L'acqua sporca che ci hanno propinato sino ad oggi si paga al 50% : il giudice da ragione ai cittadini. Chi ci pagherà di danni sin'ora subiti a causa della cocciutaggine di certi "amministratori" ? E la Corte dei Conti che fa ???

ATTENDIAMO RISPOSTE .... ANZI ... LE PRETENDIAMO !

I CITTADINI ONESTI CHE HANNO PAGATO DOPO AVER RICEVUTO MINACCE E PSEUDOINGIUNZINI DI PAGAMENTO POSSONO RICHIEDERE IL RIMBORSO DELLE BOLLETTE ( A FORFAIT ) PAGATE PER INTERO ?

NOI CREDIAMO PROPRIO DI SI QUINDI....RICORRETE GENTE, RICORRETE VEDRETE CHE STAVOLTA QUALCUNO PAGHERA' !!!

Il giudice di pace condanna il Comune
La Maddalena,risarcimento del danno ai cittadini per le bollette salate !

L'acqua dovrà essere pagata al cinquanta per cento e i cittadini hanno diritto al risarcimento del danno . La faccenda delle bollette idriche salate è finita con una sconfitta per il comune della Maddalena .
Grande soddisfazione è stata espressa dal responsabile regionale dell'Adiconsum Giorgio Vargiu e dai suoi collaboratori che operano alla Maddalena, cioè Luigi La Pera,Mario Luciano,oltre che dall'avvocato Aldo Kersevan, difensore di centinaia di utenti maddalenini.
Con sentenze depositate ieri , il Giudice di pace Daniele Pellacani ha accolto,infatti,le opposizioni proposte da alcuni utenti contro i decreti ingiuntivi e ,in aggiunta a quanto stabilite in altre precedenti decisioni ,in cui si era limitato a dichiarare prescritti i crediti comunali ,ha pure sancito
la illegittimità della quantificazione operata dal Comune della Maddalena a "forfait",con riferimento ai canoni degli anni 1996 , 1997 e 1998, riconoscendo come unico criterio di addebito quello della lettura del contatore,previsto peraltro dall'articolo 11 del Regolamento per la distribuzione dell'acqua del civico acquedotto.
Inoltre ,il Giudice di pace ha ridotto al cinquanta per cento il costo dell'acqua , in considerazione della sua persistente ,comprovata non potabilità .Infine ha condannato il Comune al risarcimento dei danni per responsabilità contrattuale, determinandoli in un importo variabile a seconda della composizione numerica di ciascun nucleo familiare e del periodo di tempo della fornitura.
Pur trattandosi di una sentenza di primo grado , è innegabile che questa possa rappresentare un precedente giurisprudenziali di assoluto rilievo .
Il Comune della Maddalena ,infatti , non solo sarà tenuto ad ottemperare alle prescrizioni imposte dal Giudice , ma, con molta probabilità, dovrà fare i conti con le più che legittime rivendicazioni di quei cittadini che finora hanno continuato a pagare per intero le somme reclamate dalla Amministrazione per consumi di acqua ,dichiaratamente non potabile , erogata molto spesso in modo discontinuo e con insufficiente pressione.
A questo punto viene spontaneo porsi una domanda :perchè mai il Comune della Maddalena ha preferito esporsi alle nefaste conseguenze di una sentenza come questa ,e di altre che seguiranno a breve , anzichè arrivare a una onorevole transazione , accettando il pagamento al 50% delle bollette e la integrale compensazione delle spese di lite proposta dai rappresentanti dell'Adiconsum ?
Una domanda più che pertinente , anche perchè non può escludersi che qualche amministratore del comune maddalenino possa essere chiamato a rispondere del suo operato davanti alla corte dei conti .

by Andrea Nieddu la nuova Sardegna 29 /07/ 2006

  
Santa Teresa, An contro Cualbu e soci
Contestato il regolamento del Parco: poco spazio alle nostre barche

by Tonio Biosa - La Nuova Sardegna - 28 agosto 2004

Il contingentamento del numero dei visitatori imposto dal Parco della Maddalena penalizzerebbe i barcaioli che effettuano le visite muovendo dal porto di Santa Teresa. I quali lamentano una riduzione dell’attività pari al 40 per cento. Della lamentela si è fatto interprete il circolo di An, che l’ha girata al presidente del Parco Cualbu, al ministro dell’Ambiente Matteoli e al senatore Mulas, tutti di An.
 Scrive il responsabile del circolo teresino di Alleanza nazionale Gianni Usai, in una lettera: «Desidero rappresentare le preoccupazioni degli operatori addetti al trasporto marittimo di passeggeri, e anche di questo circolo, in relazione a quanto è stato predisposto sul regolamento di attuazione del decreto del presidente della Repubblica 17 maggio 1996 e relativo allegato A approvato nel 2004».
 Muovendo appunto dal passo del regolamento citato, così continua: «Seppur discutibile, il contingentamento (3800 passeggeri) sarà stato certamente valutato con criteri plausibili di tutela del territorio. Ciò che non torna, e sembra una decisione totalmente iniqua, è che questo ricade a totale carico degli operatori frontalieri, riducendo, a questi ultimi, la loro capacità operativa di circa il 40 per cento. Vorrei far presente, signor presidente, l’impegno economico affrontato da tutti gli operatori del settore non solo per aumentare la loro capacità di trasporto ma anche per migliorare le condizioni di servizio all’utenza. Ma soprattutto per far fronte a stagioni sempre più brevi e irte di interrogativi di carattere economico e meteorologico, esposti a tutte le crisi alla cui determinazione son sempre risultati estranei, vittime spesso di decisioni politiche che non tengono certo conto dei loro problemi.
 «Loro che - continua Usai - con l’opera ed il lavoro che svolgono con il migliore impegno, rappresentano il più valido veicolo promozionale per il turismo dell’intera regione. Di tutto questo - si sostiene ancora nella lettera - con il provvedimento che è stato attuato, non si è tenuto conto. Così come è stata ignorata la sentenza del ricorso al Tar della Sardegna nº495/2001. La quale, tra l’altro, recita: “....l’intesa di programma per l’isituzione del Parco fra Ministero e Regione prevede che alle unità da traffico e/o noleggio delle armatorìe residenti in La Maddalena sarà riservato il 75% dei permessi. Il che significa che il favore verso gli armatori residenti è limitato al numero dei permessi che, evidentemente, nei futuri rilasci dovrà esser gestito in modo tale da far sì che “a regime” i residenti abbiano un numero di autorizzazioni pari al 75% del totale. Tuttavia tale disposizione non autorizza alcuna disposizione o trattamento di sfavore nei confronti degli armatori non residenti già autorizzati al 31 dicembre del 1995, i cui permessi devono esser rinnovati in posizione di perfetta parità coi residenti”. Ecco perché - è la deduzione del dirigente teresino di An - ritengo iniquo il provvedimento che non tiene in alcun conto elementi di indiscutibile giustizia e non tiene neanche conto della data di applicazione in cui viene emesso. Cosa sarebbe cambiato se, anziché diventare operativa il 6 di agosto, così come è stato fatto attraverso un telegramma inviato agli operatori interessati, l’entrata in vigore fosse stata stabilita al 30 di ottobre?
 «Al fine di tutelare i nostri operatori di Santa Teresa- conclude la lettera- sono a pregarla di voler esaminare la possibilità di sospendere temporaneamente il provvedimento. E quindi di convocare le parti interessate in tempi congrui, e comunque a fine stagione, e con loro trovare una forma che non danneggi nessuno. Fermo restando, eventualmente, il numero contingentato di sbarco a terra dei passeggeri».
 Insomma: anche a fine estate continua la contestazione (anzi: ne arriva una nuova, ora) sul regolamento voluto dal Parco della Maddalena targato An, con Cualbu al comando. Con critiche sempre da An, dallo sponda di Santa Teresa, questa volta.

HOME