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INTERVENTI LIBERI DA STAMPA, PARTITI, ASSOCIAZIONI ECC.

Parco, Saremar, Arsenale...Caro Diliberto, così non va !!! Dall'amico Marco Poggi, Segretario del PDCI di La Maddalena riceviamo e volentieri pubblichiamo....

La notizia : si autosospendono il segretario di sezione, il consigliere comunale, l'intero direttivo del partito e tutti gli iscritti di La Maddalena.


Egregio segretario, 

il sottoscritto Marco Poggi segretario della sezione "Giovanni Demurtas" di La Maddalena a nome del gruppo dirigente, consiliare e di tutti gli iscritti espone quanto segue:
siamo profondamente delusi e amareggiati per l'inerzia di questo Governo e di conseguenza anche dei nostri rappresentanti all'interno di esso. Nonostante le promesse nulla è stato fatto sullo stato di crisi a La Maddalena. Particolarmente grave la responsabilità diretta del Ministro ai Trasporti Bianchi che ha proseguito nella deleteria politica del precedente governo Berlusconi riguardo i tagli attuati nel servizio di trasporto pubblico marittimo con la riduzione di ben sette corse, perdita di quarantacinque posti di lavoro, aumento unilaterale delle tariffe da parte della Saremar con ulteriori disagi economici per studenti e lavoratori pendolari. Meno male che questo doveva essere un " Governo amico!". Naturalmente questa triste situazione sta avendo gravi ripercussioni all'interno della nostra sezione, per esempio, molti marittimi sono nostri iscritti e molti di questi hanno perso il lavoro, il malumore e la delusione hanno causato una perdita di fiducia nei confronti del partito, provocando le dimissioni dei compagni del direttivo e in altri casi la restituzione delle tessere ricevute nell'anno in corso. Ma l'amarezza non si limita al solo caso sopra citato, siamo sconcertati dall'azione del governo sostenuto dai nostri voti senza dimostrare un minimo di dignità politica e coerenza: non possiamo continuare a votare ogni "nefandezza" proposta dal governo e poi contemporaneamente manifestare nelle piazze. Questo atteggiamento risulta poco serio e peggiora ancora di più la situazione e i rapporti con i nostri elettori, stanchi di essere presi in giro! Siamo sempre stati un partito con grande dignità e coerenza nelle sue lotte, nelle sue prese di posizioni a volte scomode ma efficaci, nella difesa dei lavoratori, nei valori del pacifismo, e tanto altro. Come possiamo continuare a far finta di niente e subire un azione di governo in perfetta continuità con il precedente? Come possiamo continuare ad assistere all'inerzia dei nostri rappresentanti politici che a parole si dicono contrari e poi votano le missioni di guerra in Afganistan, votano una vergognosa manovra finanziaria, liberalizzazioni selvagge, una riforma delle pensioni peggiore di quella "Maroni", ecc., ecc.....
Dove è andato a finire il programma presentato agli elettori? Dobbiamo considerarla solo carta straccia utile solo per chiedere voti? Dovevamo vigilare come promesso su come attuare il programma e invece accettiamo tutto in nome della nostra lealtà e agitando lo spauracchio del pericolo del ritorno di Berlusconi. Intanto perdiamo consensi mentre crescono quelli della destra, ma che strategia può essere questa? Noi non abbiamo mai avuto paura del responso delle urne! Se volete proseguire in questo suicidio politico fate pure, ma noi non possiamo continuare a seguirvi supinamente. Ritornando alla nostra questione locale i problemi e la crisi di La Maddalena non riguardano solo la vertenza Saremar, esiste una forte crisi occupazionale per l'abbandono del Ministero Difesa e la chiusura della base USA, fatto comunque positivo per le nostre lotte del passato che non rinneghiamo, ma se non siamo capaci di mettere in pratica almeno la legge 98/71 sulla salvaguardia dei dipendenti italiani delle basi straniere, dismettere le strutture non più utilizzate dagli americani e dalla Marina Militare italiana per essere riconvertite offrendo nuovi posti di lavoro, limitare i vincoli oppressivi e penalizzanti per la nostra deficitaria economia da parte dell'Ente Parco nazionale dell'arcipelago di La Maddalena, (a tal proposito abbiamo presentato una dettagliata denuncia con richiesta di interrogazione al ministro dell'ambiente senza mai aver ricevuto nessuna risposta da parte vostra). Ma se non vi degnate neanche di risponderci cosa pretendete di avere da parte nostra? Cosa possiamo rispondere ai lavoratori che disperati stanno per essere licenziati? Non vorremmo essere costretti a dare ragione a chi sostiene che era meglio quando c'erano gli americani almeno avevano il lavoro! Sarebbe la più grande sconfitta dei nostri ideali e sogni di poter dimostrare di rilanciare l'economia del paese senza dipendere dalle servitù militari italiane e americane. In tutta questa situazione farebbe piacere sentire un minimo interessamento e impegno da parte vostra, per esempio chiedendo spiegazioni al Ministro della Difesa Parisi che violando accordi con la regione e senza rispetto delle norme costituzionali, ha recentemente rinnovato per altri cinque anni la servitù militare di Santo Stefano alla Marina italiana che gli americani lasceranno nei prossimi mesi, e come faremo a riconvertire la nostra economia con un deposito armi e munizioni nelle gallerie dell'isola? Perché non dite nulla contro le pretese della Marina Militare italiana che ha fatto morire l'Arsenale e le strutture vicine, senza più dare nuovi posti di lavoro da circa vent'anni, però vogliono ugualmente non mollare nulla condannando il paese alla sua fine? Non pretendiamo barricate e nuove rivoluzioni d'Ottobre, ma almeno maggiore attenzione a quest' isola, che allo stato a dato tanto e forse troppo, senza ricevere quasi nulla, e ora viene abbandonata al suo destino senza darci neanche la possibilità di poter decidere il nostro futuro. Chiediamo solo il diritto di gestire il nostro territorio, oltre il 50% ancora sotto controllo del Ministero Difesa e altri enti inutili e dannosi come il Ministero dell'Ambiente utile solo a lottizzare l'ente parco e distribuire poltrone agli amici! Basta con i vincoli che ingessano la nostra economia, non crediamo di chiedere troppo o qualcosa di così impossibile. La regione a volte è lasciata sola nella sua lotta a favore delle dismissioni, a volte, però, anche lei penalizza La Maddalena come quando decide senza rispettare l'istituzione comunale di nominare un nuovo presidente del Parco, con i soliti metodi lottizzati e con le ennesime decisioni calate dall'alto. Si potrebbe proseguire in questo triste elenco e per ragioni di spazio è meglio fermarsi qui. Per ultimo vogliamo ricordare che era stata promessa una iniziativa pubblica sulle problematiche del lavoro con la presenza del compagno Pagliarini, ma anche in questo caso siamo stati illusi da una ennesima bugia o promessa mancata. Questi e tanti altri motivi sicuramente potrebbero " far rivoltare nella tomba Garibaldi" , caro Diliberto, compreso il tuo e il vostro menefreghismo dimostrato sempre nei nostri confronti, e non certamente l'organizzazione del G8! A proposito di menefreghismo: poter parlare con il proprio segretario nazionale di partito non dovrebbe essere un'impresa così impossibile, vero? Concludiamo portandoti a conoscenza della nostra inevitabile decisione di essere costretti ad autosospenderci dal partito, ultimo tentativo utile per cercare di ricompattare la nostra sezione, e in attesa di segnali positivi e maggiore interesse alle nostre richieste e sollecitazioni. Auspichiamo un reale e repentino cambio di rotta in modo da poter riacquistare quella fiducia che attualmente sta inesorabilmente scemando nei vostri confronti. Questa decisione non è stata facile ma necessaria per evitare un definitivo tracollo della nostra sezione ed essere costretti alla fine della stessa, a causa del vostro mal governo e soprattutto dalla vostra indifferenza e totale menefreghismo nei confronti dei problemi della gente, dei vostri elettori e della sezione. Non sappiamo se almeno questa volta ti degnerai di rispondere, noi speriamo finalmente di sì, visto che non lo hai e non lo avete mai fatto dal 1999 a oggi: sarebbe già un bel successo! - La Maddalena 10/9/07 - Marco Poggi

Americani ma se ne vanno o no ??? Soru ed i maddalenini .... sarà vero ??? La verità di A.N.

Dal Presidente del Circolo di Alleanza Nazionale Giacomo Grondona riceviamo e pubblichiamo ( 11 agosto 2006 )

Soru si è precipitato a La Maddalena per annunciare ufficialmente “urbi et orbi” la data certa dell’allontanamento dall’arcipelago della base americana. L’intento era quello di  dare inizio ai grandi festeggiamenti da parte della popolazione isolana  dispensando frasi di fiducia ed ottimismo per un futuro radioso a base di solo turismo, ma, a parte la solita claque di sostegno alle  esternazioni del Governatore sardo,  i maddalenini  non sono meno preoccupati di prima. 

In attesa di comunicati ufficiali da parte del governo italiano e di quello americano, a prescindere da  atti di pura politica demagogica, stupisce sempre di più  l’atteggiamento di chi sembra non rendersi conto dello sbandamento sociale ed economico cui va incontro la nostra comunità alla quale, a fronte di  sicure perdite reddituali di centinaia di famiglie, si propinano solo dichiarazioni d’intenti. Come possiamo fare girotondi di gioia insieme agli euforici  ambientalisti  che vengono a  dispensare bandiere nere e marroni,  dietro le quali c’è solo politica ed ideologia, sapendo che per molti  di noi  si prospetta l’impellente necessità di cambiare lavoro, di inventarsi qualche attività ( per chi ne ha capacità e spirito imprenditoriale) o di preparare la valigia. 

Il Governatore ci ha rassicurati perché al di sopra di tutto dobbiamo essere felici con lui perché una forza militare straniera se ne va, la nostra terra sarà libera da servitù militari. Domanda: e in cambio del benessere ottenuto da tali servitù cosa avremo?  Ed ecco le promesse di Soru. C’è l’impegno del governo di Roma. Lo stesso governo amico che gli ha impugnato il suo modello di tassazione come il suo modello di Statuto. Ma c’è l’impegno della Regione. Dice il Governatore: noi la nostra parte l’abbiamo fatta, ora tocca a voi maddalenini. 

Già,  ci improvviseremo tutti imprenditori, commercianti e artigiani per far fronte alla imponente domanda di turisti che stanno pressando ai nostri cancelli!!!  Non fasciamoci la testa, abbiamo già i soldi per “Maddalena fatti bella”,  abbiamo i fondi per i festeggiamenti garibaldini, arriverà una quota privilegiata  dei POR … ma la cosa più importante che Soru ci ha regalato,  è venuto a ripetercelo qui a La Maddalena: lo strumento dei PPR!!!!!!! 

Come se davvero i Piani paesaggistici regionali  abbiano usato un occhio di riguardo sull’arcipelago!  Altra dichiarazione  degna di nota: c’è il rilancio dell’ospedale. Lo definisce “rilancio”  la chiusura di chirurgia e ginecologia?  Ed infine l’arsenale di Moneta. A fronte del silenzio ufficiale della Difesa, all’interno della quale non si è neanche preso in considerazione l’argomento,  Soru annuncia la cessione immediata della struttura alla R.A.S.

Conclusioni

Visto il presenzialismo di Soru e della sua Giunta, non vi è dubbio che l’interesse sul nostro arcipelago  è ben manifestato, ma l’impressione è che se il cervello fa dire alla bocca certe cose, al braccio ne fa fare altre. Si sa che i piani paesaggistici regionali  più che strumento di sviluppo sono  veri e propri vincoli che non fanno nessuna eccezione per il nostro territorio. Si sa che  continuare a  pretendere l’arsenale in base all’art. 14 dello statuto sardo  ha solo bloccato il processo di riconversione che, se fosse già stato avviato dal governo centrale, come era nelle intenzioni del precedente governo, a quest’ora avremmo già un cantiere attivo. E noi maddalenini non possiamo permetterci il lusso di aspettare ancora. 

E si sa che lo sbandierato rilancio dell’ospedale Paolo Merlo  deve per forza voler dire semplicemente miglioramento dei servizi esistenti e non soppressione dei fondamentali. Il cervello Soru ci dice una cosa ed il braccio Gianni Cherchi ne fa un’altra. E noi subiamo soprattutto per l’inerzia della nostra amministrazione comunale, allineata alla ASL di Olbia e appiattita sulle posizioni di Soru. E infine, ora che settembre è alle porte, non possiamo non citare ancora il drammatico problema Saremar, cui solo la Regione può far fronte nel contesto della continuità territoriale. Per non parlare della dismissione dei beni, a partire da quegli alloggi già in mano alla  R.A.S. che insieme al Comune, o forse a causa del Comune, non riesce a prendere una decisione, l’unica semplice e logica possibile, cioè  darli in riscatto agli inquilini.

19 agosto : altra guerra Comune - parco .... stavolta su Caprera !!!

I primi a chiedere la "testa" del presidente del parco Gianfranco Cualbu di Alleanza Nazionale sono stati quelli di.... Alleanza Nazionale ! In una intervista alla Nuova Sardegna, nei giorni scorsi il Presidente Cittadino di A.N. , G.Deleuchi, in accordo con la Federazione di Olbia, ha chiesto che Cualbu venga allontanato, che il parco venga commissariato dal Ministro ( sempre di A.N. !) Matteoli e che la carica di "commissario" sia data al Sindaco (....sempre di A.N.) di La Maddalena, R.Giudice. ( n.d.r. )

PARADOSSALE !!!  

Succede solo a La Maddalena !!! Seguono a ruota i D.S..... nella cronaca di Guido Piga de La Nuova Sardegna il resoconto dei piu' recenti avvenimenti.....

La "Nuova Sardegna" SABATO, 10 LUGLIO 2004

 Cualbu: felicissimo per Rosanna ora non cerchi scontri, collaboriamo


 

   «Dialogo, dialogo, dialogo» ripete Gianfranco Cualbu.
 - Presidente Cualbu, ora è facile dirlo. Ma lo sa che è lei ad aver causato la crisi al Comune?
 «Io non c’entro niente nella crisi, né il Parco. Si leggono tante notizie, del resto, che possono portare a escludere che noi abbiamo qualche colpa...».
 - Però il sindaco dice che è lei a remare contro...
 «E’ specioso, come diciamo noi avvocati, mascherare certe difficoltà con la scusa del Parco. Assurdo».
 - E la rescissione del contratto alla Legacoop? Un assessore non l’ha presa benissimo...
 «Pensi che ho saputo che il consorzio che lavorava per noi apparteneva alla Lega solo da pochi giorni... Come presidente, non mi interessa né favorire né svantaggiare qualcuno in base al colore politico. L’assessore, poi, è come tutti gli altri cittadini. Io mi vergognerei se, essendo assessore, usassi quel ruolo per ottenere qualcosa. Se ha diritto, bene. Se no, nulla. Come per tutti. Il recesso del contratto con la Lega è stato deciso perché c’erano illegittimità insanabili. La legge parla chiaro, e io la faccio applicare. Punto».
 - Avete mandato a casa un sacco di lavoratori...
 «Non è così. Due sere fa abbiamo fatto il bando per 38 assunzioni. Subito, e direttamente dal Parco, prendendo molte delle guide che l’ente ha formato negli anni e che erano disoccupate. Eppoi, assumeremo per i battelli antinquinamento».
 - D’accordo, ma la Giudice ce l’ha con lei anche per via della gestione dei beni demaniali. Li vuole tutti lei, presidente?
 «Ragioniamo serenamente. La legge impone che i beni dello Stato dismessi vadano al Parco. La Regione, facendosi forte dell’articolo 14 dello statuto sardo, sostiene di avere il diritto di acquisizione dei beni. C’è una causa civile, un conflitto di competenze in cui, ora, siamo entrati anche noi come Parco. Il Comune, invece, non ha titolo legale per rivendicare quei beni».
 - Quindi la partita, per lei, è solo tra Parco e Regione?
 «Anche qui, ragioniamo. Il Comune ha necessità di avere qualche bene? Ok, vediamo quali. Cosa crede, il Comune, che il Parco non lo aiuterà? Sono pronto a discutere. Sediamoci attorno a un tavolo, vediamo quali beni possono essere dati al Comune. Io, come Parco, certo non me li mangio... Piuttosto, d’intesa cerchiamo di andare a cercare soldi per ristrutturali, gestirli, renderli produttivi. E togliamoci un neo: la discarica di Sasso Rosso: è piena di veleni. Quelli veri».
 - Il regolamento del Parco: l’ha approvato, lei, senza la “concertazione” del Comune. Bella collaborazione...
 «Anche qui, la legge parla chiaro: il Comune non ha ruolo. Posso dire, però, che sto cercando di risolvere tutti i conflitti, a cominciare da quello con i barcaioli. Hanno perso il ricorso al Tar, loro, contro di noi. Ma hanno fatto ricorso al Consiglio di Stato. E’ importante...».
 - Lo vede: lei ama i conflitti...
 «Al contrario. Visto che c’è il ricorso, è possibile aprire una trattativa per risolvere il contenzioso. Se riesco, lunedì incontrerò i barcaioli. Un’intesa, ne sono convinto, la troveremo. Bisogna solo allargare un po’ gli orizzonti, bisogna che loro abbiano occasioni di lavoro anche d’intervo. Senza gelosie, con la partecipazione di tutti: da Santa Teresa a Palau. C’è lavoro per tutti, credetemi: basta dialogare».
 - Dialogare, va bene. In consiglio comunale, invece, ancora scontri. Sarebbe stato meglio commissariare il Comune?
 «No. Io dico una cosa con nettezza: sono contento che il sindaco Giudice abbia ritirato le dimissioni. Un capitano non deve mai abbandonare la nave quando è in difficoltà. Sarebbe stato un tradimento. E noi di An, lasciatemolo dire, non tradiamo mai...».
 - Come? La Giudice vuole cacciarla, An anche...
 «Anche qui mi appello alla legge. La nomina del presidente del Parco spetta al ministro dell’Ambiente, d’intesa con la Regione. Per ora è così, se poi cambiano la legge... Fatemelo dire: un po’ di demagogia serve (sorride). Ma questa è acqua passata, d’ora in poi serve una svolta, nel nome della Maddalena».
 - Svolta in quale direzione?
 «In questa. Né sui beni, né sul regolamento, né su niente c’è ragione per innescare conflitti fra Parco e Comune. Se vogliono farlo, litighiamo pure: ma non serve a nessuno. Se usiamo la ragione, invece, sarà possibile trovare un’intesa. Io la proposta la lancio: facciamo un patto. Ora tocca al Comune. Vedano loro, cosa vogliono fare...».

GUIDO PIGA

 D.S. Contro Cualbu & Giudice

 «Altro che pace fra l’amministrazione comunale e il Parco: qui Cualbu ( Alleanza nazionale ) vuole imporre una pax romana: vuole svuotare di poteri il Comune e la Regione, vuole chiudere in un recinto i maddalenini. Ora intervenga Soru per ristabilire la legalità in questa isola». 

Stefano Filigheddu, consigliere comunale dei Ds, boccia i tentativi («fasulli, come si è visto») di intesa fra i due enti amministrati da An e chiede ancora una volta il commissariamento del Parco, che «blocca tutti, tranne gli Usa».
 - Il presidente cittadino di Alleanza Nazionale, Deleuchi, chiude la porta al dialogo con Cualbu del suo stesso partito, dunque è ancora crisi?
 
«Di porte, qui, non ne ha mai aperto nessuno. La verità è che fra questa amministrazione comunale e questa dirigenza del Parco, in testa il presidente Cualbu, non potrà mai esserci pace. Sarà un conflitto continuo, di cui pagheranno le conseguenze i cittadini maddalenini. I quali sono maltrattati dalla giunta Giudice, e vessati dalla conduzione Cualbu».
 - Beh, però Cualbu voleva dare una svolta, parlava di intese, accordi...
 
«A Cualbu della Maddalena, dei maddalenini, dei galluresi, non importa nulla. Lui si comporta come un proconsole romano. Non gli interessa ricercare la pace, vuole solo imporre una pax romana. Schiacciando l’autonomia comunale e quella regionale, e piegandosi soli agli interessi della marina militare italiana e di quella statunitense».
 - Una cosa alla volta: che c’entra, e come, l’autonomia comunale nei disegni “romani” di Cualbu?
 
«Cualbu ha distrutto il sindaco, per la quale cosa, essendo la Giudice di una pochezza sconcertante, non ha dovuto faticare molto. Ma il problema serio è che vuole annientare i poteri del Comune, dei maddalenini. E in questo c’è la complicità del sindaco...».
 - Complicità come?
 
«In questo. La Giudice ha detto che la crisi comunale è stata originata dallo scontro con il Parco, e non dalla delibera di mobilità di un ex maresciallo. I fatti la smentiscono. Racconto un particolare. Due settimane fa, riunione del consiglio direttivo del Parco. Un consigliere chiede che il regolamento venga portato all’attenzione del consiglio comunale. Cualbu risponde così: “a me il consiglio comunale non rappresenta nulla”. La Giudice era al suo fianco: invece di difendere il Comune, di fare la battaglia, se n’è rimasta zitta. Ha avallato le scelte di Cualbu. Ecco tutto spiegato».
 - E l’autonomia regionale che c’entra?
 
«Sui beni dismessi dallo Stato, Cualbu offende l’autonomia sarda. Lo statuto dice che i beni ceduti dallo Stato passano alla Regione. Invece Cualbu, in forza della legge istitutiva del Parco, che è subordinata all’autonomia sarda, li vorrebbe per sé, andando addirittura a innescare un conflitto giuridico. Per il resto, zero. Il Parco non prende mai posizione contro il raddoppio della base americana, mai contro i disegni della marina italiana. Qualunque cosa facciano, a lui va bene. Chissà la notte se dormirà tranquillo, a Nuoro, con la sua coscienza...».
 - Deleuchi, a nome di Alleanza Nazionale, chiede che Cualbu sia allontanato. E voi, che fate?
 
«Anche questo è un gioco delle parti vergognoso. Un anno fa, noi del centrosinistra proponemmo in consiglio comunale una mozione per cacciare Cualbu e nominare al suo posto il sindaco della Maddalena. Lo facevamo per una questione di principio: vogliamo che il Parco della Maddalena, essendo in un unico Comune, sia guidato dal sindaco. Allora, il centrodestra, Giudice in testa, respinse quella mozione perché An occupava tutto il potere. Ora loro, quelli di An, hanno cambiato idea non perché abbiano a cuore gli interessi della Maddalena, ma solo perché i loro affari non collimano più e quindi vogliono mandare all’aria tutto. Impugnino il regolamento del Parco, invece, che è pericolosissimo».
 - Perché?
 
«Perché, per la prima volta, sono vietati gli usi civici dei maddalenini. Il regolamento proibisce ai maddalenini di immergersi per la pesca a luglio e ad agosto, la prossima volta sarà a ottobre e a marzo. Ci vuole recintare, Cualbu, per questo è giusto che la Giudice sia mandata a casa dai cittadini, che l’hanno eletta, e Cualbu dal presidente Soru».

La Nuova Sardegna  - Guido Piga -  MERCOLEDÌ, 14 LUGLIO 2004

La Nuova Sardegna Mercoledi 21 luglio

La campagna estiva dei Ds

I Ds incalzano l’amministrazione di destra. Il segretario regionale in scadenza, eletto con i resti alle ultime elezioni, si occupa dell’isola con la sezione. Dice: «Il sindaco Rosanna Giudice ha preso atto di non avere più una maggioranza e che il bilancio è stato votato solo per un fatto amministrativo, ma che è senza prospettive e che pertanto occorre voltare pagina. Per l’occasione ho invitato i consiglieri comunali a prendere le distanze dal sindaco per evitare così la catastrofe». Quali i motivi di questo disastro? «Prima di tutto il parco».
 Dicono i ds: «Aver accettato da prima il commissariamento del parco, aver accettato che alla direzione dello stesso venisse indicato un anti parco, aver accettato che Cualbu, che non conosce le questione ambientali, il valore del sistema parco, è stato il primo errore politico. Quello, poi, di aver contrapposto alla pochezza del presidente del parco, altrettanta pochezza amministrativa da parte del sindaco, conferma che il centrodestra non ha la cultura di governo sufficiente per traghettare La Maddalena da uno sviluppo autarchico, che si basa sul rapporto con la marina, su un percorso che deve vedere l’inserimento della città in uno sviluppo più complessivo della città, significa avere qualità di governo che al momento non sono state dimostrate».
 Cugini aggiunge: «Io sono amico dei maddalenini, ma individuo nel sindaco un nemico della stessa isola, perché noi con gli imprenditori che hanno dimostrato interessi alla Maddalena continueremo a difendere la funzione strategica della città, perché i maddalenini e la Gallura meritano questa attenzione. Ecco perché noi andremo alla ripresa dell’attività politica alla conferenza programmatica della gallura, proprio per costruire la piattaforma di governo della provincia, dove individueremo anche il candidato presidente».
 Per quanto riguarda la politica gallurese, Cugini si dice «preoccupato del fatto che alla Maddalena c’è una crisi amministrativa, a Tempio c’è il fallimento della prova di Pintus, a Olbia siamo di fronte a una paralisi di una iniziativa politica. Le realtà urbane più significative sono prive di una guida politica all’altezza della prospettiva, per cui il centrosinistra si candida ad amministrare la provincia avendo dimostrato che è possibile ottenere più voti del centrodestra quando si hanno programmi che rispondono alle aspettative dei cittadini e quando si propongono persone adeguate alla sfida di governo». «I diessini alla Maddalena sono il primo partito. Questo è frutto di una opposizione limpida e trasparente che ha rifiutato inciuci e compromessi. Noi riteniamo che il giudizio dei locali debba essere valorizzato e sostenuto per dare la possibilità ai cittadini di scegliere un’ alternativa. C’è una distanza abissale tra la volontà dei maddalenini e gli atti amministrativi del centrodestra. Alla Maddalena c’è un problema morale che è manifestato non solo dalla crisi, ma riferito al personale politico che guida l’amministrazione. Ci sono interessi privati che colludono con quelli collettivi».

Parco e giunta, problemi drammatici - Il segretario Ds Cugini ieri nell’isola: Siamo molto preoccupati -

La situazione alla Maddalena è drammatica: la denuncia è dei Ds, che ieri hanno convocato una conferenza stampa alla quale ha partecipato anche Renato Cugini, segretario regionale della Quercia, oltre ai principali rappresentanti locali del partito. Parco, economia dell’isola, crisi della maggioranza di centrodestra sono stati al centro degli argomenti trattati ieri mattina.
 Al termine della riunione, Cugini ha anche inviato un fonogramma al prefetto di Sassari Salvatore Gullotta. Il segretario Ds chiede al prefetto un incontro urgente per esaminare i problemi dell’amministrazione comunale, in particolare «i provvedimenti antidemocratici - si legge nel fax inviato a Gullotta -, dalla presidenza del consiglio comunale, che ha impedito la partecipazione alla discussione ai consiglieri di minoranza. Atteggiamento tenuto nei confronti di Pierfranco Zanchetta e Gianvincenzo Belli».
 L’iniziativa si riferisce a un recente consiglio comunale in cui per la prima volta nella storia isolana, due consiglieri (appunto Belli e Zanchetta) sono stati espulsi dall’aula.
 Nella conferenza stampa sono stati elencati i motivi di preoccupazione per i Ds per la situazione venutasi a creare nell’isola. «Parco anzitutto - ha detto Belli -, il problema di assoluta emergenza ed attualità con la chiamata in causa del presidente Soru che ci auguriamo possa far valere il ruolo della Regione che, in passato, è stato sempre deficitario. Le dismissioni, i lavori dell’ampliamento della base di Santo Stefano e soprattutto gli investimenti a La Maddalena, sono argomenti che non trascuriamo».
 Insomma un modo per proporsi come forza di governo anche in città. Infatti le problematiche che i Ds vogliono percorrere con il sostegno di Cugini in Regione, sono quelle che attualmente il governo di centro destra della città non riesce a risolvere. Lo ha rimarcato Pier Franco Zanchetta, confermando ancora volta che l’isola sta vivendo un momento di crisi profonda e lacerante dovuta ad una maggioranza di destra incapace di governare.
 «Oggi - ha detto Zanchetta - siamo di fronte ad una crisi che non trova sbocchi o soluzioni, se non quello di ripercorrere un “già visto” e ritrovarsi con una crisi ancora più dilaniante all’interno dell’ex maggioranza, che non risolve i problemi e non ha autorevolezza propositiva. In due anni di governo non si è fatto vedere nessuno e tanto meno l’onorevole Cicu, come del resto personaggi della regione, mentre invece noi abbiamo solo dimostrato di tenere testa, discutendo dei problemi e trovando anche linee di indirizzo per la soluzione. Stendo un velo pietoso su questa crisi, un teatrino ignobile in cui si vede tutta l’incapacità di una ex coalizione che non sa dare risposta alla città e che non sa trovare interlocutori».
 Ecco perché i Ds oggi si presentano con il loro rappresentante regionale, dopo che gli stessi erano stati considerati solo quelli che “abbaiano la luna”. Renato cugini conoscendo i problemi dell’isola è dispiaciuto che questa possa diventare la Cenerentola della Gallura, perché la crisi amministrativa, oltre che a confermare una difficoltà del centrodestra come forza di governo, rischia di escluderla da una attenzione più significativa da parte degli imprenditori privati ed anche dal governo nazionale e della regione. «L’amministrazione della Maddalena - ha detto Cugini - è in difficoltà, non può sviluppare un’iniziativa politica importante. Siamo in presenza di una giunta priva di assessori, con un’idea amministrativa che viene manifestata dal sindaco con scelte che sono lontane dalla democrazia. Questi aspetti preoccupano, noi come partito,ma anche l’intera Gallura, anche perché il progetto di cui parliamo dice che La Maddalena è un tassello importante».
 Cugini, spazia su quello che è successo in questo ultimo periodo nell’isola, dalle deleghe ritirate all’assessore Columbano, agli assessori che le consegnano al sindaco, alle riunione di maggioranza per discutere su delibere che non passano, dal bilancio votato ma che è senza prospettive ed invita i consiglieri comunali che«non si riconoscono nella funzione amministrative del sindaco a prendere le distanze, perché così saranno coinvolti in un fallimento generale che colpirà l’isola»

Articoli di Andrea Nieddu -  La Nuova Sardegna -

 

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