.ne comunale (che reputiamo troppo silente , appiattita ed accondiscendente su alcune scelte e sulle "promesse" del Presidente della Regione, On.Renato Soru ) aderisce allo sciopero ed invita la cittadinanza alla massima partecipazione a salvaguardia del futuro della nostra città e dei nostri figli !

.....leggi le ( ehehe!!! ) ultime notizie dai tribunali della "guerra" Comune-Parco-Cooperative  ! CLICCA QUI  

  Altra guerra Comune - parco .... stavolta su Caprera !!!

Anche il Sindaco di Palau contro il Parco << non mantengono gli impegni>> ( ...e sai che novità !!! )

A rischio la presidenza di Cualbu

Una mozione a Cagliari sulla nomina dell'avvocato nel Parco

Rimbalzerà a settembre in consiglio regionale insieme con la mozione presentata dal centro sinistra sulle sue nomine fatte dall'ex assessore regionale all'Ambiente, Pani, al parco geominerario, e che contesta la nomina del del direttore del consiglio direttivo, anche in quella sulle nomine al Parco dell'Arcipelago maddalenino.

  Il gruppo consiliare e il direttivo locale dei Democratici di Sinistra hanno gia fatto presente nella piattaforma rivendicativa della Gallura che la questione relativa al Parco Nazionale della Maddalena deve avere una priorità e merita una presa di posizione da parte del nuovo governo regionale guidato da Renato Soru. E' dunque abbastanza probabile che la mozione contesti la nomina del Presidente Gia franco Cualbu, in quanto fatta in assenza dell'intesa con lo stato e la regione, per questo illegittima. Poi si contestano le nomine di tutto il consiglio direttivo e torna all'ordine del giorno la questione delle nomine che aveva creato qualche problema 2 anni fa', cioè la nomina di alcuni parenti stretti di amministratori e dirigenti.

  I Ds chiedono anche che venga rimosso immediatamente il consigliere del Parco Luciano Gisellu, in quanto decaduto, perché nominato dalla vecchia giunta regionale. "Oggi - dicono i democratici di sinistra - quel nominativo andrebbe immediatamente sostituito, quindi qualunque atto il parco formuli in presenza di Gisellu è da ritenersi nullo".

  Alla ripresa dei lavori del Consiglio Comunale e all'attenzione del Consiglio Regionale sarà così l'insieme delle cose contestate in questi anni. Con quello che per la sinistra maddalenina è il vizio d'ordine del Parco, la nomina dell'avvocato nuorese di An, fatta dal ministro del suo stesso partito, Matteoli, senza che la regione venisse nemeno sentita come, la legge prescrive nonostante fosse assessore all'Ambiente all'ora un esponente di An. Emilio Pani.

  Se la regione dovesse ritenere illegittima la nomina di Cualbu, probabilmente anche una serie di atti successivi firmati dall'avvocato sarebbero dubbi.

Andrea Nieddu - La Nuova Sardegna 07 agosto 2004

  Non c'è pace nel Parco di Cualbu

L'avvocato nuorese ormai contestato anche in casa

Tempo di bilanci per il Parco, ora che e cambiato il piano politico regionale, e che viene scossa la solidità della stessa maggioranza consiliare maddalenina.  I contrasti tra l'amministrazione e il parco partono dal ricorso del consiglio comunale contro la nomina dell'avvocato Cualbu, ricorso che era stato proposto,sostenuto e votato anche dall'allora centro destra.

Praticamente il Capogruppo della Casa delle Libertà Francesco vittiello, assieme a Luigi Cataldi (R.C.), avevano proposto un ordine del giorno dove chiedevano che il presidente del Parco fosse stato un maddalenino e Cualbu fosse immediatamente rimosso. Il ricorso presentato dall'allora sindaco Birardi su mandato del consiglio comunale, dopo che il Presidente della Regione   Pili non si era avvalso della facoltà di presidente di designare, fi poi impugnata da sindaco Rosanna Giudice (successore di Birardi) che lo aveva ritirato senza interpellare il consiglio comunale. Quel passaggio, a detta delle minoranze è stato un grande errore politico e tecnico. Questa è stata la nascita del Parco sotto l'amministrazione di centrodestra. In tutti questi anni poi è successo di tutto, da un idillio iniziale si e passati a dei problemi che sono affiorati durante la designazione dei componenti del comitato di gestione. Pesanti i sospetti sui criteri: Giulio Giudice che ha nominato a sua volta il figlio Maurizio, il Sindaco Giudice che ha nominato se setesa, Tommy Gallo ha indicato Michele Demontis, e l'assessore Claudio Tollis la sorella Patrizia. Fra l'altro c'era stato anche un accordo fra  "gentiluomini", ratificato in una delibera consiliare tra l'allora Capogruppo della Casa delle libertà Francesco Vittiello ed il sindaco Birardi (D.S.) in base al quale era stato riservato alle opposizioni uno dei posti di competenza del comune, accordo che però è valso fino a quando non è comparso questo centrodestra.

Poi Beltrami, dopo che era stato silurato dalla carica di vice sindaco, era stato designato dal sindaco Rosanna Giudice al suo posto nel Parco in rappresentanza della comunità, punto di attrito ancora oggi una volta che forza Italia rivendica quel posto tenuto dal sindaco di An.

La gestione di questi due anni non è stata condivisa in massima parte dai rappresentanti locali, che però non hanno mai fatto una seria opposizione finché non è stato tolto l'appalto al consorzio del Parco Blù. Da quel momento si è scatenata  la tempesta all'interno del Parco. Forza Italia e ritornata alla carica chiedendo la presenza di un suo rappresentante. Il segretario federale di An Gianfranco Bardanzellu, tramite il  presidente del circolo Giovanni Deleuchi, ha chiesto l'allontanamento di Cualbu. Fra l'altro non bisogna dimenticare le ordinanze contrapposte per la chiusura di Caprera che avevano provocato quasi una sommossa popolare.; la revisione del regolamento delle tariffe per gli operatori residenti a La Maddalena; la tentata ricostruzione del faro di Razzoli per farne una foresteria per il Parco; la chiusura dell'intero specchio acqueo dell'isola Presa; il cambio di destinazione d'uso della batteria di Zavagli per il quale il comune ha opposto un decreto ingiuntivo di sospensione dei lavori impugnato dal presidente del Parco; i lavori di ristrutturazione di stagnali per il quale il Comune sta intervenendo adesso per presunti abusi edilizi; il tentato blocco di alcune spiagge dell'isola di Caprera; il blocco imposto dal Parco ad un lavoro autorizzato dal Comune riguardo una ex cabina Enel a Punta Tegge.

Andrea Nieddu - La Nuova Sardegna 01 agosto 2004

SABATO, 03 LUGLIO 2004

 Beni demaniali, lite assicurata

 Lunedì 5 luglio sarà una giornata impegnativa per la dirigenza del Parco nazionale dell’arcipelago della Maddalena. Un’altra giornata durissima, in questo momento di crisi comunale generata, fra le altre cose, proprio dall’ultima decisione del presidente dell’ente Gianfranco Cualbu: quella di cacciare il consorzio Parco Blu, della Legacoop, che gestiva i servizi del Parco e dava lavoro a decine di persone, ora a rischio.
 Alle ore nove è convocata la giunta esecutiva che esaminerà vari punti, tra cui il contratto con dei lavoratori stagionali, l’accordo con le direzione dei porti, il rinnovo della convenzione con l’associazione volontari della Protezione Civile della Maddalena e il conferimento di mandato per un eventuale intervento nella causa promossa dalla Regione contro lo Stato al fine di recuperare i beni ex militari.
 Quest’ultimo sarà sicuramente l’argomento più dibattuto poiché si dovrà decidere se l’ente, invocando la legge istitutiva del Parco, la numero 10, aprirà un contenzioso per intervenire direttamente nell’acquisizione dei beni dismessi senza che transitino dalla Regione, e soprattutto perché su questa materia c’è molto scontro con l’amministrazione comunale. Che, per bocca del sindaco Rosanna Giudice e dell’assessore Giacomo Grondona, aveva da sempre rivendicato il diritto di avere in gestione direttamente i beni dismessi dallo stato, in virtù dello statuto regionale che assegna alla Regione la gestione delle strutture, numerosissime e prestigiose, in molti casi, lasciate libere dallo Stato.
 Una volta conclusi i lavori della giunta, toccherà al consiglio direttivo che riprenderà la seduta dal punto in cui si era interrotta lunedì scorso, cioè dall’esame del regolamento di attuazione delle norme di salvaguardia e le relative sanzioni amministrative.
 Si dovrà discutere anche in merito all’approvazione del progetto definitivo-esecutivo del consolidamento statico del faro dell’isola di Razzoli, la manutenzione ordinaria dei capannoni del Centro di educazione ambientale di Stagnali nell’isola di Caprera e quella straordinaria degli infissi e strutture in legno dei baraccamenti.
 Dopo l’ultima movimentata riunione c’è dunque attesa per vedere come procederà il Parco in merito a tutti i problemi ancora irrisolti.
Barbara Calanca  La Nuova Sardegna

Mercoledi 30 Giugno 2004

Sul parco si spacca la giunta A rischio tra 60 e 90 posti di lavoro. Molto probabilmente finirà tutto in un’aula di tribunale

L’animata discussione durante la riunione di Giunta dell’Ente Parco, che ha portato alla recessione del contratto con il Consorzio Parco Blu, perchè ritenuto illegittimo dal presidente del parco Gianfranco Cualbu, sta creando problemi anche nella maggioranza del Comune della Maddalena. Secondo alcuni consiglieri gli artefici di quanto accaduto (tra i 60 e i 90 dipendenti del Parco Blu rimangono ora senza lavoro), è da imputare a qualche esponente di Alleanza Nazionale. Nella maggioranza, composta da centro destra e indipendenti, la cosa non è stata gradita perchè non si è fatto nulla per salvare i posti di lavoro.
 La “querelle” finirà comunque in un’ aula di tribunale. A essere contestata è la decisione del sindaco di uscire prima della votazione perché a suo giudizio non c’erano i presupposti per rimanere in aula una volta che non c’erano le relazioni necessarie per poter discutere sul fatto. E poi la decisione di ieri mattina di voler convocare la giunta per una delibera che riguardava una mobilità proveniente dall’esterno.
 Il sindaco ha anche minacciato le dimissioni non avendo gradito che gli altri assessori non fossero presenti.
 Ma il fatto che potrebbe fare ancora di più inviperire il sindaco, sarebbe la riunione che il gruppo di Forza Italia, An, Udc ed un indipendente avrebbe fatto ieri notte. La presenza di An in questo gruppo non farà certamente piacere al sindaco che ha sempre detto che il luogo adatto per il dibattito politico era il consiglio comunale. La riunione «carbonara» però sarebbe stata giustificata con l’esigenza di esaminare le decisioni del sindaco sul parco e su questa delibera che a molti non piace e che molti non vogliono che passi.

Andrea Nieddu  La Nuova Sardegna

Cualbu: i beni demaniali vanno al Parco. Il presidente dell’ente ribatte alle critiche della giunta Giudice.

Sabato 19 giugno 2004

«Interdetto». Così si definisce Gianfranco Cualbu, presidente del Parco, a proposito della notizia dello scontro fra l’ente da lui guidato e mezza giunta Giudice sulla questione dei beni demaniali dismessi dallo Stato. «Ho partecipato a una riunione e non ho udito certe frasi contro di me attribuite ad assessori comunali, il Parco va rispettato» precisa il presidente dell’ente.
 Dice Cualbu, a titolo generale: «Debbo ribadire che le norme cui sono tenuto a uniformarmi mi impongono, e questo è anche un obbligo morale, di tutelare l’ente da me presieduto». A suo giudizio, poi, è inutile creare polemiche: «La riunione al Comune fa seguito a un’altra tenutasi per iniziativa del presidente della Regione nel corso della quale, molto pacatamente, si è discusso dei beni demaniali. Il Parco sostiene che una legge nazionale, approvata a seguito di un accordo Stato-Regione, gli dà il diritto di succedere nella proprietà dei beni, ancorché essi, per lo statuto sardo, debbano passare alla Regione che, però, con il citato accordo, se ne è spogliata in favore dell’allora costituendo ente.
 «Tuttavia - continua - potrà essere dato atto, a me come presidente e al consiglio direttivo dell’ente, della più volte manifestata e contemporaneamente attuata volontà di collaborare col Comune a seconda quanto prevede la legge, ma anche con sensibilità per i bisogni più elementari, a cominciare da quelli riguardanti i servizi sociali e i disabili nonché la promozione di attività dei piccoli imprenditori».
 Al presidente sembra quasi superfluo, e per questo rimanda all’accordo Stato-Regione (che ha fatto seguito a deliberazioni del consiglio comunale), richiamare «qui i vastissimi compiti (non solo l’ambiente) dell’ente Parco che sta crescendo costantemente anche se meno rapidamente di quanto sarebbe auspicabile perché i mezzi finanziari di cui dispone sono ancora insufficienti rispetto alle esigenze. Debbo, però, ad esempio rammentare che oltre a doversi occupare dell’ambiente (con il necessario risanamento di siti degradati, la riforestazione, la bonifica delle coste) compete all’ente il restauro del centro storico e di edifici di particolare valore storico ambientale; il recupero del nucleo abitativo di Stagnali (ove è sito il Centro di educazione ambientale) e di alcune antiche case corse».
 Ancora Cualbu: «Per quanto mi riguarda ho sempre detto, anche in occasione delle riunioni indicate, e non ho ragione di non confermarlo, che le necessità del Comune maddalenino costituiscono interesse primario e che, allorquando debbo interessarne il consiglio direttivo dell’ente, le ho sempre presentate e le illustrerò con questo spirito». Cualbu, quanto agli immobili, dice: «L’ente Parco dovrà sempre adoperarsi, e decidere, per soddisfare i bisogni istituzionali del Comune. Non credo che, per questo o per altro, si debba confliggere inutilmente, ma ci si debba incontrare, ragionare serenamente, dato che gli obiettivi e le azioni prioritarie per lo sviluppo” coincidono. Però confermo che L’ente Parco, nazionale, conserva tutte le prerogative conferitegli dalla legge, e deve essere rispettato».

Andrea Nieddu La Nuova Sardegna

MARTEDÌ, 29 GIUGNO 2004

Parco, An mette al confino Legacoop
Cualbu rescinde il contratto al consorzio, ripercussioni in Comune
Seduta tesissima del consiglio direttivo, alla Maddalena: non votano il sindaco e la sorella di Tollis

La riunione del consiglio direttivo del Parco si è aperta in un’atmosfera tesa per via della presenza dei lavoratori di Parco Blu, degli assessori comunali, dei consiglieri dell’opposizione e, anche, dei carabinieri. Sembra quasi che tutti si aspettassero da un momento all’altro qualche gesto d’intolleranza. Perché alla fine il Parco caccia via il Parco Blu, della Legacoop.
 In ogni caso, dopo l’approvazione del verbale della seduta precedente, il presidente Cualbu ha proposto di unificare il quarto e l’ottavo punto all’ordine del giorno che riguardavano rispettivamente il saluto alla coordinatrice uscente, Boe, e il contratto con il nuovo direttore, Vincenzo Satta. Così dopo il passaggio delle consegne e il ringraziamento alla Boe, la seduta è entrata nell’argomento tanto atteso: la discussione per la definizione dei rapporti con il Consorzio Parco Blu (Legacoop). Il presidente Cualbu, ritenendo che l’argomento non potesse essere trattato pubblicamente, dato il carattere anche personale d’alcune argomentazioni, ha invitato il pubblico a uscire dalla sala, suscitandone, ovviamente, la protesta. La soluzione è stata offerta dal consigliere Del Giudice che, ricordando come, alcune volte, in consiglio comunale si sospende la seduta per chiarire altrove le rispettive posizioni, così il Consiglio poteva spostarsi in un’aula diversa, tornando nell’aula consiliare al momento della dichiarazione di voto.
 Per tutta la mattinata il giardino della sede del Parco è stato perciò testimone di un via vai di persone: consiglieri comunali, lavoratori interessati, semplici curiosi. La soluzione è arrivata alle 14: la maggioranza del Consiglio Direttivo del Parco ha deciso di recedere il contratto con il Consorzio Parco Blu. Naturalmente non partecipa alla discussione, né alla votazione il consigliere, Patrizia Tollis (sorella dell’assessore Claudio Tollis, della Lega) ed escono dall’aula, al momento del voto, il sindaco Rosanna Giudice e Michele Demontis. La decisione presa si avvale del parere dell’avvocato amministrativista Corda.
 «Il consiglio direttivo - spiega Cualbu - ha deciso di recedere dal contratto perché quest’ultimo è stato ritenuto illegittimo. E’ stato stipulato e infine eseguito negli anni per una cifra superiore a quella consentita dalla legge. Abbiamo scelto il modo più elegante per permettere a chiunque di poter trattare con l’Ente. Questa decisione non sarà dolorosa dal punto di vista occupazionale, perché il Parco si adopererà affinchè i dipendenti del Consorzio non restino senza lavoro»
Barbara Calanca la Nuova Sardegna

.....leggi le (ehehe!!!) ultime notizie ! CLICCA QUI 

19 agosto : altra guerra Comune - parco .... stavolta su Caprera !!!

Le ultimissime su queste penose vicende ? CLICCA QUI !!!     Consiglio Comunale Vs Cualbu CLICCA QUI !

INDIETRO