Considerazioni politiche in merito alle problematiche legate al trasferimento della base di S. Stefano e proposte per il rilancio economico occupazionale dell’arcipelago di La Maddalena.

Innanzitutto vogliamo esprimere, a nome di tutti i componenti della nostra lista, la più totale ed incondizionata solidarietà verso tutti coloro che, da questo evento, patiranno danni economici e   contemporaneamente, esprimiamo tutto il nostro sdegno nei riguardi di tutti coloro che con azioni, scritti, comportamenti politici ed amministrativi irresponsabili e demagogici hanno contribuito ad accelerare un processo che, probabilmente, si sarebbe verificato in tempi molto più lunghi.

Esprimiamo altresì la nostra opinione in merito ai ritorni economici legati alla presenza delle due grandi istituzioni , marina USA e parco, per le quali il parere dei maddalenini non è mai stato richiesto per l’arroganza e la scarsa o nulla lungimiranza di amministratori politicamente incapaci convinti di essere, loro e solo loro, depositari della “verità” ,  arrogandosi arbitrariamente il diritto d’interpretare la volontà dei propri amministrati

Mentre per il caso della marina USA esistono circa 300 posti di lavoro tra i diretti dipendenti e quelli delle ditte appaltatrici,  innumerevoli posti di lavoro legati alla loro presenza nell’arcipelago ( dipendenti di bar, ristoranti, tassisti, hotel, agenzie, coiffeurs, esercizi commerciali in genere ) ,  tutto l’indotto derivante dagli affitti degli immobili nonché del loro mantenimento ( ditte edili, impiantistiche e di manutenzione ) per un giro d’affari quantificabile 25 / 30 milioni di euro / anno , il Parco, verso il quale si alzò sempre e solo la nostra voce insieme a quella di migliaia di maddalenini che chiedevano di potersi esprimere mediante un referendum consultivo, ha prodotto ricadute economiche ed occupazionali nulle per i maddalenini, senza voler contare che la nostra comunità è in credito di oltre 1000 posti di lavoro legati allo smantellamento della base della Marina Militare Italiana ancora in corso e che a suo tempo sempre e solo noi chiedemmo una legge speciale rifinanziabile Stato – Regione, almeno decennale, per la riconversione occupazionale con il mantenimento di tutto l’ organico.

La scarsa sensibilità di uomini politici a tutti i livelli, sindacalisti “allineati”, ex amministratori ed ex politici incapaci, ,  non dimenticando  la miopia e l’inettitudine delle ultime tre amministrazioni comunali ha boicottato non solo  le nostre proposte ma anche le legittime istanze e aspirazioni dei maddalenini con i risultati che stanno sotto gli occhi di tutti.

Attualmente il governo regionale nella quasi totale assenza delle opposizioni sta “tirando” la volata elettorale al centrosinistra nazionale, il quale dopo la miserabile e dannosa campagna stampa orchestrata contro gli americani  ha prodotto, quale unico risultato, il repentino ed irritato smantellamento della base USA, col risultato di gettare nell’incertezza e nell’angoscia migliaia di maddalenini.

Noi non solo rigettiamo con forza questa logica e ribadiamo, con altrettanta forza e nella speranza che i nostri concittadini non cadano in questo miserevole tranello ( le elezioni regionali, provinciali e comunali sono passate da un pezzo ! )  che il precipitare di questo non auspicabile evento è stato accelerato dal continuo terrorismo ideologico e psicologico esercitato attraverso la stampa di regime con lo spettro dell’incidente nucleare, smentito a tutti i livelli dalle istituzioni sanitarie locali, regionali e nazionali. Ricordiamo lo scarsissimo spazio  dedicato dai mass media alla conferenza nella quale noi divulgammo quelle verità che già il “Governatore” conosceva, ovvero la mancanza di qualsiasi riscontro di radioattività nell’arcipelago, verità che egli si era ben guardato dal rendere pubbliche prima del nostro intervento in quanto impegnato  nella personale e forse non personalmente disinteressata “crociata” anti – USA assieme all’intera sinistra, alla Margherita, a qualche ex democristiano sinistrorso, alle cosiddette Associazioni Ambientaliste con in testa Legambiente ed ai cosiddetti “indipendentisti” nostrani e stranieri.

A questo punto si rende necessario mettere in campo tutte le idee, le intelligenze, le capacità e gli uomini per affrontare questa gravissima situazione, avendo l’onestà morale e politica di produrre atti o pronunciare parole tali da non ingenerare facili illusioni in persone sull’orlo della disperazione perché la soluzione a questi abnormi problemi non è certamente  dietro l’angolo.

Per parte nostra ci rendiamo disponibili a dare, come sempre, il nostro contributo per questa battaglia a fianco della popolazione, riproponendo soluzioni, a medio e lungo termine che vanno, come nel Gennargentu, dalla richiesta forte ed incondizionata di abrogazione del decreto istitutivo del Parco Nazionale, vero ed unico ostacolo al difficile e complicato rilancio dell’economia, alla richiesta dell’immediata volontà politica per la costruzione del porto commerciale con conseguente utilizzo dei banchinamenti attuali per fini turistici e di un loro potenziamento fino a 2000 posti – barca, alla richiesta al ministero delle finanze perché decida sulla liberalizzazione delle case da gioco e conceda al comune di La Maddalena una delle concessione previste, alla riconversione dell’ Arsenale, al passaggio immediato in proprietà al comune senza intermediari ( Regione e Provincia ) di tutti i beni dimessi e dismissibili dello Stato, alla rivisitazione ed all’immediata approvazione di un P.U.C. che permetta, finalmente, di coniugare gli investimenti immobiliari di imprenditori “veri” e seri con il diritto alla prima casa, alla possibilità di immediato utilizzo di alcuni banchinamenti e specchi acquei per sopperire alla carenza di ricettività alberghiera con possibile ormeggio stagionale di grandi unità di navi crociera.

Su un punto bisogna che il “governatore” sappia esattamente il nostro pensiero e quello della stragrande maggioranza dei maddalenini, ovvero sul così detto “parco nazionale”  : siamo convinti che non sia stata la presenza militare  a frenare lo sviluppo dell’arcipelago bensì la presenza di un parco imposto contro la volontà della popolazione solo grazie alla complicità di pochi amministratori e di qualche “fiancheggiatore” interessato e che l’istituzione abbia ampiamente dimostrato la sua inutilità essendo un carrozzone per ex politici, trombati e raccomandati, di sinistra e di destra, che ha creato in questi ultimi dieci anni diseconomie e danni d’immagine ampiamente superiori a quelli della base USA, così come i maddalenini debbono pretendere assoluta chiarezza sulle parole pronunciate da Soru sulle presunte << entrate di cui non si sa nulla>> dalle casse del parco :

  • Quali sono queste entrate di cui non si sa nulla?
  • E se non se ne sa nulla dove sarebbero finite ?
  • Perché non ha ancora interessato del fatto  la Magistratura?

Sul parco sia chiaro e leale con la nostra comunità e lo sia sino in fondo : sottoscriva dunque l’impegno di chiedere e pretendere dal Governo nazionale, attuale o a quello che verrà, l’immediata revoca del decreto istitutivo dello stesso, come nel Gennargentu, via maestra per “liberare” finalmente il nostro arcipelago dal più grande ostacolo al suo sviluppo e nel frattempo s’impegni a sensibilizzare gli organi competenti per l’indizione del referendum consultivo per il quale sono state raccolte oltre 3000 firme di residenti.

Le parole dell’On.Soru pronunciate per “anestetizzare” la nostra comunità durante la sua inutile venuta a La Maddalena meritano qualche ultimo commento : aberranti, populiste, illusorie, umilianti !

Aberranti : non si può manifestare gioia per un evento verso il quale la nostra comunità non ha, allo stato, le risorse ed i mezzi per poterla affrontare dignitosamente senza pericolose e non auspicabili tensioni sociali e che gli spiccioli promessi da Soru, peraltro in buona parte già di diritto della nostra comunità e di ordinaria amministrazione, non potranno certo risolvere la grave crisi in tempi ragionevoli.

Populiste : cercare di comprare il consenso  “anestetizzando”con il politichese i maddalenini ancora scioccati, è una  logica totalmente estranea al nostro stile di far politica che  giudichiamo quantomeno riprovevole.

Illusorie : sfidiamo chiunque a voler dimostrare, cifre alla mano, che essere impiegato come comparsa delle “fiction televisive” o essere impegnati in “lavori socialmente utili” , parole dell’illuminato Presidente Soru, possano essere la ricetta per far uscire la nostra città dalla inevitabile crisi e possano produrre un reddito tale da poter far pagare un mutuo ad un capofamiglia, per far vivere dignitosamente la propria famiglia  o dare una prospettiva di un futuro migliore ai propri figli.

Umilianti : “ cedere al sindaco la presidenza della comunità del parco” ,  “richiedere la gestione diretta del museo di Garibaldi al comune” ed altre amenità del genere che, in altri tempi ci avrebbero strappato qualche risata, oggi si commentano da sole e invitiamo  il Governatore a  pronunciare le stesse parole nel nuorese o quando quelle comunità andranno a Cagliari a presentargli il “conto” in merito alle responsabilità del Governo Regionale sul Parco del Gennargentu.

Senza voler fare facile dietrologia ed inutile demagogia, non è nel nostro stile, avevamo visto giusto a suo tempo, nel rigettare le facili speranze e le illusioni prospettate da amministratori comunali inetti, politici provinciali e regionali interessati solo ai voti dei maddalenini e con questo intervento vogliamo, per l’ennesima ed ultima volta , cercare di far capire ai nostri concittadini, che i veri, acerrimi nemici di questa città si trovano appena sbarcati a Palau,  sono e lo sono stati : la regione e la provincia e, spesso e volentieri, anche lo Stato centrale.

Letto il “contratto con i maddalenini” firmato dal Presidente Soru, dalla presenzialista Presidentessa della Provincia Olbia - Tempio , Murrighile e dal Sindaco Comiti vero e proprio manuale per aspiranti prestidigitatori invitiamo i maddalenini e tutti coloro che hanno a cuore la nostra città a leggerlo integralmente sul sito www.lamaddalena.it ( PER LEGGERE IL DOCUMENTO INTEGRALE CLICCA QUI ) per rendersi conto che tra la realtà e  le illusioni e le mezze verità fornite dalla stampa di regime c’è  un abisso . Concludiamo quindi con l’invito alla nostra comunità a tenere alta la guardia ed a tenersi pronta per una mobilitazione che le faccia ritrovare la dignità e l’orgoglio per affrontare i tempi che verranno senza timori, senza riverenze e senza cedimenti.

IL CONSIGLIO COMUNALE MADDALENINO SFIDUCIA IL PRESIDENTE DEL PARCO

Articoli de La Nuova Sardegna

GIOVEDÌ, 25 SETTEMBRE 2003

 
Gianfranco Cualbu sempre più isolato Ora arriva la bocciatura politica di An
Consiglio comunale incandescente sulla gestione del parco

 di PIERO MANNIRONI


Gli americani usano un’espressione colorita e immaginifica per definire un politico che ha un crollo di credibilità. Dicono che è un’anatra zoppa. Visto che alla Maddalena gli yankee sono di casa, non è quindi una forzatura dire che da ieri Gianfranco Cualbu, è un’anatra zoppa.
 E’ vero, il presidente del Parco dell’Arcipelago resta sulla sua poltrona, ma la bocciatura politica pesa. Prevedibile quella della minoranza di centrosinistra nel consiglio comunale della Maddalena, un po’ meno quella dei suoi stessi compagni di partito di Alleanza Nazionale. Come dire: la ragion di partito non è bastata.
 Nell’arcipelago Cualbu non è mai stato amato. Fin dall’inizio. Forse perché la sua imposizione da parte del ministro dell’Ambiente Altero Matteoli (guarda caso di An anche lui) è stata un’azione istituzionalmente violenta e senza precedenti. Neppure l’assessore regionale all’Ambiente Emilio Pani (combinazione, un’altro uomo di Alleanza Nazionale) è stato consultato e ha avuto voce in capitolo.
 Ma è stato solo l’inizio: Cualbu, infatti, non ha fatto proprio nulla per ricucire quello strappo e creare diplomaticamente le condizioni per una convivenza con l’amministrazione comunale. Non è inutile ricordare che il Parco Nazionale della Maddalena rappresenta un’eccezione. Prima di tutto perché il suo perimetro coincide con il territorio di un’unico comune. La Maddalena, appunto. Un fatto che dovrebbe imporre a un presidente una linea prudente e conciliante con il Comune, che è poi il parco stesso. C’è un’altro elemento di eccezionalita del quale però molti preferiscono non parlare. E cioé che si tratta dell’unica area naturalistica protetta ad ospitare una base militare nucleare.
 L’avventura di Cualbu alla guida del Parco è una storia di scontri, di lacerazioni, di conflitti e di diktat maldigeriti dai maddalenini. Uno scontro che si è progressivamente inasprito, incarognito. Fino al punto che il Consorzio degli operatori turistici, la Cna e la Confcommercio lo hanno accusato di «essere fedele alla logica del business». E qui si arriva a uno dei punti dolenti: la gestione delle strutture dismesse del demanio militare. Un problema delicatissimo perché, secondo molti alla Maddalena, è un grosso affare.
 Bocciatura unanime, quindi. Ma con un distinguo che merita di essere approfondito. Ieri, infatti, la minoranza ha presentato un’articolata mozione di sfiducia a Cualbu, contenente una richiesta di commissariamento dell’ente e la nomina del sindaco (un’altra esponente di An, tanto per non sbagliare) come reggente. Un’iniziativa forte, una condanna senza appello, che avrebbe sicuramente acceso i riflettori dell’attenzione nazionale sulla Maddalena, mettendo Matteoli nella difficile condizione di prendere decisioni sul suo uomo.
 Colpo di teatro: la maggioranza consiliare ha risposto alla mozione con un ordine del giorno che ha censurato pesantemente Cualbu. Sfiduciandolo nei fatti. E’ mancato però l’affondo. E, nonostante il sindaco Rosanna Giudice abbia detto che i due documenti erano molto simili, la maggioranza non ha accettato un accordo per arrivare a una posizione unitaria. Difficile capire. A meno che non ci si inabissi nel mondo sotterraneo dei rapporti interni di An. Il capogruppo dei ds, Pier Franco Zanchetta, ha alluso infatti a una trattativa tra le correnti di Alleanza Nazionale per una nuova distribuzione di incarichi. E’ una chiave di lettura possibile. Anzi, probabile. Spiegherebbe infatti la posizione di ieri degli uomini della maggioranza consiliare. Insomma, il concetto sarebbe questo: la poltrona è di An e Cualbu non va bene, ma l’accordo sul successore non c’è ancora. Intanto l’avvocato nuorese viene lasciato sulla graticola, in seria difficoltà politica. Insomma, un’anatra zoppa.
 Come ha detto ieri Zanchetta, però, forse qualcuno «sta vendendo la pella dell’orso prima di averlo ucciso». Allusione molto chiara: probabilmente si sta sottovalutando la forza reale di Cualbu, il peso delle sue relazioni e le sue protezioni politiche.
 Ma l’infuocato consiglio comunale di ieri è stato anche il palcoscenico delle altre due grandi questioni dell’arcipelago: il destino dell’Arsenale e la presenza sempre più ingombrante della Us Navy. Due problemi che poi si intrecciano e si confondono. Problemi di grande sostanza. L’Arsenale è infatti storicamente la spina dorsale dell’economia isolana: fino agli anni Ottanta produceva oltre 500 buste paga. Non poco, in una comunità di appena 12 mila anime. Ora, con il progressivo disimpegno della Marina militare e quello che è stato chiamato con un eufemismo «il consolidamento della Us Navy nell’arcipelago», per i burocrati del ministero della Difesa l’Arsenale è diventato un ramo secco. Gli oltre duecento posti di lavoro sono quindi ad altissimo rischio. Fallito il tentativo di creare una struttura per la manutenzione dei grandi yacht, ora è tutto nelle mani dell’Agenzia Industrie Difesa, guidata dall’ingegner Giovanni Scerk. I tempi per trovare una soluzione sono strettissimi: poco più di un anno. Come dare torto ai sindacati confederali che ieri sono intervenuti in consiglio comunale per certificare che nulla è stato ancora fatto e che la classe politica maddalenina deve esercitare pressioni forti e proporre progetti di riconversione prima che sia troppo tardi. Altrimenti, saranno cancellati oltre duecento posti di lavoro e un pezzo di storia della città.
 Per dire la verità, nel clima di veleni e di sospetti, ecco che è saltata fuori la proposta di offrire l’Arsenale agli americani. I diessini lo hanno denunciato in una conferenza stampa nei giorni scorsi, confortando la notizia con documenti arrivati dal quartier generale della Nsa (Naval Support Activity) di Napoli. E insieme a quella notizia ne è arrivata un’altra: agli americani occorrono altri 22 metri cubi di cemento alla Maddalena, oltre agli 11.350 che hanno già. E l’attenzione per questi nuovi insediamenti sarebbe caduta in aree private nelle zone di Vena Longa e Vigna Grande.
 Imbarazzante la posizione dell’assessore Giacomo Grondona (un altro di An). Sì, perché avrebbe una quota di proprietà in quei terreni. Lo ha ammesso lui stesso ieri mattina, punzecchiato dalle esplicite allusioni della minoranza. «Ma io voterò contro» ha detto Grondona. Strana posizione: infatti, se si è contro l’investimento da 88 milioni di dollari a Vena Longa e a Vigna Grande, basterebbe semplicemente non vendere quelle aree alla Us Navy...
 Il problema è delicatissimo perché quel cemento a stelle e strisce diventerebbe inevitabilmente la pietra tombale di tutte le speranze di sviluppo turistico per la Maddalena: non ci sarebbe più posto per gli alberghi.
 Negli anni Ottanta si parlava di “saigonizzazione” dell’arcipelago per la presenza sempre più invasiva degli americani. Un termine finito nel dimenticatoio e che oggi torna drammaticamente d’attualità. C’è un amara ironia in chi ieri, nei corridoi del municipio, diceva che forse si dovrà trovare un altro nome al parco. Qualcosa come “Us Nuclear Park”. God bless America.

Venerdì 26 settembre

Caso Cualbu, An bacchetta i consiglieri
La Maddalena, la federazione gallurese contro la sfiducia al presidente
Da Olbia sarebbe giunta una tirata d’orecchie per la delibera votata l’altro ieri Deleuchi “smentisce”

di Andrea Nieddu

 LA MADDALENA. Il gruppo consiliare di An, che comprende il sindaco e il segretario del circolo “Fini” Giovanni Deleuchi, sarebbe stato richiamato all’ordine dalla federazione gallurese del partito. Motivo: la mozione che rimprovera il presidente del Parco, Gianfranco Cualbu, la cui «gestione dell’ente - è scritto nel documento votato l’altro ieri - è risultata inefficiente». La notizia è trapelata a fatica ma non sorprende. Nella delibera contestata dalla federazione si dice anche che c’è la necessità di far coincidere la figura del sindaco con quella di presidente del Parco, per «attenuare la conflittualità della 394/91».
 Pare che da Olbia, inizialmente, sia arrivato solo un richiamo, ma «con il probabile annuncio della sospensione dal partito». La notizia viene “smentita” categoricamente dal segretario di Forza Italia Giovanni Deleuchi: «Una bufala, qualcuno ha voluto scherzare». Ma perché poi? La decisione della federazione sarebbe arrivata proprio perché è stata messa in discussione, oltre che la figura del presidente del Parco, anche quella del dirigente di partito, qual è appunto Cualbu. Ecco quindi la mozione e la reazione che avrebbe fatto perdere il sorriso a molti, ma che probabilmente si risolverà, dicono, con una chiacchierata serena. Ma intanto una domanda è d’obbligo. Chi è più forte politicamente? Cualbu oppure An locale? La risposta arriverà con la soluzione del caso.
 Secondo Franco Curedda, della minoranza consiliare, «quando si deve sfiduciare qualcuno, non ci si deve nascondere per timore di andare contro il partito. Loro vogliono fare fuori Cualbu, però non lo vogliono sfiduciare».
 Tommy Gallo, della maggioranza, nega che la mozione approvata sia velata. «Si specifica a chiare lettere - afferma - che il presidente del Parco e la giunta hanno fallito non lavorando bene. Noi abbiamo poi specificato che vogliamo il sindaco pro tempore come presidente del Parco e la modifica del regolamento per chiedere il referendum. Vogliamo sapere se la popolazione è disponibile a sopportare un parco con la 394 oppure non lo vuole. Non abbiamo specificato la sfiducia al presidente Cualbu perché chi arriverà dopo di lui non sarà né peggiore né migliore. Non bisogna mirare alla persona ma all’istituzione». Gallo è ancora più esplicito: «Dichiarare che giunta, comitato di gestione, presidente e coordinatrice hanno operato in modo fallimentare equivale a dire che questo parco, fatto in questo modo, non va bene. Il commissariamento? Auspicabile». Gli indipendenti attenderanno fine mese, quando An si riunirà con una conferenza nazionale. Poi potrebbe esserci un cambio di rotta.
 È dello stesso parere Claudio Tollis che conferma che «la maggioranza non è favorevole alla gestione del Parco in questo modo, anche perché non sarà il Parco ad interferire nella programmazione dell’amministrazione».
 Pierfranco Zanchetta, della minoranza, è ovviamente più duro. «La maggioranza - afferma - con ipocrisia ha sfiduciato Cualbu, chiedendo che il sindaco faccia il presidente del Parco pro tempore. La nostra mozione è diversa: la presidenza di Cualbu, non funziona e non soddisfa le esigenze dei maddalenini ed è per questo che chiediamo esplicitamente il commissariamento. Un segnale forte per il ministro: questo Parco che non può essere affidato alla gestione di persone esterne dalla realtà maddalenina».

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